E’ in arrivo il “ciclone di San Valentino“. A lanciare l’allarme è l’Anbi,
l’associazione dei consorzi di bacino, nel suo bollettino settimanale sulle
risorse idriche in Italia. Infatti, secondo le previsioni dell’Ecmwf (European
Centre for Medium-Range Weather Forecasts – Centro Europeo per le Previsioni
Meteorologiche a Medio Termine), forti venti e nubifragi colpiranno nei prossimi
giorni le regioni tirreniche. La quantità di pioggia potrebbe superare i 200
millimetri tra Sicilia Nord-Orientale e Calabria.
Sono attese precipitazioni superiori a 100 millimetri su tutta la costa
tirrenica meridionale fino al Lazio e su alcune zone della Sardegna. I pericoli
maggiori, secondo l’Anbi, derivano dalla condizione di terreni ancora zuppi per
i ravvicinati eventi meteo, a partire dal ciclone Harry che ha provocato
accumuli di pioggia superiori a 500 millimetri in 3 giorni.
In diversi territori, l’acqua caduta dalla fine di gennaio ad ora rappresenta
buona parte del quantitativo annuo di pioggia: è il caso di Roma, che nel 2025
ha registrato un anno secco con un totale di circa 580 millimetri. Un “gap”
negativo del 26,7% sulla media 2009-2024. Ma a gennaio del 2026, i 210
millimetri di pioggia caduti rappresentano un surplus del 193% circa sulla media
2009-2025, e il 36% di quanto cumulato nei 12 mesi del 2025.
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regioni tirreniche proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Una serie di perturbazioni sta colpendo l’Italia da giorni senza sosta: piogge
in pianura e nevicate abbondanti sulle Alpi. Le previsioni per i prossimi giorni
non mostrano miglioramenti: il maltempo resterà il protagonista indiscusso. Un
ottimo tempismo per Milano-Cortina 2026.
Fino alla seconda metà della prossima settimana, bisognerà tenere l’ombrello a
portata di mano. Le temperature rimarranno tutto sommato miti per il periodo,
caratteristica tipica delle correnti oceaniche, mantenendo piogge persistenti a
bassa quota e mantenendo lo zero termico a quote medie, come sottolineato da
iLMeteo.it.
In coincidenza con San Valentino, però, dovrebbe verificarsi un cambiamento
radicale della circolazione. Passata la metà del mese, infatti, il flusso
atlantico potrebbe alzarsi di latitudine con una conseguente diminuzione delle
temperature verso il 14 febbraio.
Se dovesse essere confermata questa previsione, la pioggia potrebbe presto
trasformarsi in neve anche a quote molto basse. Oggi, lunedì 9 febbraio – Nord:
coperto con poche piogge. Centro: coperto con piogge sparse. Sud: instabile con
precipitazioni sparse. Domani, Martedì 10 febbraio – Nord: molte nubi, rare
piogge, peggiora in serata. Centro: molto nuvoloso, piogge specie sulle
Tirreniche. Sud: variabile, piogge sparse.
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sull’Italia proviene da Il Fatto Quotidiano.
L’irruzione di aria artica in discesa dal Nord Europa segna l’avvio di una fase
pienamente invernale sull’Italia, con un sensibile calo delle temperature e un
peggioramento diffuso delle condizioni meteorologiche. Le correnti fredde e
instabili favoriranno la formazione di una circolazione ciclonica sul
Mediterraneo, destinata a mantenere il tempo perturbato su molte regioni nei
prossimi giorni.
L’inizio della settimana vede l’ingresso di masse d’aria fredde, capaci di
alimentare un ciclone mediterraneo. Da lunedì 5 gennaio sono attese piogge e
temporali soprattutto al Centro-Sud, mentre la fase più intensa del maltempo è
prevista tra l’Epifania e mercoledì 7 gennaio. Il marcato abbassamento delle
temperature potrà favorire nevicate fino in pianura o a bassissima quota su
Lombardia centro-orientale, Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli Venezia Giulia,
Emilia-Romagna e Marche.
