A febbraio il mercato delle due ruote prosegue la tendenza positiva, già
registrata a inizio anno. Segno più per tutti i segmenti: moto, scooter e
ciclomotori, secondo i dati Ancma, Associazione nazionale Ciclo Motociclo
Accessori. Tuttavia l’Ancma mostra cautela sulla ripresa: “Lo scorso anno era
stato infatti caratterizzato da un calo delle vendite legato agli effetti del
fine serie Euro 5 che aveva condizionato in modo significativo le
immatricolazioni” e aggiunge che dal punto di vista statistico, “gennaio e
febbraio rappresentano insieme appena il 13% del mercato complessivo annuo, una
quota ancora limitata per delineare tendenze consolidate”. Moto e scooter
risultano sempre più centrali nella mobilità urbana, secondo i dati del Focus2R,
pubblicati il mese scorso, “che evidenziano una lenta ma costante crescita
dell’attenzione dei Comuni verso le due ruote”.
Febbraio chiude con un parziale di +10,20% e 24.768 unità vendute. L’Ancma
aggiunge che “le moto crescono dell’11,58% e targano 10.593 mezzi; gli scooter
registrano un incremento dell’8,79% e mettono sul mercato 13.322 veicoli;
infine, i ciclomotori, che guadagnano 15,90 punti percentuali e fanno registrare
853 unità”. Nei primi due mesi del 2026, il mercato cresce dell’8,5% con un
totale di 44.064 unità. Sono le moto a registrare il maggior incremento con un
+13,59% e 18.694 veicoli immatricolati. Secondo posto sul podio per gli scooter,
che guadagnano 4,03 punti percentuali e targano 23.723 mezzi. La medaglia di
bronzo, invece, viene conquistata dai “cinquantini” che registrano un +24,68% e
immettono sul mercato 1.647 unità.
Il mercato dell’elettrico, invece, soffre e resta “in attesa della riapertura
del portale per la registrazione degli incentivi Ecobonus previsti per l’anno
2026”. Il mercato perde 50,87 punti percentuali a febbraio (281 unità
registrate) e 27,99 punti percentuali nel primo bimestre (615 unità). Negativo
anche il mercato dei quadricicli che registra un -14,75% e 2.266 unità
registrate, “ma con andamenti di segno opposto per i termici (+216,04% e 1.005
unità) e gli elettrici (-46,11% e 1.261 unità)”.
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Soffre l’elettrico – i dati Ancma proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Prima posizione e record della pista nei test, prima posizione nelle prime
libere. Prima posizione nelle pre-qualifiche, con quasi mezzo secondo di
vantaggio sul secondo e nuovo record della pista. Difficile non credere che
l’avvio di stagione di Marco Bezzecchi in Thailandia possa portare una
rinfrescata ai vertici della MotoGp, dopo quattro anni di campionato monomarca
Ducati (2022 Bagnaia, 2023 Bagnaia, 2024 Martin), quando non monoMarquez (2025).
Il romagnolo ha inaugurato la stagione là dove aveva lasciato alla fine del
2025: davanti a tutti. Ma la novità è che alle sue spalle l’intero gruppo
Aprilia va bene, e veloce: Jorge Martin, risolti i mille acciacchi dei millemila
infortuni della scorsa stagione, sembra agguerrito, non fosse altro per
garantirsi un ingaggio valido per il 2027. Ai Ogura fa meglio di Fernandez, ma
insomma la moto di Noale sembra in palla in tutte le condizioni, con 3 piloti su
4 nei primi dieci.
E dunque Aprilia favorita? Mah: alle spalle c’è sempre un tale Marc Marquez,
campione del mondo in carica nonostante l’infortunio che lo ha tenuto fuori per
quattro gare. Epperò pure il dominante Marquez qualche grattacapo ce l’ha: il
suo braccio destro, tanto per cominciare, è talmente intarsiato di cicatrici da
consigliargli di optare per una aerodinamica meno invasiva (quella del 2024) per
l’inizio della stagione, copiato dai piloti dei team clienti. Il risultato è
che, ufficiali e non, nessuna Ducati pare circolare su pista con l’odiata (da
Bagnaia) versione 2025. Del due volte campione del mondo torinese, a proposito,
ci sarà di che parlare nel corso della stagione. I rumor mai smentiti lo danno
in uscita da Ducati per un quadriennale proprio con Aprilia, offeso dalla
richiesta di trasferirsi in team satellite pur con il trattamento da ufficiale e
sdegnoso dei milioni offerti da Yamaha per andare piano. Però Pecco, che era
parso in forma nei test, ha steccato la prima: fuori dal Q2 di Buriram per sua
stessa colpa ammessa, il torinese è stato fin qui scialbo. Si vedrà. E dunque,
almeno sulla carta: Bezzecchi, Marquez (Marc), Marquez (Alex), Bagnaia sono i
nomi su cui i bookmaker si giocano il mondiale. Con gli outsider Martin, Di
Giannantonio, Acosta, Ogura e Fernandez a cercare di rosicchiare qualcosa. Tra
le case, detto di Ducati e Aprilia, cresce la Honda, stazionaria Ktm, disastro
totale Yamaha.
