“Mettere in un angolino il derby stavolta non può bastare”. L’Inter è prima in
classifica con sette punti di vantaggio sul Milan, ma per Massimo Moratti questo
non basta a cancellare le preoccupazioni dopo il derby perso. Nell’intervista
concessa alla Gazzetta dello Sport, l’ex presidente nerazzurro usa toni
insolitamente duri, puntando il dito contro l’atteggiamento della squadra e
alcune evidenti carenze emerse nelle ultime partite. Il problema, a suo
giudizio, è soprattutto nella mentalità mostrata dalla squadra: “Deve tornare a
correre e a giocare. Domenica a San Siro non ho visto il fuoco, la tensione.
Inammissibile”.
Per l’ex patron l’origine della sconfitta non è nemmeno da cercare nella partita
contro il Milan, ma nella gestione della Coppa Italia pochi giorni prima a Como:
“Siamo andati a non giocare in Coppa Italia pensando che intanto c’era il
ritorno. Ignobili gli ultimi 10 minuti passandosi la palla all’indietro. Abbiamo
la rosa e le energie per cercare sempre la vittoria. Così è stata allenata la
passività vista poi contro il Milan. Il calcio certe cose te le fa pagare”. Il
giudizio finale è ancora più tranchant: “L’Inter nel derby ha giocato una
partita stanca, dopo averlo fatto volontariamente a Como. Una cazzata infinita”.
Tra gli episodi simbolo del derby c’è anche il gol mancato da Henrikh
Mkhitaryan. Moratti non mette in discussione il valore del centrocampista
armeno, ma sottolinea un limite evidente. “Benedetto ragazzo, alla Pinetina
dovrebbero metterlo a sparare palloni in porta per ore. Giocatore eccezionale e
completo, aveva fatto un’azione stupenda, ma quando arriva in area…”. L’ex
presidente invita anche a non cercare scuse, nemmeno nella stagione logorante
dell’anno scorso o negli scontri diretti persi. “Zero alibi”, dice. “Le risorse
per tornare a correre e lottare ci sono tutte. Il vantaggio di non avere più la
Champions va sfruttato”.
Pesano però alcune assenze. “Mancano tanto Calhanoglu, Dumfries e soprattutto
Lautaro“, spiega Moratti, indicando nel capitano il vero punto di riferimento
della squadra: “Non solo per i gol. Il Toro lega centrocampo e attacco, è umile,
corre, carica tutti. Leader indispensabile“. Nonostante le critiche, l’ex
presidente continua a credere nello scudetto. Ma avverte che non sarebbe affatto
scontato: “Mi aspetto che l’Inter tenga duro. I sette punti di vantaggio sono
tanti e meritati“. E poi la stoccata finale: “Se vinciamo lo scudetto, spero che
qualcuno non provi a farla passare per una cosa normale“. Per Moratti, insomma,
la vetta della classifica non cancella i difetti di una squadra che resta forte,
ma tutt’altro che perfetta.
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porta per ore. Se l’Inter vince lo scudetto non è una cosa normale”: parla
Massimo Moratti proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Adesso la Juve si lamenta, fa la vittima, è un fatto nuovo“. Così l’ex
presidente dell’Inter Massimo Moratti, intervenuto stamattina a Radio Anch’io
Sport su Rai Radio 1, sulle polemiche post Inter–Juventus e sulla simulazione di
Bastoni che ha poi provocato l’espulsione di Kalulu. Il giorno dopo c’è stata
anche la chiamata di John Elkann a Gabriele Gravina, presidente della
Federazione italiana giuoco calcio (Figc). “Mi pare abbiano esagerato nelle
proteste come se fosse una vittima terribile del calcio italiano, ma la storia
non la ricorda così. Proteste normali, ma fanno venire in mente vecchie storie”,
ha dichiarato Moratti. Elkann, infatti, ha espresso forte disappunto per gli
errori arbitrali e ha chiesto delle soluzioni efficaci volte a migliorare il
sistema e a garantire l’integrità e la credibilità del calcio italiano.
Moratti ha poi aperto anche il tema delle simulazioni, tra i più discussi in
questi giorni con riferimento proprio ad Alessandro Bastoni: “Le simulazioni mi
infastidiscono, hanno fatto venire la noia. Quella dell’altra sera è una
simulazione entusiasta: Bastoni ha fatto un salto incredibile dopo un
allungamento del braccio dell’avversario, che lo ha messo nelle condizioni di
approfittarne. Il ragazzo si è entusiasmato su questa possibilità, risolta in
un’ingiustizia, perché l’altro giocatore non aveva fatto un fallo grave“. ha
concluso Moratti ancora sulle polemiche dell’espulsione per il difensore
francese bianconero.
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