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Aggrediti e pestati a Colleferro, dove morì Willy Monteiro: denunciata in concorso una 23enne
Una 23enne di Labico, già nota alle forze dell’ordine, è stata denunciata dai carabinieri della stazione di Colleferro ed è ora gravemente indiziata di lesioni personali in concorso. I fatti risalgono alla notte del 16 gennaio scorso quando, dopo una lite, la 23enne, in concorso con due giovani tuttora in corso di identificazione, aveva aggredito fisicamente due ragazzi di Fiuggi. Colleferro è finita al centro della cronaca nazionale dopo l’omicidio di Willy Monteiro Duarte, avvenuto in un contesto molto simile: una discussione sfociata in un pestaggio che costò la vita al ragazzo di 21 anni. Il diverbio, nato per futili motivi di natura stradale, era iniziato in Largo Santa Caterina, nel cuore della zona della “movida” colleferrina: la 23enne aveva aggredito un 22enne e una 19enne di Fiuggi, i quali avevano riportato rispettivamente 35 e 5 giorni di prognosi. Le due vittime si erano poi allontanate in auto subito dopo l’aggressione ed erano state intercettate e bloccate a breve distanza da una pattuglia. Viste le condizioni e le evidenti lesioni dei due, i militari avevano allertato il personale sanitario del 118 per le cure del caso e avviato sul posto la preliminare attività di indagine. I carabinieri di Colleferro hanno preso la guida delle indagini e dopo poco, grazie a un lavoro certosino di ricerca e acquisizione di testimonianze e una dettagliata analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza, gli agenti sono riusciti a ricostruire la dinamica esatta dei fatti, accertando inequivocabilmente la responsabilità della 23enne e degli altri due aggressori. Per la giovane denunciata e per i due complici, l’Arma richiederà l’emissione del Daspo Urbano, così da prevenire ulteriori comportamenti violenti. Il pestaggio è avvenuto in un luogo simbolico, a due passi da Largo Oberdan dove Willy, alle prime luci dell’alba del 6 settembre 2020, era stato aggredito dopo aver cercato di sedare una rissa tra un suo amico e quelli che sarebbero poi diventati i suoi assassini. L’aggressione fisica successiva fu talmente violenta da lasciare in fin di vita il ragazzo, che morì dopo poco a causa delle ferite riportate. Per l’omicidio sono stati condannati i fratelli Marco e Gabriele Bianchi, rispettivamente all’ergastolo e a 28 anni, anche se il secondo spera in una riduzione di pena vista la scelta di un processo d’appello ter, con l’obiettivo di ridiscutere le attenuanti generiche. L'articolo Aggrediti e pestati a Colleferro, dove morì Willy Monteiro: denunciata in concorso una 23enne proviene da Il Fatto Quotidiano.
Cronaca
Aggressione
Willy Monteiro Duarte
“Nessun pentimento per l’omicidio di Willy Monteiro Duarte”. Ecco perché la Cassazione ha conferma l’ergastolo per Marco Bianchi
Non c’è stato alcun segno di ravvedimento nei comportamenti processuali dei fratelli Bianchi. È quanto emerge dalle motivazioni della Corte di Cassazione che, a novembre 2025, ha confermato la condanna all’ergastolo per Marco Bianchi per l’omicidio di Willy Monteiro Duarte, avvenuto nel 2020 a Colleferro. I giudici della V sezione penale scrivono chiaramente che i due, durante l’intero iter giudiziario, hanno mantenuto un atteggiamento “alieno da forme di ravvedimento“, con una condotta processuale che non ha mostrato segni di pentimento per la brutalità del reato. LA CONFERMA DELL’ERGASTOLO PER MARCO BIANCHI La sentenza di novembre 2025 ha reso definitivo l’ergastolo per Marco Bianchi, accusato di aver partecipato, insieme al fratello Gabriele, alla feroce aggressione che ha portato alla morte di Willy Monteiro Duarte, un ragazzo di 21 anni che aveva solo cercato di difendere due amici durante una discussione in strada. I giudici sottolineano la “capacità a delinquere” di Marco, espressa non solo dalle modalità dell’omicidio, ma anche dal suo atteggiamento prima, durante e dopo