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“Sei tornata. Sempre con me a casa come ti avevo promesso”: Giada De Blanck mostra l’urna con le ceneri della della mamma Patrizia
Giada De Blanck ha mantenuto la promessa fatta alla madre Patrizia prima della sua morire. Come testimoniato sui social, la figlia della Contessa ha posizionato in un angolo della casa l’urna a forma di cuore contenente le ceneri della mamma. L’altarino è stato allestito con rose, fiori bianchi e una candela accesa. Vicino al cuore, una fotografia di Patrizia sorridente. Giada De Blanck ha condiviso un video sul suo profilo Instagram scrivendo: “Sei tornata. Sempre con me a casa come ti avevo promesso e nel cuore sei e nel cuore mio vivrai sempre”. Intanto, Patrizia De Blanck continua a vivere sui social network. Negli scorsi giorni, gli storici amici Lorenzo Castelluccio, Igor Righetti e la figlia Giada hanno reso noto di voler continuare a postare foto e video d’archivio per tenere vivo il ricordo della nobile. Sulla causa del decesso la famiglia ha voluto mantenere il massimo riserbo. Patrizia combatteva contro una malattia da diversi mesi. Dopo la sua morte, Giada ha pubblicato un messaggio su Instagram per spiegare la situazione. La 45enne ha dichiarato: “Per scelta ho vissuto tutto nel silenzio e nella riservatezza, in un momento estremamente delicato e terribile per tutte e due proteggendola da tutto, dalla sua devastante malattia e affrontando il dolore lontano da tutti“. IL PATRIMONIO Con la morte di Patrizia si è aperta la questione eredità. La Contessa viveva in una grande villa nel centro di Roma. Secondo quanto ha riportato negli scorsi giorni Il Messaggero, De Blanck possedeva arredi antichi, opere d’arte e oggetti preziosi. Alle proprietà si aggiungono i soldi guadagnati grazie alla carriera televisiva. In base ai dati pubblicati da QuiFinanza, la sola partecipazione al Grande Fratello 5, nel 2021, ha fruttato alla nobile 10 mila euro a settimana, oltre a un cache per la partecipazione pari a 100 mila euro. > Giada De Blanck mostra l’urna della madre Patrizia sui social: “Sei tornata a > casa, come ti avevo promesso”. Noi vogliamo ricordarti cosi cara Patrizia, la > tua simpatia rimarrà sempre nei nostri cuori ❤️#giadadeblanck > #patriziadeblanck #ricordo #mamma #contessa pic.twitter.com/ZksBaMddB7 > > — SPYit.it (@SPYit_official) February 17, 2026 L'articolo “Sei tornata. Sempre con me a casa come ti avevo promesso”: Giada De Blanck mostra l’urna con le ceneri della della mamma Patrizia proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Per il funerale niente fiori, ma un angolo per le donazioni a favore dei bambini malati. È ciò che avrebbe voluto”: Giada sull’ultimo saluto alla mamma Patrizia De Blanck
La morte di Patrizia De Blanck ha segnato il mondo dello spettacolo. Tanti volti noti hanno dedicato un pensiero in memoria della “Contessa del Popolo”, morta lo scorso 8 febbraio all’età di 85 anni. Il ricordo più toccante è stato quello della figlia Giada, che ha affidato le sue parole a Instagram. Sul suo profilo social, la ragazza ha ricordato la mamma come “una figura iconica, una persona che ha segnato un’epoca di eleganza, romanticismo e autorità”. Nella giornata di ieri, 10 febbraio, Giada ha postato un secondo messaggio sui social rendendo noto il giorno e il luogo del funerale di Patrizia De Blanck. Le persone potranno salutare un’ultima volta la Contessa nella mattinata di domani, giovedì 12 febbraio, nella chiesa “Gran Madre di Dio” di Ponte Milvio. La figlia ha reso noto di non aver fatto allestire la chiesa con corone di fiori, ma con opere di bene. Chi vorrà potrà regalare un fiore, chi preferirà compiere un gesto di solidarietà potrà fare una donazione all’esterno della chiesa a favore di un’associazione che si occupa della lotta agli osteosarcomi nei bambini. Giada ha ribadito la sua sofferenza nel salutare per l’ultima volta la madre. Su Instagram ha scritto: “Questo è per me il messaggio più difficile da scrivere, ma anche quello colmo di maggiore gratitudine. L’affetto che tutti voi avete dimostrato, e continuate a dimostrare, per mia mamma, racconta meglio di qualsiasi parola quanto fosse una donna amata”. E ancora: “Era una donna straordinaria, di carattere, libera, ma al tempo stesso semplice, nonostante tutto ciò che si potesse pensare di lei. Ed è per questo che ho