Il ciclone Harry ha devastato molte delle località costiere della Sicilia,
Sardegna e Calabria. In questi giorni si fa la conta dei danni, che sono ingenti
e che – al momento – superano i due miliardi di euro, mentre domani, 26 gennaio,
come ha annunciato il ministro della Protezione civile, Nello Musumeci, si
riunirà il Consiglio dei ministri per la dichiarazione dello stato di emergenza
nazionale. Intanto non mancano gli appelli sui social degli abitanti delle zone
più colpite al Sud dal ciclone, per far sì che questa emergenza non venga
dimenticata dall’opinione pubblica. Tra questi c’è anche il content creator e
conduttore Gabriele Vagnato che con un video sui suoi social ha fatto un
importante appello.
“Quello che vedete è quello che sta succedendo al Sud d’Italia, – ha detto
Vagnato – ma nessuno ne sta parlando. Mi avete scritto in tantissimi anche amici
e parenti per dirmi che in pochissimi stanno dando attenzione ai danni fatti dal
ciclone Harry. I giornali parlano di quello che succede in America con Trump,
con le crisi internazionali, ma in Calabria, in Sicilia, in Sardegna c ‘è chi
sta combattendo una guerra contro il fango e contro i danni fatti a questo
ciclone”.
E ancora: “Scusate se lo dico ma questa cosa vale di più ragazzi. Io sono
Calabrese, sono cresciuto a Catanzaro, ho passato la mia infanzia, la mia
adolescenza in quella terra. Sono andato a scuola, in luoghi che purtroppo sono
stati rasi al suolo, attività commerciali costruite in tanti anni di sacrificio
di famiglie, anche di amici che sono stati spazzati via in una notte, e il danno
adesso si stimerebbe sia di 2 miliardi”.
“La cosa positiva, in tutto ciò, è che noi italiani usiamo solidali in queste
situazioni, – ha continuato il conduttore – con immagini e video di tantissimi
volontari che sono andati a prestare un primo intervento. Purtroppo non basta
perché adesso bisognerà ricostruire ragazzi”.
Da qui la proposta: “Allora io oltre a fare questo video a ‘Playlist’ che è il
programma che conduco sul Rai 2 di musica, mi sono permesso di lanciare un
piccolo appello a tutto il mondo della musica. Questa estate, ma anche in
primavera, perché non organizzare degli eventi musicali, proprio lì, proprio in
Calabria, in Sardegna e in Sicilia?”.
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Calabria. Luoghi rasi al suolo, attività spazzate via in una notte”: la denuncia
di Gabriele Vagnato proviene da Il Fatto Quotidiano.
Tag - Ciclone Sardegna
di Manfredi Mori
Nelle ultime 48 ore le isole maggiori e la Calabria ionica sono state colpite
duramente dal Ciclone Harry. Solo in Sicilia si stimano oltre mezzo miliardo di
danni dove le onde, alte fino a 9.7 metri, hanno devastato la costa orientale.
Le isole minori sono ancora irraggiungibili, molte infrastrutture portuali,
cantieristiche e ferroviarie sono state danneggiate, centinaia gli sfollati. E
per non farci mancare niente, alle 00:28 del 21 gennaio, proprio mentre il
ciclone raggiungeva la sua massima intensità, un terremoto con magnitudo 3.6 è
stato segnalato a due chilometri da Militello Rosmarino in provincia di Messina,
dove agli abitanti, spaventati, si è presentata la scelta fra il restare dentro
di edifici che tremavano o affrontare le raffiche del ciclone in strada.
Si sta ancora facendo la conta dei danni, ma nelle aree colpite i soccorritori e
la protezione civile sono già alle prese con le prime difficoltà per via dei
danni alle infrastrutture che rendono le operazioni più complesse.
Il mare in tempesta ha scavato la massicciata costiera della linea ferroviaria
Catania Messina, ora interrotta. Un incendio è scoppiato nei capannoni di un
cantiere nautico di Catania già martoriato dal ciclone. Aidone, un paesino in
provincia di Enna, è tuttora isolato per due frane che hanno bloccato le strade
di accesso al paese. Nei comuni costieri tra Catania e Messina centinaia di
metri di strade comunali sono state inghiottite dal mare e molte di quelle
interne sono bloccate dai detriti.
Ma allora perché non è ancora stato dichiarato lo stato di emergenza per
calamità naturale (la Sardegna l’ha richiesto, ndr)? Perché i media nazionali
hanno relegato la notizia di questa catastrofe ai titoli di coda dei
telegiornali? Perché Giorgia Meloni e il governo tacciono? La risposta se la
stanno dando gli abitanti delle aree colpite: perché siamo cittadini di serie B.
È difficile non sentirsi abbandonati quando le interviste dei partecipanti alla
camera ardente di Valentino sembrano avere più spazio (e suscitare anche più
interesse) dei video di un ciclone che spazza via il lungomare del tuo paese
portandosi dietro, case, barche, macchine e strade.
Sta scadendo il tempo entro il quale manifestare il pieno supporto alle
popolazione colpite dal Ciclone Harry, prima che i cittadini del sud abbiano
l’innegabile conferma che dei loro drammi, in Italia, non importa niente a
nessuno.
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