l’evento. Il verdetto fa riferimento in particolare alla “brutalità” della violenza inflitta alla vittima, che è stata colpita ripetutamente con tecniche di arti marziali, mentre era a terra, indifesa. Un comportamento che non lascia dubbi sulla piena “adesione dei coinvolti al delitto”, evidenziando anche l’indifferenza della coppia di aggressori rispetto alla vita della vittima e alle motivazioni che avevano scatenato la contesa. GABRIELE BIANCHI, UNA CONDANNA DA RICALCOLARE Per Gabriele Bianchi, invece, la pena è ancora da quantificare. I supremi giudici hanno disposto un nuovo processo d’appello ter, con l’obiettivo di ridiscutere le attenuanti generiche che erano state considerate nel processo di appello e per cui era stata inflitta una penna a 28 anni. La Cassazione ha confermato le responsabilità penali anche per lui nell’omicidio volontario. Le motivazioni della Cassazione non si fermano solo alle dinamiche dell’omicidio, ma vanno anche a chiarire la personalità dei due fratelli e degli altri imputati, Mario Pincarelli e Francesco Belleggia, la cui condanna è stata confermata. La Corte ricorda come la loro azione non sia stata il risultato di un’improvvisa escalation di violenza, ma una manifestazione di “pericolosità” costante, alimentata da una personalità “proterva” e indifferente ai valori della convivenza civile. A rinforzare questa lettura della situazione, si evidenziano i precedenti penali per spaccio di sostanze stupefacenti dei due fratelli e il loro tenore di vita, ottenuto in gran parte con attività illecite. L'articolo “Nessun pentimento per l’omicidio di Willy Monteiro Duarte”. Ecco perché la Cassazione ha conferma l’ergastolo per Marco Bianchi proviene da Il Fatto Quotidiano.
Giustizia
Omicidio
Cassazione
Willy Monteiro Duarte
Omicidio Willy, ergastolo definitivo per Marco Bianchi. Ma appello ter per il fratello Gabriele
Il percorso giudiziario per il brutale pestaggio di Willy Monteiro Duarte ancora non è finito. I giudici della Cassazione hanno reso definitivo l’ergastolo per Marco Bianchi ma disposto un nuovo processo di appello, il terzo, per il fratello Gabriele. Per il maggiore dei fratelli di Artena gli ermellini chiedono, così come sollecitato dalla Procura generale, di ridiscutere le attenuanti generiche che gli sono state riconosciute nell’appello bis che portò a una condanna a 28 anni di carcere. Bianchi rischia quindi di essere nuovamente condannato al carcere a vita come deciso in primo grado. I due fratelli massacrarono con calci e pugni il ragazzo nella notte tra il 5 e il 6 settembre del 2020 a Colleferro, centro in provincia della Capitale. La vittima era intervenuta per aiutare un amico e tentare di sedare una rissa. Per entrambi gli imputati era già stata riconosciuta la penale responsabilità per quanto compiuto quella tragica notte. La Cassazione – che aveva disposto un nuovo processo – in una prima pronuncia aveva reso definitive le condanne per gli altri due imputati: a 23 anni per Francesco Belleggia e a 21 per Mario Pincarelli, che si affiancarono da subito ai fratelli e colpirono Willy con un calcio alla testa e con colpi e pugni quando ormai il ragazzo era a terra inerme. La brutale aggressione durò cinquanta secondi e in quella azione i due fratelli ebbero, secondo l’accusa, “un ruolo preponderante con Gabriele, esperto dell’arte marziale Mma, che dà il via con un violento calcio al petto di Monteiro seguito subito da Marco”. Il pestaggio avvenne all’esterno di un pub. I quattro del branco, come raccontato da un testimone, scesero da una auto e si lanciarono contro chiunque capitasse a tiro. Nel corso dell’appello bis i fratelli Bianchi hanno preso la parola per dichiarazioni spontanee chiedendo sostanzialmente scusa ai familiari del 21enne di origini capoverdiane. L'articolo Omicidio Willy, ergastolo definitivo per Marco Bianchi. Ma appello ter per il fratello Gabriele proviene da Il Fatto Quotidiano.
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