“I minori diventano carne da macello e utili idioti per il crimine” se il
contesto li indirizza verso quella direzione. Lo dice il procuratore di Napoli
Nicola Gratteri a margine di una conferenza stampa su 17 arresti della Dda a
Santa Maria Capua Vetere. Inchiesta da cui emerge che i ‘metodi’ di lavoro della
camorra del Casertano sono tornati ad essere simili a quelli dei clan del
napoletano: guerre armate per il controllo delle piazze di spaccio, stese, uso
di minorenni pronti a tutto, segnati dalla provenienza familiare, eredi di un
percorso tracciato dagli adulti della famiglia. “E’ il risultato di una serie di
concause – sostiene Gratteri – la carenza educativa, poco terzo settore e anche
perché dal punto di vista normativo il minore rischia meno, è meno strutturato
sul piano psicologico, quindi viene arruolato come carne da macello, come utile
idiota, per trasportare e vendere cocaina, per trasportare armi e andare ad
ammazzare. Il coinvolgimento dei minori è ormai un trend nazionale: costano di
meno, comportano meno rischi dal punto di vista penale e, infine, per
temperamento nascono e si nutrono della cultura mafiosa”.
I 17 arresti dell’ordinanza firmata dal Gip sono poi saliti a 19 con due casi di
flagranza di reato emersi durante le perquisizioni. Le catture sono state
eseguite stanotte da circa 120 poliziotti coordinati questura di Caserta diretta
da Andrea Grassi sul territorio di Santa Maria Capua Vetere e dintorni. Ed in
particolare nel rione Iacp dove il ras decideva a chi ‘assegnare’ le case e a
chi no. Era infatti Vincenzo Santone, attraverso la moglie legato da rapporti di
parentela con il clan Belforte di Marcianise, a designare chi doveva occupare le
abitazioni disponibili. “I pusher gli dovevano versare 200 euro al mese come
quota fissa, oppure acquistare la droga a costi maggiorati. A questo diktat
l’alternativa era la morte”, ha spiegato il capo della Mobile di Caserta
Massimiliano Russo.
Tre degli arrestati sono minorenni “ed uno di loro era così bravo da essere
conteso dagli adulti per le loro attività criminali”, ha sottolineato la
procuratrice dei minori Patrizia Imperato, rimarcandone “l’imprinting
familiare”, ovvero “la partecipazione in attività di spaccio portate avanti da
genitori e zii”. “Una volta i casalesi consideravano la droga una attività
residuale, ora esiste una camorra solida e strutturata e un’altra camorra che si
impone con le piazze di spaccio” ha spiegato il procuratore aggiunto Michele Del
Prete. I tre giovanissimi sono accusati di partecipazione all’associazione
dedita al traffico di stupefacenti: non solo erba, ma anche droghe pesanti come
crack, ketamina, cocaina. Tutti i reati contestati hanno l’aggravante del metodo
mafioso.
Le indagini sono partite da una stesa dell’ottobre 2023 e dall’omicidio di
Emanuele Nebbia, avvenuto la notte di Capodanno del 2024. Il culmine di una
faida tra le famiglie dei Santone e dei Nebbia per la conquista dei rioni della
droga.
L'articolo Camorra, 19 arresti a Caserta. Gratteri: “Minori arruolati dai clan
come carne da macello e utili idioti per il crimine” proviene da Il Fatto
Quotidiano.