Ammetto una mia contrarietà (preconcetta) nei confronti di tutto ciò che si
presenta sotto l’egida dell’intelligenza artificiale, nonostante i vantaggi
continuamente dichiarati. Immaginate quindi il mio salto sulla sedia quando ho
letto che la Lego, per me un mito, si appresta a introdurre un mattoncino
intelligente nei suoi giochi di costruzione.
Fatta la tara di quelle che sono le necessità commerciali di un colosso dei
prodotti per bambini e ragazzi, e cioè di tenersi al passo con la competizione
di altri produttori, è indubbio che si tratta di un passaggio epocale per un
produttore riconosciuto per la grande capacità di collegare l’inventiva con la
manualità. In realtà non è la prima volta che Lego si apre all’innovazione
immateriale, in passato per uscire da una crisi causata da una concorrenza
sleale, che replicava a basso prezzo i suoi giochi, si affidò ai ricercatori del
Mit (Massachusetts Institute of Technology) di Boston, e in particolare al
gruppo di Seymour Papert che sviluppò il LOGO, un linguaggio facile da
apprendere nelle scuole primarie, per costruire robot elementari che venissero
programmati informaticamente.
Nacque così il Lego-Logo, anche grazie all’inventiva di un geniale
artigiano-scienziato come Steve Ocko, che più volte partecipò alle edizioni di
Scuola 2000 organizzate dalla rivista Compuscuola, che aveva tra i suoi
collaboratori il gruppo del non abbastanza celebrato professor Degli Antoni
capostipite di Scienze dell’Informazione di Milano.
L’altro passaggio fu l’introduzione di giochi che avvicinassero anche le
bambine, visto che “il Lego” era per lo più considerato un genere per maschi,
forse fu questo il vero salto di qualità dei fabbricanti danesi. Probabilmente,
a produrmi questo urticante senso di rifiuto nei confronti della notizia è solo
una questione di nostalgia della scatola di Lego, tutti bianchicci, che mi
regalò un fidanzato di mia cugina che girava il mondo lavorando sulle
petroliere, ma anche la mia basica cultura pedagogica che mi fa preferire una
palla a un videogame. Qualcuno direbbe anche l’età.
Ai tempi di Compuscuola fui un convinto sostenitore dell’informatica nelle
scuole, a partire dai linguaggi di programmazione. Tutto è cambiato e temo sia
passata l’epoca in cui la tecnologia è uno strumento neutrale per definizione,
mentre tutto dipenderebbe solo dall’uso che se ne fa. Di fronte a un’onda di
piena incontenibile, posso solo invocare un po’ di prudenza e un costante
monitoraggio, ricordando la Danimarca non solo per la Groenlandia, ma anche per
Legoland, nella piccola Billund.
L'articolo Lego introduce un mattoncino intelligente nei suoi giochi: sarà la
nostalgia o l’età, ma invoco prudenza proviene da Il Fatto Quotidiano.
Tag - Lego
I Lego diventano tecnologici. In occasione del Ces 2026 (Consumer Electronics
Show) di Las Vegas, l’azienda di mattoncini giocattolo ha presentato il nuovo
sistema Smart Play. La novità si basa su tre elementi principali: i mattoncini
2×4, le Smart Minifigures e le Smart Tag.
In pratica, in consistono i nuovi Lego? I blocchetti e le Minifigures rilevano
le Smart Tag, ossia piastrelle con la superficie liscia e senza i classici
bottoncini, con un Id digitale che indica al mattoncino come comportarsi. Ad
esempio, se uno Smart Tag appartiene alla costruzione di un elicottero, il
mattone Smart si illumina e riproduce il suono di un elica. Come riporta il sito
Igizmo, grazie a un accelerometro integrato nel mattoncino, le luci e i suoni si
adattano al movimento dell’elicottero. Spostando rapidamente il giocattolo il
suono delle eliche aumenta, quando l’elicottero atterra il rumore diminuisce
progressivamente.
Un’altra novità introdotta da Lego è il Brick Net, ossia una connessione
Bluetooth che permette agli Smart Bricks di interagire tra loro. L’azienda ha
svelato che i primi due Smart Play saranno a tema Star Wars e saranno in vendita
dall’1 marzo 2026. Il primo, ossia il “set Luke’s Red Five X-wing”, costerà
69.99 dollari. Il secondo, “Throne Room Duel and A-wing”, avrà un costo di
159.99 dollari. I due set interagiranno tra loro.
LA QUESTIONE DELLA PRIVACY
L’azienda ha dichiarato che i mattoncini Smart assicurano una protezione
avanzata per privacy e sicurezza. Per accedere alle funzioni degli Smart Bricks
non è necessaria alcuna configurazione e non ci sono telecamere all’interno dei
mattoncini. Secondo quanto riportato dal sito Nerdist, i nuovi mattoncini sono
alimentati dal chip Asic e si ricaricheranno tramite la connessione wireless.
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Lego presenta il nuovo sistema Smart Play, ecco quanto costa proviene da Il
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