Fin qui la sfera di cristallo sulla parte sportiva che quasi rischia di essere
residuale rispetto a quel che gli anglosassoni chiamano silly season. Vale a
dire la gragnuola di voci e indiscrezioni sul giro di walzer prossimo venturo:
Quartararo verso la Honda, Acosta verso Ducati, Bagnaia in Aprilia, Alex Marquez
in uscita da Gresini ma con destinazione ignota (Ktm ufficiale al posto di
Binder e insieme a Vinales?). Senza contare re Marquez, il cui rinnovo biennale
in Ducati appare un po’ meno scontato di prima, alla luce della sua stessa
manifesta stanchezza. “Siamo lì tra i migliori 3-4 piloti, è dove dobbiamo
essere – ha detto dopo le prequalifiche – quanto mi può impegnare l’Aprilia da 1
a 10? 10. Bezzecchi è il favorito per pole, sprint e gara”. Così il pilota della
Ducati: “Dico la verità, noi proveremo a lottare per la prima fila e per il
podio sia nella Sprint che nella gara lunga. E non sarà facile. L’anno scorso
l’obiettivo era un altro perché ero io il più veloce, quest’anno per il momento
no”, ha aggiunto lo spagnolo ai microfoni di Sky Sport.
Quel che Marquez non dice è che, a 33 anni, questa potrebbe essere l’ultima
stagione della “sua” MotoGp, così come il 2015 fu l’ultimo anno della MotoGp di
Valentino Rossi. Alla rivoluzione in arrivo nel 2027 – motori più piccoli, meno
aerodinamica, circuiti cittadini, più circenses che panem, secondo la moda di
Liberty Media già vista nella F1 – il nove volte campione del mondo si affaccia
come un musicista classico all’ascolto di un album dei Tool: bello, ma non ci
vivrei. E quindi chissà che con il passare delle gare nella testa dello spagnolo
non maturi un’idea balzana: andarsene finché è il più grande. Lasciando il circo
a fare il circo senza di lui, che animale da esposizione proprio non è.
Le premesse, peraltro, non sono delle migliori. A cominciare dalla polemica
incipiente sulla decisione di sopprimere il gran premio di Phillip Island –
universalmente il più bel circuito del mondo insieme al Mugello – per
trasferirsi in area cittadina ad Adelaide (non la stessa della Formula 1, e meno
male). Motivazione tecnica della Fim: gli isolani non hanno fatto nessuna delle
modifiche richieste al circuito, paddock, box, vie di fuga. Motivazione di
Carmelo Ezpeleta (padre e fin qui padrone del campionato): “Vogliamo portare le
moto più vicino ai cittadini”. Risultato: niente più gran premio sull’oceano tra
gabbiani suicidi, venti impazziti e sfondi da romanzo. Cioè meno romanticismo,
meno epopea, meno rischi, meno divertimento. Più birra, salsicce, vip e social.
Che poi è la ricetta rimasticata della Formula 1: macchine lente e regolamenti
esasperati in cambio di un po’ di gossip.
Se pagherà in termini di audience e di ricavi si vedrà. Ma sportivamente non ha
alcun senso.
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la velocità (finché c’è) e lo scontro Aprilia-Ducati proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Gravissimo incidente sulla pista di motocross di via Scovizze a Isola Vicentina
(Vicenza) nella tarda mattinata di sabato 10 gennaio. Una ragazzina di 14 anni,
secondo le prime ricostruzioni, avrebbe perso il controllo della sua moto
cadendo a terra durante un allenamento con il padre. La dinamica di quanto
accaduto è ancora da ricostruire, ma la ragazzina ha riportato un trauma dorsale
che ha inizialmente fatto temere gravi conseguenze.
Sul posto sono arrivati tempestivamente automedica e ambulanza, seguiti
dall’elisoccorso decollato da Verona, vista la gravità della caduta. Dopo i
primi soccorsi, la giovane è stata trasportata in codice rosso all’ospedale San
Bortolo di Vicenza, dove è adesso ricoverata nel reparto di rianimazione. Al
momento dell’incidente, la giovane indossava tutte le protezioni previste in
questi casi: casco, corpetto, paraschiena e tutto il resto dell’abbigliamento
tecnico.
Secondo le prime informazioni raccolte da Il giornale di Vicenza, la ragazza
avrebbe riportato un trauma compatibile con una possibile lesione a livello
della colonna dorsale, in particolare nella zona toracica alta. Al momento,
però, non è possibile fare una diagnosi certa: si attende l’esito degli esami
svolti. I sanitari stanno cercando di chiarire se si tratti di una lesione
vertebrale vera e propria oppure di un interessamento midollare transitorio,
come un edema o un ematoma, condizioni che presentano evoluzioni e prospettive
molto diverse.
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Vicentino proviene da Il Fatto Quotidiano.