scelto per lei un funerale semplice, così com’era il suo stile”. La donna ha aggiunto: “Nel rispetto della libertà e del sentire di ciascuno, ho preferito che non ci fossero fiori, ma opere di bene. Chi desidera portare un fiore potrà farlo. Chi invece vorrà compiere un gesto di solidarietà insieme a me sappia che mamma avrebbe preferito questo: all’esterno della chiesa sarà presente un corner per una donazione, di qualsiasi tipo, a favore di un’associazione che si occupa della lotta ai tumori alle ossa nei bambini”. Giada ha concluso il suo messaggio con queste parole: “Manca a me come l’aria che respiro, ma so che mancherà anche a tutti voi…”. IL PATRIMONIO DI DE BLANCK Con la morte di Patrizia De Blanck sopraggiunge il tema della sua eredità. È difficile quantificare gli averi della Contessa, la quale discendeva da Guillermo De Blanck y Menocal, ambasciatore di Cuba. La famiglia De Blanck possedeva ricche proprietà nello Stato cubano, fino a quando Fidel Castro prese il potere e confiscò i loro beni. Patrizia viveva in una villa nel centro di Roma. Secondo quanto riporta Il Messaggero, la Contessa possedeva opere d’arte, oggetti preziosi e arredi antichi. Alle proprietà si aggiungono i soldi guadagnati grazie alla carriera televisiva. Secondo i dati di QuiFinanza, si stima che la sola partecipazione al Grande Fratello 5, nel 2021, abbia fruttato alla nobile circa 10 mila euro a settimana. A questi si aggiungono un cache iniziale pari a 100 mila euro. In attesa della lettura del testamento, si prevede che a ereditare la maggior parte dei beni della Contessa sarà la figlia Giada. > Visualizza questo post su Instagram > > > > > Un post condiviso da Giada de Blanck (@giada_de_blanck) L'articolo “Per il funerale niente fiori, ma un angolo per le donazioni a favore dei bambini malati. È ciò che avrebbe voluto”: Giada sull’ultimo saluto alla mamma Patrizia De Blanck proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Eredità Agnelli, niente messa alla prova per John Elkann: in caso di processo, già incombe la prescrizione (ma anche la brutta figura)
Niente messa alla prova per John Elkann, presidente di Stellantis e di Exor, e addio alle lezioni da “tutor” tra gli allievi delle scuole salesiane di Torino. Ma addio, soprattutto, all’estinzione del reato di truffa ai danni dello Stato. Che il nipote di Gianni Agnelli avrebbe incassato se avesse rispettato per 10 mesi tutti gli obblighi previsti per il “lavoro sociale” negli istituti educativi fondati da San Giovanni Bosco. La gip Giovanna De Maria, infatti, ha respinto la richiesta dei legali del nipote di Gianni Agnelli, Paolo Siniscalchi e Federico Cecconi. Una decisione quasi annunciata, dopo che la stessa gip aveva fatto altrettanto, il 21 gennaio scorso, per il commercialista Gianluca Ferrero (è anche presidente della Juventus). Co-indagato di Elkann nell’inchiesta della Procura di Torino sull’eredità Agnelli e che, a sua volta, aveva avanzato una proposta di patteggiamento (1 anno di carcere, convertibile in una sanzione pecuniaria di 73mila euro). Ora gli atti torneranno ai pm Marco Gianoglio, Mario Bendoni e Giulia Marchetti i quali avvieranno le procedure della chiusura indagini dell’inchiesta sull’eredità di Marella Caracciolo, vedova del “signor Fiat” e nonna di Elkann: depositando gli atti e poi formulando le eventuali richieste di rinvio a giudizio. Qualcosa su cui dovrà decidere (all’inizio dell’estate o, più probabilmente, all’inizio di settembre) un nuovo giudice dell’udienza preliminare. In caso di un rinvio a giudizio dei due imputati, però, il possibile processo pare già segnato: la prescrizione dei reati dovrebbe scattare ad agosto 2027. John Elkann, però, non potrebbe comunque più recuperare i 183 milioni di euro versati nel settembre 2025 all’Agenzia delle Entrate per sanare le evasioni fiscali e il mancato pagamento in Italia della tassa di successione per l’eredità della nonna, così come gli erano stato contestato dalla Guardia di Finanza di Torino guidata dal generale Alessandro Langella. Una somma, i 183 milioni, che era stata indicata nel comunicato della Procura di Torino dell’8 settembre scorso con il quale si annunciava il parere favorevole dei pm alle proposte di “messa alla prova” e di “patteggiamento” avanzate dai due indagati: “Risultano accertati redditi non dichiarati ai fini Irpef per un importo complessivo