“Siamo profondamente contrari all’uso delle basi per attacchi militari in una
zona di guerra che sta esplodendo e ampliando le aree di conflitto”. Stefano
Patuanelli, senatore e vicepresidente del M5s, interviene a 24 Mattino, su
Radio24, sulla linea italiana circa la crisi mediorientale dopo gli attacchi
contro l’Iran avviati da Stati Uniti e Israele e le successive rappresaglie
iraniane contro vari Paesi del Golfo.
In Parlamento il governo ha ribadito, con le comunicazioni del ministro degli
Esteri Antonio Tajani e del ministro della Difesa Guido Crosetto, una posizione
improntata alla solidarietà difensiva verso gli alleati. La risoluzione della
maggioranza prevede infatti sostegno militare difensivo ai Paesi del Golfo
minacciati (in particolare difesa aerea, anti-missilistica e anti-drone) e la
disponibilità delle basi italiane agli Stati Uniti secondo l’accordo bilaterale
del 1954, mentre eventuali utilizzi per operazioni offensive contro l’Iran
dovrebbero tornare al voto del Parlamento.
L’opposizione prova invece a costruire una posizione comune per escludere
qualsiasi partecipazione italiana a operazioni militari. “Assieme alle altre
forze d’opposizione, stiamo lavorando un testo per una risoluzione unitaria di
tutto il campo progressista, confidiamo di riuscire a farlo – spiega Patuanelli,
che indica come modello l’atteggiamento mostrato dal governo spagnolo – Nelle
ultime 48 ore il presidente spagnolo Pedro Sanchez ha mostrato che esiste anche
un’alternativa ad abbassare sempre il capo con gli americani. Credo che ci si
possa approcciare in modo diverso a Trump”.
Per l’esponente pentastellato la scelta militare compiuta da Washington e Tel
Aviv rappresenta un errore strategico destinato ad aggravare l’instabilità della
regione. “La storia ci ha insegnato che la destabilizzazione di aree così
delicate non ha mai portato né a pace né a prosperità, soprattutto per i popoli
che le vivono, né l’Occidente ne ha tratto vantaggio, quindi abbiamo ritenuto un
errore l’attacco unilaterale fatto da Israele e dagli Stati Uniti e continuiamo
a pensare che sia così. Vorremmo che il nostro governo si esprimesse in tal
senso”.
Patuanelli sottolinea inoltre come restino poco chiare le motivazioni che hanno
portato all’operazione militare contro l’Iran e invita a riportare la gestione
della crisi sul terreno negoziale: “Credo che il primo elemento da mettere sul
campo è lo spostare sul piano negoziale la gestione di ogni conflitto e
oggettivamente non si è capito esattamente qual è stata la goccia che ha
scatenato l’attacco americano-israeliano“. Il senatore ricorda che erano stati
già colpiti siti legati al programma nucleare iraniano: “A giugno dell’anno
scorso ci furono 12 giorni di bombardamenti di aree dove si stava realizzando,
secondo fonti americane, la bomba nucleare iraniana e si disse che per i
prossimi 30 anni l’Iran non avrebbe più potuto avere la bomba atomica. Adesso
sembra che entro due settimane l’avessero pronta, quindi è del tutto evidente
che le motivazioni sono altre e riteniamo che non si possono fare guerre per la
gestione del petrolio“.
Il vicepresidente del M5s collega poi la crisi internazionale agli effetti
economici già visibili sui mercati energetici: “In queste ore si è verificato un
aumento netto nei prezzi dei carburanti, sicuramente ci sarà un effetto
immediato sia sulle bollette che alla pompa di benzina e ovviamente il riflesso
sulla bolletta sia elettrica che di gas sarà importante per le famiglie e le
aziende”.
Per contenere l’impatto, secondo Patuanelli, servirebbero misure strutturali sul
mercato dell’energia: “La prima cosa sarebbe instaurare quel meccanismo di
disaccoppiamento del prezzo dell’energia elettrica dal prezzo del gas che
metterebbe quantomeno in sicurezza tutta la parte di bollette elettriche, posto
che grazie a molti investimenti fatti soprattutto col Pnrr questo paese ha fatto
un passo in avanti sulla produzione di fonti rinnovabili importante”. A questo,
aggiunge, dovrebbero affiancarsi interventi di sostegno economico per famiglie e
imprese, ricordando che “nell’ultima legge di bilancio il governo ha aumentato
le accise sul diesel, forse quantomeno sarebbe opportuno trovare dei sistemi di
aiuto e sostegno a famiglie e imprese che non possono sopportare questi
aumenti”.
E conclude: “Il punto centrale è che se continuiamo a dire che l’elettrico fa
schifo, il produttore di fonti rinnovabili fa schifo e che bisogna mantenere
gas, benzina e petrolio, la situazione che abbiamo oggi la avremo per sempre.
Noi sono almeno 10 anni che diciamo che la transizione verso l’elettrico deve
essere fatta in modo convinto, ma mi sembra che le destre di tutti i paesi
abbiano invece la volontà di mantenere il petrolio e la fonte fossile come fonte
principale di produzione di energia e questo è il risultato – chiosa – Non ci si
può lamentare se quando accadono queste cose i prezzi aumentano. Noi diciamo che
è la strada sbagliata, che va programmata una transizione verso la produzione di
fonti rinnovabili che è possibile, che si può fare, però è una volontà politica,
noi ce l’abbiamo, la destra no e questi sono i risultati”.
L'articolo Iran, Patuanelli (M5s): “Non dobbiamo abbassare sempre il capo con
gli Usa, esiste un’alternativa e Sanchez lo ha dimostrato” proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Tag - Stefano Patuanelli
Per il Movimento 5 stelle sulla manovra che ha visto l’ok oggi da parte del
Senato, è intervenuto il capogruppo a Palazzo madama Stefano Patuanelli. “Dove
sono i 15 miliardi che Giorgia Meloni ha promesso al ‘Meeting di Rimini’ per il
‘piano casa’? Dove sono i 25 miliardi per i dazi per le industrie di questo
Paese?” Ci attaccate spesso per il Superbonus, per il reddito di cittadinanza,
per il Decreto Dignità, per la ‘Spazzacorrotti’. Quelle sono misure che si
possono contestare nel merito, ma quelle sono riforme promesse e fatte quando
eravamo al governo, voi non state facendo nulla”.
L'articolo Manovra, Patuanelli contro Meloni: “Che fine hanno fatto le sue
promesse? La cifra di questo governo è il nulla” proviene da Il Fatto
Quotidiano.