Le scuole che non promuovono momenti di riflessione sul significato e sul valore
della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe ora rischiano di
essere richiamate dal ministero dell’Istruzione e del Merito. Una quarantina di
istituti sono già finiti in una lista messa nero su bianco dall’onorevole di
Fratelli d’Italia Fabio Rampelli che – con un’interrogazione scritta rivolta al
ministro Giuseppe Valditara – chiede che gli uffici di viale Trastevere
intervengano affinché “le istituzioni scolastiche adempiano alla
commemorazione”.
Un intervento, quello del deputato meloniano, a gamba tesa visto che le scuole e
i docenti, rispettando l’autonomia e la libertà d’insegnamento, non sempre
organizzano iniziative per le diverse giornate promosse dal Ministero: giorno
della memoria, contro il bullismo e il cyberbullismo, dell’impegno contro le
mafie, della Terra, dell’Europa, dei diritti umani, contro la violenza sulle
donne. Eppure l’onorevole Rampelli nel suo atto d’ispezione spiega: “Risulta
che, in molte istituzioni scolastiche del sistema nazionale di istruzione, non
verrebbe dato adeguato seguito alle suddette iniziative in occasione del ‘Giorno
del Ricordo‘. È il caso dei licei classico ‘G.B. Vico’ e scientifico ‘Filippo
Masci’ di Chieti, dei licei ‘Dante Alighieri’, ‘Grassi’ e dell’istituto ‘Galileo
Galilei’ di Latina; dell’istituto ‘Crescenzi Pacinotti Sirani’ di Bologna o
dell’istituto d’istruzione superiore ‘Vaccarini’ di Catania”. A queste scuole,
Rampelli aggiunge una trentina di realtà romane dove “sarebbero stati totalmente
ignorati gli indirizzi previsti da due leggi dello Stato”.
Nell’interrogazione l’onorevole cita la Legge 92 del 30 marzo 2004 che ha
previsto l’istituzione del Giorno del Ricordo al fine di conservare e rinnovare
la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe,
dell’esodo degli istriani, fiumani e dalmati dalle loro terre nel secondo
dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale, oltre alla legge
16 del 21 febbraio 2024 che “ha rafforzato – sottolinea Rampelli – le iniziative
per la promozione della conoscenza della tragedia delle foibe e dell’esodo
giuliano-dalmata, specialmente nelle giovani generazioni”.
Lo stesso politico non parla di obbligo: “In occasione del Giorno del Ricordo il
ministero invita le istituzioni scolastiche, anche in considerazione della
rilevanza attribuita al tema della centralità della persona nelle linee guida
per l’insegnamento dell’educazione civica, a promuovere momenti di riflessione
sul significato e sul valore della ricorrenza”. Ora toccherà a Valditara
rispondere alla richiesta di Fratelli d’Italia, magari verificando quanto
riportato nell’interrogazione.
L'articolo Foibe, Rampelli (FdI) stila una lista di scuole dove “non si
commemora abbastanza il Giorno del Ricordo”: “Il governo prenda provvedimenti”
proviene da Il Fatto Quotidiano.
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La facciata di Palazzo Chigi illuminata con il tricolore e un fuoco di fila di
dichiarazioni degli esponenti della maggioranza. Così il governo celebra il
Giorno del ricordo, in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo
giuliano-dalmata e delle vicende del confine orientale.
“Una giornata che chiama l’Italia a fare memoria di una pagina dolorosa della
nostra storia, vittima per decenni di un’imperdonabile congiura del silenzio,
dell’oblio e dell’indifferenza – , scrive Giorgia Meloni sui social -.
Ricordiamo i martiri delle foibe e la tragedia dell’esodo giuliano-dalmata.
Centinaia di migliaia di italiani che hanno scelto di abbandonare tutto pur di
non rinunciare alla propria identità”. “La Nazione non deve aver paura di
guardare in faccia quella verità – prosegue la premier -, ricacciando
nell’ignavia ogni squallido tentativo negazionista o riduzionista. Il ricordo
non è rancore, ma giustizia. È il fondamento di una memoria condivisa che unisce
e rende più forte la comunità nazionale, tracciando la strada a chi verrà dopo
di noi”.
Il 30 marzo 2004, “quando il Parlamento italiano ha approvato “quasi
all’unanimità (solo 12 i voti contrari) la legge che istituiva il Giorno del
Ricordo”, è “divenuta una data spartiacque. C’è stato un prima e c’è un dopo”,
ha detto il presidente del Senato, Ignazio La Russa, nel suo intervento alla
Camera per la celebrazione della giornata a cui hanno preso parte la premier e
il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “Nei libri di storia
distribuiti nelle scuole, gli studenti studiavano la storia di Roma, la storia
del ‘700, dell’800, della prima e seconda guerra mondiale. Ma mancavano le
pagine sulla tragedia delle foibe. Sia chiaro: la mia non vuole essere un atto
di accusa nei confronti di qualcuno, anzi, è il giusto riconoscimento a quelle
forze politiche che, seppur per decenni siano state molto vicine al comunismo,
in quella occasione hanno saputo fare un passo coraggioso per far conoscere la
verità. Da allora, altri passi in avanti sono stati fatti”. “Certo – ha aggiunto
-, esistono e resistono tuttora, sacche negazionistiche o, nella migliore delle
ipotesi, riduzionistiche”.
Il leader della Lega Matteo Salvini ricorda che “le foibe rappresentano una
delle pagine più tragiche del Novecento, a lungo taciute o negate. Migliaia di
donne e uomini uccisi e cancellati dall’odio e dalla violenza dei comunisti di
Tito sul confine orientale. La loro colpa? Essere italiani”. Se per il capo del
Viminale Matteo Piantedosi ricordare le vittime “è prima di tutto un atto di
giustizia”, Maria Elisabetta Casellati, ministra delle Riforme, usa toni più
aulici: ” I martiri delle Foibe non sono bandiere di parte, ma nomi incisi nella
coscienza della Repubblica“.
Un ricordo arriva anche da esponenti delle opposizioni. “Coltivare e trasmettere
memoria di quanto accaduto al confine orientale del nostro Paese è doveroso per
le Istituzioni e per tutta la comunità. Ed è l’impegno che ribadiamo oggi, in
occasione del Giorno del ricordo”, afferma il presidente della Regione Campania
Roberto Fico.
“Celebrare questa giornata richiama la Repubblica a un dovere di verità e
responsabilità, nella consapevolezza che la conoscenza e la condivisione del
ricordo sono strumenti essenziali per una società fondata sul rispetto
reciproco, sulla convivenza e sui valori costituzionali”, afferma Marco Meloni,
senatore del Pd.
Per Matteo Richetti di Azione “gli italiani e gli esuli dalle terre istriane,
fiumane e dalmate sono stati vittime di un dramma incancellabile provocato dalla
crudeltà umana che abbiamo il dovere di raccontare, senza alcuna
contrapposizione”.
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Meloni: “Respingere ogni squallido tentativo negazionista” proviene da Il Fatto
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