pari a circa 248,5 milioni, nonché una massa ereditaria non sottoposta a tassazione per un valore pari a circa 1 miliardo”. In altre parole, il patrimonio della vedova dell’Avvocato celato al fisco. Ma come mai la gip De Maria ha respinto le due proposte alternative per i due indagati? Tutto era collegato proprio alla possibile “messa alla prova” di Elkann. Per poterla ipotizzare, era necessario infatti riassumere nella truffa ai danni dello Stato tutti gli altri reati (quelli fiscali): è così è avvenuto. Restava, però, per entrambi gli indagati il reato per le due dichiarazioni dei redditi “infedeli” del 2018 e del 2019 riguardo a Marella Caracciolo, morta il 23 febbraio 2019: prevede un massimo della pena incompatibile con la messa alla prova. A quel punto, la Procura ha stralciato quella parte dell’inchiesta, chiedendone l’archiviazione. Una richiesta respinta però a dicembre dal gip Antonio Borretta che ha ritenuto quelle dichiarazioni dei redditi “fraudolente” e ha ordinato ai pm l’imputazione coatta di Elkann e Ferrero per quel reato: Gianoglio, Bendoni e Marchetti hanno già presentato la richiesta di rinvio a giudizio a un nuovo gip. A quel punto, di fronte a questa novità processuale ed esaminando la richiesta di patteggiamento del commercialista di fiducia della famiglia Elkann, la gip De Maria ha respinto l’accordo tra la Procura e i suoi legali, “non condividendosi la riqualificazione giuridica dei fatti” e ritenendo che “la pena finale, come determinata, non sia congrua e proporzionata alla gravità dei fatti”. È molto probabile che, questa mattina, la giudice abbia utilizzato le stesse motivazioni nel respingere la “messa alla prova” per il nipote dell’Avvocato. Che cosa faranno ora i due indagati? Gianluca Ferrero, quando ci sarà l’udienza preliminare per l’inchiesta principale sull’eredità Agnelli, potrebbe riformulare la sua richiesta di patteggiamento. Il commercialista è anche indagato per falso (reato per il quale la prescrizione è molto lontana) assieme al notaio torinese Remo Maria Morone, riguardo all’iscrizione alla Camera di Commercio della società semplice Dicembre: quella che consente a John Elkann il controllo dell’impero di famiglia. Una strada, il patteggiamento della pena, molto più difficile da percorrere invece per il presidente di Exor. Rispetto alle possibili conseguenze che il patteggiamento potrebbe avere sulla “onorabilità” per le cariche sociali ricoperte in Olanda (dove hanno la sede legale Stellantis ed Exor) e negli Stati Uniti (è nel consiglio d’amministrazione di Meta). La scappatoia verso la prescrizione pare dunque la scelta più probabile, anche se il deposito e la pubblicità di tutte le carte dell’inchiesta e comunque le prime udienze almeno di un possibile dibattimento di primo grado avrebbero conseguenze molto negative sulla sua immagine. L’inchiesta torinese aveva preso le mosse dopo un esposto penale presentato nel 2023 dalla madre dei fratelli John, Lapo e Ginevra Elkann, Margherita Agnelli de Pahlen. Che, nel processo civile parallelo in corso davanti al Tribunale di Torino, chiede di dichiarare la nullità della residenza svizzera di sua madre Marella Caracciolo e, di conseguenza, il testamento elvetico che ha consentito alla vedova dell’Avvocato di indicare solo i tre nipoti come suoi eredi legittimi, escludendo la figlia. Le indagini dei pm e delle Fiamme Gialle avevano portato alla contestazione ai fratelli Elkann (per Lapo e Ginevra i pm hanno già chiesto e ottenuto l’archiviazione) e a Ferrero degli “artifizi e raggiri” che sarebbero stati messi in atto per costituire (almeno dal 2010 e sino al 23 febbraio 2019, data della sua morte) una falsa residenza svizzera di Marella. Per non pagare la tassa di successione in Italia e per escludere Margherita dall’asse ereditario. Qualcosa che il procuratore capo di Torino, Giovanni Bombardieri, aveva ribadito così nel comunicato del settembre scorso sulla “messa alla prova”, con parole che paiono quasi risuonare come quelle di un verdetto: “Le indagini hanno permesso, allo stato degli atti, di ricostruire come fittizia la residenza svizzera di Caracciolo Marella”. L'articolo Eredità Agnelli, niente messa alla prova per John Elkann: in caso di processo, già incombe la prescrizione (ma anche la brutta figura) proviene da Il Fatto Quotidiano.
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