Diego Abatantuono è un fiume in piena e senza peli sulla lingua. Nell’intervista
rilasciata a La Stampa l’attore ha raccontato dei suoi inizi, come tecnico delle
luci a 15 anni, poi il cabaret, il Derby di Milano e il grande successo al
cinema fino al film premio Oscar “Mediterraneo” nel 1992 come Miglior Film
Straniero. “Siamo arrivati a Los Angeles da Puerto Escondido, – ha ricordato
Abatantuono – dove stavamo girando, io, Salvatores, la mia ex moglie, ed eravamo
abbronzatissimi ma del tutto impreparati: c’era da prendere lo smoking, siamo
andati in questo negozio di noleggio, ne ho provato uno ed era perfetto. Ho
detto: che culo! Poco dopo ho saputo che era stato usato da Sean Connery in un
suo 007, e lui era il più figo“.
Diego Abatantuono ha tre figli Marta (nata nel 1985 dal matrimonio con Rita
Rabassini) e altri due figli, Matteo (1995) e Marco (1997), avuti dall’attuale
compagna Giulia Begnotti: “Ora hanno trent’anni, – ha ricordato – ma quando ne
avevano quindici, al ritorno da scuola, partivano questi tornei e perdevo la
testa. Su loro consiglio ho mollato tutto perché ero troppo coinvolto e
diventavo aggressivo: sono competitivo anche quando gioco a Tombola”.
Grande tifoso del Milan da sempre l’attore ha prima detto la sua sulla
demolizione dello stadio San Siro: “È come il ponte sullo Stretto di Messina,
che ho la certezza che non serva a niente e per cui credo si debba prima
risolvere i problemi della Sicilia. Non ho mai capito perché non si possa
ristrutturare il Meazza un po’ alla volta, per non parlare del fatto che, quando
lo abbatteranno, le polveri resteranno nell’aria per un pezzo. Io ci sono
affezionatissimo, ma è la solita storia della cementificazione”.
Poi un aneddoto curioso sul presidente storico del Milan, Silvio Berlusconi: “Le
prime cose in tv le ho fatte nella sua Telemilano, che allora era a Milano 2.
Una volta mi invitò ad Arcore a vedere una partita del Milan, ho visto il
mausoleo, la pinacoteca, lui era molto affabile e unico come presidente del
Milan. Poi a un certo punto mi fa: voglio scendere in campo, cosa ne pensi, e io
mi sono cagato addosso. Avevo un po’ di patema, poteva essere che non la
pensassi come lui, ma d’altronde lavoravo nello spettacolo e non era opportuno
dire “è meglio che smetta”.
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Mi sono cag**o addosso. Demolire San Siro? È come il ponte sullo Stretto di
Messina, non serve a niente”: parla Diego Abatantuono proviene da Il Fatto
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