San Siro che diventa lo stadio Olimpico, Matilda De Angelis confusa con Mariah
Carey, addirittura la presidente del Cio Kirsty Coventry scambiata per la figlia
di Sergio Mattarella. Senza considerare cinque campionesse e campioni del mondo
dell’Italvolley rimasti nell’anonimato e la ‘cancellazione’ di Ghali che
recitava Gianni Rodari hanno scatenato una bufera sui social. Ma la polemica
sulla telecronaca Rai della cerimonia di inaugurazione di Milano-Cortina ha
valicato le bacheche di X e Facebook, arrivando dritto negli uffici di viale
Mazzini e in Parlamento. Inevitabile, vista la caratura dell’uomo alla
conduzione, il direttore di RaiSport Paolo Petrecca.
Meloniano di prim’ordine, già sfiduciato dalla redazione ma rimasto in sella,
criticato aspramente dai suoi giornalisti alla vigilia delle Olimpiadi per
alcune scelte, Petrecca si è autoassegnato il racconto della serata inaugurale
dopo la gaffe di uno dei suoi vice, Auro Bulbarelli, che aveva spoilerato il
ruolo attivo del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, irritando lo
stesso Quirinale. Accompagnato da Stefania Belmondo e Paolo Genovese, il
direttore ha inanellato una serie di sfondoni che hanno portato l’esecutivo
Usigrai, il sindacato dei giornalisti Rai, a prendere posizione insieme al
Comitato di redazione di RaiSport: “L’importante è partecipare, ma fino a un
certo punto. Petrecca e vertici aziendali sono responsabili della figuraccia“,
hanno attaccato.
“Ai vertici dell’azienda non sarà sfuggita l’impressione generale offerta dalla
telecronaca. Autoassegnarsi un incarico e poi rivelarsi completamente inadatti a
portarlo a termine è solo l’ultima fallimentare iniziativa di un direttore
sfiduciato dalla sua precedente testata e, nonostante questo, premiato dalla Rai
in vista dell’importantissimo appuntamento olimpico affidandogli la guida di
RaiSport, dove è stato sfiduciato altre due volte”, sottolineano Usigrai e Cdr.
“Se i Giochi hanno come motto ‘L’importante è partecipare’, non così dovrebbe
essere per chi, invece di premiare il merito, con la sua iniziativa ha causato
una bruciante sconfitta per l’immagine del servizio pubblico e di chi ci
lavora”, continuano specificando che i vertici aziendali “da tempo continuano a
difenderlo nonostante le ripetute mobilitazioni delle redazioni” e si chiedono:
“Sono consapevoli dei danni causati alla reputazione della Rai da questa
iniziativa?”. Quindi l’ennesimo invito a farsi da parte: “Alla vigilia della
cerimonia di apertura dei Giochi, a fronte dei dubbi del Cdr per la sua auto
assegnazione dell’incarico di telecronista, Petrecca ha risposto ‘io ci metto
sempre la faccia’. Sarebbe ora di farlo fino in fondo”.
La performance del direttore di RaiSport ha spinto anche Pd e M5s a chiedere un
intervento. “Che altro deve accadere ancora per mandare a casa TeleMeloni? Si è
superato ogni limite. Una serata che avrebbe dovuto rappresentare un momento
altissimo per il servizio pubblico è stata trasformata nell’ennesima
dimostrazione di occupazione politica e dilettantismo. Non è un incidente. È una
scelta. Una televisione piegata alla fedeltà politica invece che alla
competenza. Alla propaganda invece che alla professionalità. Questo non è
servizio pubblico. È occupazione”, dicono Sandro Ruotolo, responsabile
Informazione nella segreteria nazionale Pd, e Stefano Graziano, capogruppo Pd in
commissione di Vigilanza Rai.
Per il M5s, invece, Petrecca “conquista senza rivali la medaglia d’oro della
sciatteria televisiva” e colleziona “una figuraccia olimpica”. Gli esponenti
pentastellati in Vigilanza Rai ricordano che “sarebbe bastato non prepensionare
Franco Bragagna per avere un commento all’altezza dello spettacolo”. E
aggiungono: “In un Paese normale si sarebbe già dimesso, purtroppo invece
Giampaolo Rossi continuerà a difendere Petrecca demolendo la reputazione della
Rai. Quand’è che questo amministratore delegato deciderà di assumersi la
responsabilità dei suoi errori? L’amichettismo è lo strumento per dimostrare che
il privato sia meglio del pubblico”.
L'articolo Petrecca travolto dalle critiche per la telecronaca della cerimonia
di Milano-Cortina: “Ci metta la faccia, se ne vada” proviene da Il Fatto
Quotidiano.