“Sia ben chiaro: il problema non sono i 2 euro in sé, anzi 2 euro sono nulla per
chi programma un soggiorno a Roma, avrebbero potuto anche essere 5. Il problema
fondamentale del ticket introdotto per la Fontana di Trevi è che si tratta di un
luogo pubblico e aperto. Per questo non è affatto vero che il biglietto gioverà
ai romani (che non pagano), al contrario sono i romani che stanno rinunciando a
una piazza che sarà completamente deturpata e snaturata. È un precedente
pericolosissimo, si chiude uno spazio pubblico in funzione dei turisti, cioè si
ragiona sugli spazi pubblici in funzione dei turisti e non dei romani. Ce ne
rendiamo conto?”. Isabella Ruggiero è presidente di AGTA, Associazione Guide
Turistiche Abilitate, il più grande sindacato di guide turistiche a Roma e
critica aspramente la decisione del Comune di Roma. “Inoltre”, aggiunge, “quella
è un’opera barocca, che si regge sulla compenetrazione tra la piazza e la
fontana, se tu le dividi uccidi l’opera stessa. La magia del barocco sta proprio
in questo, nel fatto che tu cammini e quasi entri dentro la fontana, è questa la
meraviglia, l’assenza del confine tra realtà e opera d’arte, il rapporto tra
natura e artificio. Di questo passo allora potranno chiudere la scalinata di
piazza di Spagna o Piazza Navona e chissà se poi rimarranno sempre gratuite per
i romani”.
Anzitutto: ci sono aspetto positivi in questa scelta?
Se avessimo un zoom e potessimo vedere solamente la parte vicina alla fontana e
l’invaso, escludendo tutto il resto, vedremmo meno persone di quando la fontana
era completamente aperta al pubblico. Ma – al di là del fatto che la limitazione
non è necessariamente sinonimo di vera tutela – questo “fermo immagine” non
rispecchia la realtà del luogo. Da quando esiste il contingentamento per
l’accesso all’invaso, introdotto già da un anno, la situazione è peggiorata: gli
spazi si sono ulteriormente ristretti ed è diventato estremamente complicato
anche solo attraversare la piazza. E si sono create file lunghissime per
accedere alla fontana, file che non erano mai esistite.
E l’aspetto economico?
Ovviamente, che il Comune abbia più soldi è un fatto positivo. Non è quello però
il modo e il luogo da cui ricavarli. E poi bisogna vedere a cosa serviranno. A
mio avviso vengono date dal Comune informazioni fuorvianti su cosa questi
milioni andranno a finanziare. Innanzitutto, l’apertura gratuita di alcuni musei
per i romani, hanno detto. Invece già prima tutti i musei comunali erano
gratuiti per i residenti di Roma e dell’area metropolitana e per gli studenti
universitari grazie a una tessera, la Mic card, che costa solo 5 euro l’anno. In
sostanza, al di là delle parole, non cambia quasi nulla. E poi vorrei ricordare
un’altra cosa.
Quale?
Quando fu introdotta e poi aumentata la tassa di soggiorno, il Comune assicurò
che i soldi sarebbero stati usati per migliorare i servizi per il turismo. In
realtà, l’impiego delle risorse è rimasto sempre un’incognita e da tante parti
si lamenta la mancanza di informazioni precise. Il Comune dice che si useranno
gli incassi dalla Fontana di Trevi per la tutela e la manutenzione del nostro
patrimonio. Ci auguriamo che per tali entrate il Comune renda poi nota la
destinazione con totale trasparenza.
Cosa pensa invece della tassa introdotta per il Pantheon, 5 euro?
Su quella anche all’interno della nostra categoria c’erano opinioni diverse. In
quel caso il museo è statale, i soldi finiscono al ministero della Cultura,
quindi si suppone li usino per finanziare il restauro e la gestione dei
monumenti; e se pure li usassero per assumere storici dell’arte o custodi per
lavorare nelle soprintendenze andrebbe benissimo, vista la cronica mancanza di
personale. Comunque il Pantheon era già un sito con orari di apertura e
chiusura, con una entrata e uscita: un luogo quindi che non è stato stravolto
dall’obbligo del biglietto. Ben più grave è sdoganare l’idea che una piazza
diventi un sito a bigliettazione.
