All’anagrafe, alla nascita, era Robin Gunningham, classe 1973. Ora, invece, il
suo nome è diventato David Jones, uno dei più comuni in Inghilterra. È in questo
modo che Banksy, il più noto street artist mondiale, è riuscito a tutelare la
sua identità nel corso degli anni. Fino a oggi. Quando Reuters ha pubblicato un
lavoro investigativo curato da tre giornalisti che è riuscito a dargli un nome e
un volto. Lo ha fatto partendo dall’Ucraina, dove Banksy dipinse alcune opere a
Borodyanka dopo l’inizio dell’invasione russa.
E, alla luce del lavoro di una delle più importanti agenzie di stampa mondiali,
ora si può dire che nel 2008 il Mail on Sunday aveva ragione nell’affermare che
lo street artist fosse Robin Gunningham, nato 53 anni fa a Bristol. Ma nel
frattempo quell’uomo, probabilmente per tutelare l’anonimato che ha contribuito
ad alimentare le imprese leggendarie intorno ai suoi graffiti realizzati con
stencil e vernice, ha cambiato legalmente nome ed è diventato David Jones, uno
dei nomi più comuni in Gran Bretagna e anche il nome di battesimo di David
Bowie, il cui alter ego Ziggy Stardust ispirò il ritratto di Banksy della Regina
Elisabetta.
L’inchiesta della Reuters ha incrociato tutti i particolari noti sul
popolarissimo artista, a partire da ogni foto e video dove Banksy compare anche
a volto coperto, con nuovi decisivi documenti, in particolare quelli su un
arresto avvenuto nel 2000 a New York. I giornalisti Simon Gardner, James Pearson
e Blake Morrison, partendo da un’opera realizzata da Banksy in Ucraina, hanno
indagato ogni traccia lasciata dall’artista, arrivando anche ad un’altra
conclusione: Robert Del Naja, il frontman dei Massive Attack, anche lui negli
anni fortemente sospettato di essere Banksy, è sicuramente un collaboratore
dell’artista, con cui potrebbe avere realizzato anche alcune opere a quattro
mani.
L'articolo Svelata l’identità di Banksy: “L’artista ha cambiato nome legalmente,
ecco come si chiama oggi” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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È avvolta dal mistero la nuova opera dello street artist britannico Banksy.
L’artista ha svelato il suo ultimo murale apparso nel centro di Londra: un
disegno in bianco e nero che raffigura due bambini con cappelli invernali e
stivali in gomma, sdraiati e intenti a guardare e indicare il cielo. L’opera è
apparsa sulla facciata di un vecchio edificio a Bayswater e sorprende. Il
motivo? Pochi chilometri più a nord, in un’altra area della capitale, sotto
l’edificio multipiano Centre Point, in Tottenham Court Road, venerdì scorso è
comparsa un’altra opera quasi identica attribuita al writer ribelle di Bristol,
Stefano Antonelli.
L’inaspettata duplicazione dell’opera ha alimentato ipotesi e discussioni tra
appassionati e critici, mentre l’identità di Banksy, come sempre, resta avvolta
nel mistero.
Secondo la BBc, che ha sentito un altro street artist inglese, le due opere
quasi gemelle (entrambe rappresentano l’immagine di un bambino in bianco e nero
steso in primo piano per terra con accanto una figura più grande) vogliono
rappresentare una denuncia dell’emerganizazione dei senza fissa dimora. Un
problema su cui Banksy aveva già richiamato l’attenzione nel 2019.
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Banksy sui muri di Londra (quasi identica a un’altra) proviene da Il Fatto
Quotidiano.