La fiamma tricolore, simbolo del Movimento sociale italiano e la didascalia: “26
dicembre 1946. Le radici profonde non gelano”. È polemica per il post social su
Instagram di Riccardo Pescante, vicedirettore di Rai Sport, che negli scorsi
giorni ha ricordato sui social l’anniversario della nascita del Msi, partito
d’ispirazione neofascista.
Un gesto che non è passato inosservato e che negli ultimi giorni è stato
ampiamente criticato dai parlamentari di Pd e M5s in Commissione di vigilanza
Rai. Questi hanno chiesto all’azienda di servizio pubblico di prendere
provvedimenti dopo l’accaduto. “È vergognoso che un vicedirettore di una testata
Rai, nello specifico il vicedirettore di Rai Sport Riccardo Pescante, pubblichi
sui social la sua appartenenza politica senza alcun ritegno. Chiediamo che
Pescante si dimetta e che venga convocata immediatamente la commissione di
vigilanza Rai e i vertici della Rai per chiedere di stabilire un codice di
autoregolamentazione di tutti i componenti Rai, soprattutto dirigenti e
direttori e vicedirettori“.
A dichiararlo in una nota sono stati i parlamentari Pd della commissione di
Vigilanza sulla Rai. “Non è possibile che ormai tutti i dirigenti possano
immaginare di dire che loro appartengono ad un partito piuttosto che ad un
altro, perché così si perde di credibilità e la Rai diventa la portavoce del
partito di governo. Questo non fa bene né alla Rai né alla nostra democrazia”,
si legge nella nota.
Il post con la fiamma tricolore è stato ampiamente criticato da diversi
esponenti di Pd e M5s, tra cui anche dal capogruppo del M5s in commissione
vigilanza Rai, Dario Carotenuto: “L’uso che il vicedirettore di RaiSport fa dei
suoi canali social è incompatibile con le linee guida del servizio pubblico.
Roberto Pescante, vicedirettore di Rai Sport, usa i propri canali per celebrare
il Movimento Sociale o condividere meme di dubbio gusto paragonando Landini a
Maduro. Non è libertà d’opinione: è mancanza di senso istituzionale“.
Carotenuto ha infatti ricordato altri post di natura politica da parte di
Pescante nel corso di questi mesi, tra cui anche quello di approvazione nei
confronti dell’attacco Usa in Venezuela, come la foto su Instagram postata
domenica 4 gennaio con la scritta “Venezuela libre“.
Ad accodarsi al pensiero di Carotenuto anche il responsabile informazione nella
segreteria nazionale del Pd, Sergio Ruotolo: “Se sei del partito della
presidente del Consiglio Giorgia Meloni puoi fare quello che vuoi ed esprimerti
come vuoi. Sui social media perdi ogni parvenza di decenza. La Rai non è più ‘la
Rai di tutti’. È l’house organ di Fratelli d’Italia. Con quale credibilità si
continua a dire che la Rai è indipendente?”.
E da qui l’elenco dei vari post Instagram del vicedirettore di Rai Sport
contestati da Ruotolo: “In un post la fiamma tricolore, in un altro ‘Con la
violenza non si risolve niente, figurati senza‘. In un terzo compare un meme che
raffigura Donald Trump con la scritta ‘dopo Nicolás Maduro adesso tocca a
Maurizio Landini‘, con l’aggiunta ironica: ‘Peccato che sia solo un meme’. Non
hanno ritegno e non nascondono la sudditanza al partito. Per questo chiediamo
alla Commissione di vigilanza Rai di convocare i vertici di viale Mazzini per
chiarire e imporre una linea di comportamento pubblico per i dipendenti Rai. Il
servizio pubblico non è un megafono di partito: è un bene di tutti”.
LA RISPOSTA DELLA RAI
Dopo le polemiche delle ultime ore, con una nota è intervenuto il consigliere di
amministrazione Rai Roberto Natale: “Le regole per l’uso dei social in Rai ci
sono. Sono state affinate negli anni, anche integrando il Codice Etico con le
osservazioni formulate dalla Commissione parlamentare di Vigilanza. Al tema il
Cda ha dedicato su mia richiesta una approfondita discussione nella seduta del
16 ottobre scorso. Nessun dubbio sul fatto che debba farne uso responsabile e
non sconsiderato ogni dipendente Rai, tanto più se ricopre ruoli da dirigente.
Chi deve intervenire intervenga, senza permettere che l’irresponsabilità di
qualcuno danneggi l’immagine di tutta la Rai”.
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sociale: è polemica. Pd e M5s: “Si dimetta” proviene da Il Fatto Quotidiano.