Neve fino in collina risulterà possibile anche su Toscana e Umbria, mentre sul
resto del Centro-Sud i fiocchi cadranno prevalentemente oltre gli 800-1000
metri. Nel corso della notte tra il 4 e il 5 gennaio, la neve ha imbiancato i
rilievi appenninici fino a quota collinare nei comuni dell’Alto Mugello, con
accumuli generalmente inferiori ai 5 centimetri. Il calo termico ha inoltre
favorito la formazione di ghiaccio, con una temperatura minima di –3 gradi
registrata al passo del Giogo. A renderlo noto è la Città metropolitana di
Firenze, precisando che personale e mezzi della viabilità sono impegnati sulle
strade di competenza per garantire la percorribilità.
Nella giornata di lunedì 5 il tempo più perturbato interesserà inizialmente le
regioni adriatiche, dal Friuli Venezia Giulia alla Puglia, passando per Veneto
meridionale, Romagna, Marche, Abruzzo e Molise. Piovaschi irregolari potranno
raggiungere anche il nord della Sardegna, il Lazio e la Campania. La neve è
attesa fino a quote collinari sull’Appennino romagnolo, oltre i 1000-1100 metri
su quello centrale e a quote più elevate sui rilievi meridionali. In serata e
nella notte un nuovo apporto di aria fredda rinvigorirà il vortice ciclonico sul
Tirreno, con una nuova intensificazione delle precipitazioni soprattutto al
Centro e sulla Sardegna e un ulteriore calo della quota neve fino a 800-900
metri.
Il peggioramento sarà accompagnato da un rinforzo dei venti freddi
settentrionali al Nord e al Centro, responsabili di un ulteriore abbassamento
termico. Al Sud, invece, si assisterà a un’intensificazione dei venti di
Scirocco, in un contesto più asciutto ma con possibili mareggiate lungo le coste
esposte. Alla luce dei fenomeni attesi, il Dipartimento della Protezione Civile,
d’intesa con le Regioni interessate, ha emesso un avviso di condizioni
meteorologiche avverse. Per la giornata di lunedì 5 gennaio è stata diramata
un’allerta gialla su alcuni settori di Marche, Umbria, Abruzzo, Lazio, Molise e
Campania, per possibili criticità di tipo idrogeologico e idraulico. Il quadro
meteorologico e quello delle allerte verranno aggiornati quotidianamente in base
all’evoluzione della situazione.
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all’insegna del maltempo proviene da Il Fatto Quotidiano.
In molte zone d’Italia sarà un bianchissimo Natale. Anche a bassa quota,
infatti, si prevede neve mentre in altre località si attendono piogge e venti
forti. Sulle Alpi Occidentali attese copiose nevicate con accumuli anche di
100-120 centimetri in sole 24 ore nella zona di Artesina e Prato Nevoso (Alpi
Marittime). “Un fenomeno davvero importante come non si vedeva da anni in questa
zona” dicono i meteorologi. Fino a Santo Stefano sul Mediterraneo
centro-occidentale resterà intrappolata un’area di bassa pressione con maltempo
diffuso sull’Italia.
Oltre a piogge sparse un pò ovunque e a venti sostenuti dai quadranti orientali
tornerà la neve a quote relativamente basse sull’Appennino settentrionale.
Questo vortice nel Mediterraneo verrà alimentato costantemente da fredde
correnti da Est con un inevitabile calo termico e abbassamento della quota neve
su alcune zone. Sui rilievi al confine tra Liguria, Emilia e Toscana, si
osserveranno nevicate oltre i 700-800 metri con accumuli oltre i 1000 metri di
quota. Sarà invece un bianchissimo Natale in tutte le aree sopra i 1000-1200
metri sul Piemonte occidentale e meridionale e in Valle d’Aosta.
La Protezione civile ha diramato un’allerta meteo. Dal primo mattino di domani,
prevede l’avviso, ci saranno precipitazioni sparse, anche a carattere di
rovescio o temporale, sull’Arcipelago Toscano, sulle aree tirreniche di Lazio e
Campania e sulla Puglia meridionale. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci
di forte intensità, frequente attività elettrica e forti raffiche di vento.
Valutata per la giornata di domani allerta gialla sui settori occidentali di
Umbria e Abruzzo, su quelli tirrenici della Campania e sull’intero territorio di
Lazio, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia.
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vento fino al Centro-Sud proviene da Il Fatto Quotidiano.