Sui social network le persone sostengono che all’estero i siti si paghino e di
più che in Italia.
Mi faccia rispondere a questa obiezione perché non ne posso più di sentirla. A
parte il fatto che non è sempre vero – il British Museum per esempio è gratuito
– ma comunque all’estero si paga per entrare dentro chiese, case storiche,
luoghi ben delimitati già di per sé. Non mi viene in mente una situazione
analoga a Trevi che sia a pagamento. Se le amministrazioni vogliono trarre
maggiori introiti dal patrimonio culturale, ci sono vari strumenti di cui si può
discutere, ma studiando una programmazione e una strategia su vari fronti, cosa
per la quale abbiamo offerto ampia disponibilità da tempo e mai raccolta. C’è
poi un altro aspetto preoccupante e aberrante. Il fenomeno del “secondary
ticketing”.
Di che si tratta?
Del proliferare immediato di tutti quei soggetti, tour operator, agenzie etc,
che guadagnano su questi fenomeni. Infatti già da qualche giorno sul web si
vendono i biglietti per Trevi a 10 euro. Un prezzo che magari include il
servizio di accoglienza di una persona che ti aspetta lì, ma comunque il
biglietto è sempre lo stesso, quello da 2 euro. Si creeranno poi fenomeni di
“skip the line” ovviamente non regolari e contro le norme, che già abbiamo in
piazza del Pantheon e al Colosseo. E ancora un altro problema: il biglietto è
‘open’.
In che senso è un problema?
Se avessero davvero voluto contrastare gli assembramenti non avrebbero dovuto
mettere un biglietto aperto, che vuol dire che si può andare in qualunque giorno
e qualunque orario. Per limitare i numeri serve la bigliettazione a numero
chiuso, altrimenti non sai quante persone arriveranno. E siccome lo staff dovrà
limitare comunque i numeri, in alta stagione si creeranno file terribili anche
per i possessori di biglietto. Su altri elementi sospendo il giudizio e aspetto
di vedere come andrà.
Quali?
Nell’ultimo anno, durante la sperimentazione, le transenne venivano tolte la
sera e così la Fontana era completamente libera. Nelle comunicazioni è stato
detto che la sera l’accesso sarà libero. Speriamo che la sera vengano lasciati
aperti i varchi e che ci si possa riavvicinare naturalmente alla Fontana come
era una volta. Anche sulla “estetica” e sull’impatto della recinzione non posso
esprimermi perché quella che vediamo ora non è quella definitiva, che sarà
fissa. Però si tratta in ogni caso di una delimitazione fisica all’interno di un
bene Unesco.
Insomma, a suo parere questa misura limita o no il cosiddetto overtourism?
No. Anzitutto, se si limita l’invaso nella parte bassa, vuol dire che si avrà un
caos maggiore nella parte di sopra, potrebbe essere un inferno peggio di adesso.
Ma soprattutto se si vuole fronteggiare quello che viene definito eccesso di
turismo – che secondo me non esiste: esistono solo le città ben governate e
quelle mal governate – allora serve una politica più complessa. Siamo nel 2026 e
ancora ci sono i tavolini in mezzo alle strade autorizzati dall’emergenza Covid,
inoltre non si fanno politiche di limitazione degli affitti brevi e tanto altro.
Perché? Forse per non fare fastidio a tante categorie di romani che votano?
Molto più facile, allora, fare cassa sulle spalle dei turisti. Il prezzo da
pagare però mi sembra troppo alto: stanno “vendendo” una parte di città per
legittimarne la trasformazione in uno sfondo per foto ad uso e consumo dei
turisti.
