Piero Pelù non si ferma mai. Da un lato ha in programma la nuova edizione del
concerto benefico “S.O.S. PALESTINA!” il 20 giugno presso la Visarno Arena di
Firenze (“hanno già aderito i Tre Allegri Ragazzi Morti, Willie Peyote e Enzo
Iacchetti, che sarà protagonista di uno speech), ma soprattutto con Ghigo
Renzulli, Antonio Aiazzi, Gianni Maroccolo partirà di nuovo insieme per 20 date
nelle più importanti città e festival italiani da giugno ad agosto. Un tour
celebrativo per i 40 anni del disco “17 Re”.
“È stata la musica che ha deciso questa cosa. Il quarantennale di 17 Re, un
disco fatto con una libertà artistica paurosa, – ha affermato a La Repubblica –
che faceva parte di una trilogia dedicata alle vittime del potere e quindi
attualissima. Perché far finta di nulla? Sarebbe stata un’occasione sprecata.
Tornare insieme è una necessità. Il tour lo stiamo allestendo, tra l’altro
alcune canzoni non le abbiamo mai suonate dal vivo”.
Piero Pelù soffre di un acufene permanente e incurabile a seguito di un
incidente acustico avvenuto in studio di registrazione nel 2022, ma non è il
solo. “Con Caparezza ci siamo sentiti spesso, anche con Francesco Bianconi dei
Baustelle che ha subito uno shock acustico in strada. È una malattia che non
viene riconosciuta. Ma se Spotify invece di investire sui droni da guerra
investisse sulla ricerca sugli acufeni, visto che i ragazzi si sfondano le
orecchie con la musica compressa del loro sistema? Eppure è un problema
socialmente importante. Chi ha gli acufeni forti si isola dal mondo, non si
dorme, si arriva alla depressione. Ne soffrono 800 milioni di persone nel
mondo”.
“Uso i tappi anche per uscire di casa: se qualcuno mi riconosce e suona il
clacson per salutarmi è un dramma. – ha continuato l’artista – Ormai ho imparato
a somatizzare. Mi sono dovuto reinventare tutto un sistema di compressori che mi
porto in giro che mi comprimono le frequenze cruciali. All’inizio mi chiedevo
chi ero e cosa potevo ancora fare, poi quando sono tornato a vedere la gente che
poga davanti al palco ho deciso di andare avanti”.
L'articolo “Chi ha l’acufene come me si isola dal mondo, non si dorme, si arriva
alla depressione. Uso i tappi anche per uscire di casa: se qualcuno mi riconosce
e suona il clacson per salutarmi è un dramma”: lo rivela Piero Pelù proviene da
Il Fatto Quotidiano.
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“La nostra storia è finita, ma con massimo rispetto reciproco”. Così Piero Pelù,
con un messaggio condiviso sui social, ha ufficializzato la fine del matrimonio
con Gianna Fratta, dopo sette anni. I due si sono conosciuti nel 2016 e poi
hanno reso pubblico il loro amore nel 2018. Il matrimonio è stato celebrato con
rito civile dal sindaco di Firenze Dario Nardella nel 2019.
“Ciao a chiunque sia interessato a cose mie personali (spero nessuno in realtà)
– così inizia il messaggio del rocker – Scrivo queste poche righe perché non
sopporto il gossip e le voci di corridoio o di cortile riguardo alla vita di
altre persone”.
L’artista ha poi continuato: “La storia tra me e Gianna è definitivamente,
legalmente e rispettosamente finita. Abbiamo passato anni molto belli insieme ma
ora le nostre strade si sono separate”.
Pelù, notoriamente riservato sulla sua vita privata, ha spiegato perché abbia
voluto condividere questo messaggio: “Per evitare quindi che notizie false e/o
tendenziose possano girare consideratamente sul mio conto vi informo che la
storia tra me e Gianna è definitivamente, legalmente e rispettosamente finita”.
Infine: “La vita continua con un bellissimo bagaglio umano da preservare col
massimo rispetto reciproco, non ammetterò quindi nessuna interferenza esterna su
questa storia personalissima. In un’epoca di guerre e violenza senza precedenti
credo che dobbiamo solo volerci bene e lottare tutti uniti per la Pace, il resto
è solo distrazione di massa”.
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rispettosamente finita. Non sopporto il gossip”: Piero Pelù si separa dopo sette
anni di matrimonio proviene da Il Fatto Quotidiano.