Dopo tanto abbaiare sulla multa inflitta dal Garante per la privacy a Report per
aver trasmesso le intercettazioni dell’ex ministro Sangiuliano, il tribunale di
Roma ha annullato la sanzione, come era ovvio.
La nostra associazione, Articolo 21, confortata dal parere di costituzionalisti
e legali, aveva anticipato questa conclusione. Non perché i giudici siano “toghe
rosse” ma perché, come ha più volte sentenziato la Corte europea, qualsiasi
notizia di pubblica utilità e rilevanza sociale va immediatamente pubblicata,
anche perché in caso contrario il possessore delle intercettazioni potrebbe
invece farne un uso ricattatorio.
Per fortuna, anche degli intercettati, quei colloqui sono finiti alla redazione
di Report che ne ha fatto l’uso corretto: la pubblicazione. Sarà appena il caso
di ricordare che sono stati gli stessi protagonisti a mettere tutto in piazza.
L’ex ministro, assistito dal direttore del Tg1, concesse una intervista fiume,
trasmessa addirittura fuori spazio, neppure fosse una dichiarazione
straordinaria del presidente della Repubblica.
Quello che stupisce non è la decisione, ovvia e scontata, del tribunale di Roma,
ma quella della Autorità per la privacy. Ma forse “vuolsi così, colà dove si
puote ciò che si vuole e più non dimandar…”.
L'articolo Su Sangiuliano Report ha fatto la cosa giusta: pubblicare proviene da
Il Fatto Quotidiano.
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“Stiamo già lavorando per ridurre se non proprio eliminare questa vergogna”.
Durante la presentazione del suo ultimo libro alla Camera dei Deputati, il
Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, risponde ad una domanda della
giornalista Gaia Tortora che cita proprio un passaggio del libro del
Guardasigilli. “Quando un Pubblico Ministero ravvisa l’ipotesi di una
modestissima mazzetta può chiedere l’utilizzo” del trojan, definito “questo
meccanismo diabolico. Dopo il referendum vedremo di rimediare anche a questa
inciviltà”. Questa la risposta del Ministro. “Abbiamo già la possibilità di
intervenire perché già siamo molto avanti nella riforma, naturalmente questo
dipenderà tutto dall’esito del referendum”.
L'articolo La sparata di Nordio contro “il diabolico” trojan: “Vergogna usarlo
per indagare anche su modestissime mazzette” proviene da Il Fatto Quotidiano.
“Stiamo già lavorando per ridurre, se non proprio eliminare, questa vergogna che
viola l’articolo 15 della Costituzione. Le comunicazioni sono sacre e
inviolabili, se sapessimo di essere intercettati sempre e da tutti non saremmo
più liberi”. Presentando il suo libro Una nuova giustizia alla Camera, Carlo
Nordio annuncia il prossimo intervento in programma se il governo riuscirà a
portare a casa la riforma costituzionale: una stretta sull’uso delle
intercettazioni e in particolare del trojan, il captatore informatico che
trasforma gli smartphone in cimici. L’assist è la domanda della giornalista di
La7 Gaia Tortora, che legge il passaggio del libro in cui il ministro attacca la
legge “Spazzacorrotti” del suo predecessore M5s Alfonso Bonafede, definita “il
delirio moralistico di un parlamento semi-giacobino”: in base a quella legge, si
indigna Nordio, i pm possano “chiedere e ottenere l’utilizzo di questo
meccanismo diabolico” anche per una “modestissima mazzetta“, cioè per corruzione
e altri reati contro la pubblica amministrazione. “Dopo il referendum vedremo di
rimediare anche a questa inciviltà”, promette nell’opera.
Nella conferenza stampa a Montecitorio, imbeccato da Tortora, il ministro
conferma l’impegno, precisando che il lavoro è a buon punto: “Abbiamo già la
possibilità di intervenire perché siamo molto avanti nella riforma,
probabilmente tutto dipenderà dall’esito del referendum“, afferma. La proposta
di abolire la Spazzacorrotti, d’altra parte, è contenuta nella relazione finale
sulle intercettazioni approvata due anni fa dalla Commissione Giustizia del
Senato, presieduta dalla leghista Giulia Bongiorno. “C’è stato un lavoro molto
importante fatto dalla presidente Bongiorno, è una riforma che deve essere
globale e sarà globale. Noi dobbiamo conciliare l’interesse delle indagini con
l’interesse della privacy e della libertà. In questo momento la situazione è
vergognosamente sbilanciata a favore del cittadino“, dice Nordio a margine,
rispondendo a una domanda del Fatto. Ribadendo solo la garanzia che “non si
toccheranno mai intercettazioni su mafia, terrorismo e sicurezza dello Stato,
questo l’abbiamo detto un miliardo di volte”.
L’aula dei gruppi parlamentari di Montecitorio è piena, soprattutto di politici
e dipendenti del ministero della Giustizia (che all’entrata di Nordio scattano
in piedi all’unisono). In prima fila vari ministri (da Musumeci a Ciriani e
Zangrillo) e il sottosegretario di Forza Italia in via Arenula Francesco Paolo
Sisto. In platea pure Cosimo Ferri, ex sottosegretario e deputato renziano
pesantemente coinvolto nel caso Palamara (citato più volte da Nordio come
esempio di scandalo insabbiato). In programma c’è solo il saluto del presidente
della Camera Lorenzo Fontana, ma a sorpresa si presenta anche quello del Senato
Ignazio La Russa, che improvvisa e cita una battuta ripescata dal suo passato da
avvocato: “Oltre ai consiglieri del Csm dovremmo sorteggiare anche le sentenze,
così almeno il 50% uscirebbero giuste”. Nordio affonda sulla pubblicazione delle
intercettazioni (“Notizie divulgate in modo pilotato, non è libertà di stampa”)
ma dice di no all’introduzione di un meccanismo di responsabilità civile per le
toghe: “Non serve assolutamente a nulla perché il magistrato è assicurato, ma
anche perché è una sanzione inadatta. Il magistrato impreparato e inadeguato non
va colpito nel portafoglio ma nella carriera e semmai deve essere destituito.
Questo non accade perché il Csm non lo fa mai, perché c’è una giustizia
domestica e correntizia che fa da stanza di compensazione”, torna a ripetere.
Quando però gli si fa notare che il Csm italiano è uno dei più severi d’Europa
in materia disciplinare, risponde evasivamente: “Bisogna andare a vedere quali
siano le sanzioni, quali siano le iniziative e quali siano alcune colpe che non
sono mai state nemmeno portate a conoscenza del Csm”.
L'articolo Intercettazioni, Nordio annuncia lo stop ai trojan per la corruzione:
“Inciviltà, rimedieremo dopo il referendum” proviene da Il Fatto Quotidiano.