L'articolo Ticket per la Fontana di Trevi, la presidente delle guide turistiche:
“Stanno vendendo ai turisti un bene patrimonio Unesco” proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Tag - Fontana di Trevi
La Fontana di Trevi diventa ufficialmente a pagamento. Ieri, 2 febbraio, è
entrato in vigore il biglietto d’ingresso al costo di 2 euro. Come reso noto
dalla Sovrintendenza della Capitale, le prevendite sono state aperte alle ore 11
ed è subito stato boom di acquisti: ben 3 mila i tagliandi venduti. A questi si
aggiungono 2300 biglietti acquistati a gennaio con le prevendite e 600 ticket
cartacei venduti nella biglietteria di via della Stamperia. Il comune di Roma ha
introdotto il tagliando per contingentare gli ingressi e tenere sotto controllo
un luogo simbolo della Capitale.
È bene sottolineare che non tutti dovranno pagare per vedere da vicino la
Fontana di Trevi. Come dichiarato dal Campidoglio, il biglietto resterà gratuito
per i residenti della Capitale e della Città metropolitana di Roma. Inoltre,
sono esenti dall’acquisto del ticket le persone con disabilità e il relativo
accompagnatore, i minori con età inferiore ai 6 anni e le guide turistiche. Sarà
obbligatorio munirsi di biglietto per visitare la fontana dal lunedì al venerdì
dalle ore 11.30 alle 22 e nel weekend, dalle 9.00 alle 22.
L'articolo La Fontana di Trevi diventa ufficialmente a pagamento: boom di
biglietti nel giorno dell’inaugurazione. Quanto costa il ticket e dove
acquistarlo – IL VIDEO proviene da Il Fatto Quotidiano.
La Fontana di Trevi resta (per ora) gratuita. Come riportato da Il Corriere
della Sera, è slittata la data di introduzione del ticket da 2 euro, necessario
per visitare uno dei monumenti più famosi al mondo. In base a quanto stabilito
in precedenza, l’accesso a pagamento alla Fontana sarebbe dovuto scattare l’1
febbraio 2026. Il Campidoglio, però, ha fatto sapere che – per il momento – la
visita del monumento resterà gratuita. Una nuova data non è stata ancora
stabilita (secondo Il Corriere potrebbe essere a marzo), ma a breve dovrebbe
essere presa una decisione definitiva. Non ci sono cambiamenti sul prezzo e la
modalità di accesso.
I turisti che vorranno visitare la Fontana di Trevi tra le ore 9 e le ore 22
dovranno munirsi di ticket, il cui costo è di 2 euro. Sono esonerati
dall’acquisto del biglietto i residenti di Roma Capitale e della città
metropolitana romana.
Ma per quale motivo l’introduzione del ticket è slittata? Perché il comune sta
ancora ancora allestendo le strutture che consentiranno a 26 steward di gestire
il flusso di turisti. Le file per accedere alla Fontana saranno due: una per chi
ha acquistato il biglietto sul sito web fontanaditrevi.roma.it e una per chi
paga i 2 euro alla biglietteria, posizionata in via della Stamperia.
Nel piano del comune si legge che l’accesso non avverrà tramite un tornello –
stile stadio – ma tramite la convalida del biglietto da parte di un operatore
munito di un lettore ottico. I cittadini si chiedono: quando termineranno i
lavori? Servirà ancora qualche settimana. In precedenza, il comune di Roma aveva
già allestito una fila per l’accesso controllato alla Fontana di Trevi.
L’obiettivo della giunta era quello di calcolare quante persone visitano il
sito: circa 30 mila ogni giorno, per un totale di 8/9 milioni di turisti
all’anno. Dunque, l’introduzione del ticket potrebbe portare nelle casse romane
circa 6.5 milioni di euro.
L'articolo La Fontana di Trevi resta (per ora) gratuita: slitta l’introduzione
del ticket da 2 euro a causa di ritardi nell’allestimento delle file. Ecco
quando dovrebbe entrare in vigore proviene da Il Fatto Quotidiano.