Al via l’operazione congiunta Israele-Usa “ruggito del Leone”, per colpire
l’apparato militare iraniano. I rapporti tra Iran, Israele e Usa sono segnati da
costanti tensioni sin dalla rivoluzione islamica del 1979, soprattutto sul
programma nucleare di Teheran. Negli anni più recenti c’è stata l’escalation, in
particolare dopo l’attacco di Hamas, sostenuto da Teheran, del 7 ottobre 2023.
Di seguito un excursus delle principali tappe.
1967 – L’Iran entra in possesso del suo primo reattore di ricerca, quello di
Teheran, nell’ambito del programma americano “Atomi per la pace”.
1979 – Lo scià Mohammad Reza Pahlavi, gravemente malato, fugge dall’Iran mentre
crescono le proteste popolari contro di lui. Pahlavi manteneva legami economici
e di sicurezza con Israele. L’ayatollah torna a Teheran dopo anni di esilio e la
rivoluzione islamica lo porta al potere. Gli studenti occupano l’ambasciata
degli Stati Uniti a Teheran, dando inizio alla crisi degli ostaggi, durata 444
giorni. Il programma nucleare iraniano viene sospeso sotto la pressione
internazionale. La nuova teocrazia iraniana identifica Israele come il nemico
principale.
2002 – I servizi segreti occidentali e un gruppo di opposizione iraniano
rivelano l’esistenza dell’impianto segreto di arricchimento di uranio di Natanz.
2003 – Regno Unito, Francia e Germania avviano negoziati con l’Iran sul
nucleare.
2003 – L’Iran sospende l’arricchimento dell’uranio.
2006 – L’Iran annuncia che riprenderà l’arricchimento dell’uranio dopo
l’elezione del presidente Mahmoud Ahmadinejad, sostenitore della linea dura.
Gran Bretagna, Francia e Germania abbandonano i negoziati in fase di stallo.
2009 – Le controverse elezioni presidenziali iraniane vedono la rielezione di
Ahmadinejad, nonostante le accuse di brogli, scatenando le proteste del
Movimento Verde e una violenta repressione da parte del governo.
2009 – Sotto la presidenza di Barack Obama, gli Stati Uniti e l’Iran aprono un
canale segreto per lo scambio di messaggi nel sultanato dell’Oman.
2010 – Viene scoperto il virus informatico Stuxnet, che molti ritengono essere
una creazione congiunta di Stati Uniti e Israele. Il virus ha danneggiato e
distrutto diverse centrifughe iraniane.
2015 – Le potenze mondiali e l’Iran annunciano un accordo sul nucleare di lungo
termine, JCPOA (Joint Comprehensive Plan Of Action), che limita l’arricchimento
dell’uranio da parte di Teheran, in cambio della revoca delle sanzioni
economiche.
2018 – Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu afferma che Israele ha
ottenuto decine di migliaia di pagine di dati che dimostrano che l’Iran ha
nascosto il suo programma nucleare prima di firmare un accordo con le potenze
mondiali nel 2015. Un ex capo del Mossad conferma che le informazioni sono state
ottenute da più di una dozzina di agenti non israeliani da casseforti a Teheran
nel 2018. Il presidente Usa, Donald Trump, si ritira unilateralmente
dall’accordo sul nucleare iraniano JCPOA.
2020 – I presunti attacchi israeliani contro il programma nucleare iraniano si
intensificano notevolmente dopo l’uscita degli Usa dall’accordo sul nucleare del
2015, volto a impedire all’Iran di sviluppare armi nucleari.
Luglio 2020 – Una misteriosa esplosione distrugge un impianto di produzione di
centrifughe nell’impianto di arricchimento nucleare di Natanz, in Iran. Teheran
accusa Israele dell’attacco.
Novembre 2020 – Mohsen Fakhrizadeh, uno dei massimi scienziati militari iraniani
nel campo del nucleare, viene ucciso da una mitragliatrice telecomandata mentre
viaggia in auto fuori Teheran. Un alto funzionario della sicurezza iraniana
accusa Israele di aver utilizzato “dispositivi elettronici” per uccidere a
distanza lo scienziato, fondatore del programma nucleare militare iraniano negli
anni 2000.
2021 – L’Iran inizia ad arricchire l’uranio fino al 60%, il livello di purezza
più alto mai raggiunto e a un passo tecnico dal livello militare del 90%.
Aprile 2021 – Un attacco prende di mira l’impianto nucleare sotterraneo iraniano
di Natanz. L’Iran accusa Israele, che non rivendica la responsabilità, ma i
media israeliani riportano ampiamente che il governo ha orchestrato un attacco
informatico che ha causato un blackout nell’impianto.
Giugno 2022 – L’Iran accusa Israele di aver avvelenato due scienziati nucleari
in città diverse a tre giorni di distanza l’uno dall’altro, anche se le
circostanze rimangono poco chiare.
7 ottobre 2023 – I militanti di Hamas e della Jihad islamica dalla Striscia di
Gaza irrompono in Israele, uccidendo 1.200 persone e prendendo 250 ostaggi,
dando inizio alla guerra più intensa tra Israele e Hamas. L’Iran, che ha armato
Hamas, offre sostegno ai militanti.
14 febbraio 2024 – Un attacco di sabotaggio israeliano provoca diverse
esplosioni su un gasdotto iraniano che collega la provincia occidentale di
Chaharmahal e Bakhtiari alle città sul Mar Caspio.
1 aprile 2024 – Il consolato iraniano a Damasco, capitale della Siria, viene
colpito in un raid israeliano. I morti, secondo le autorità iraniane, sono
sedici. Fra loro anche diversi membri dei pasdaran, tra cui il generale Mohammad
Reza Zahed, comandante delle forze Quds, e il suo vice. Teheran promette
vendetta.
13 aprile 2024 – Nella notte per la prima volta l’Iran lancia un attacco diretto
contro lo Stato di Israele, in risposta al bombardamento del consolato iraniano
a Damasco. Vengono utilizzati missili balistici, da crociera e oltre 300 droni.
Il sistema di difesa israeliano Iron Dome, coadiuvato dai Paesi alleati e anche
dalla Giordania, respinge la minaccia. Nessun cittadino rimane ferito e non si
registrano danni gravi sul territorio israeliano.
19 aprile 2024 – Israele compie la sua ritorsione nei confronti dell’Iran
attaccando una base aerea militare nei pressi della città di Isfahan, a circa
400 chilometri da Teheran. L’Iran minimizza l’accaduto parlando di “attacco
fallito”. Il leader dell’estrema destra israeliana Itamar Ben-Gvir parla di
attacco “debole” scatenando le reazioni dell’opposizione.
31 luglio 2024 – Ismail Haniyeh, capo politico di Hamas, viene ucciso insieme
alla sua guardia del corpo a Teheran in quello che, pur non essendo mai stato
rivendicato, è considerato da tutti gli osservatori internazionali un raid
israeliano. Haniyeh si trovava in una struttura gestita da militari iraniani
dopo aver partecipato alla cerimonia di insediamento del nuovo presidente
iraniano, Masoud Pezeshkian. Teheran giura vendetta.
27 settembre 2024 – Un attacco aereo israeliano uccide il leader di Hezbollah,
Hassan Nasrallah. Formato da membri della Guardia rivoluzionaria iraniana che si
erano recati in Libano nel 1982 per combattere i soldati israeliani invasori,
Hezbollah è stato il primo gruppo sostenuto dall’Iran e utilizzato come
strumento per “esportare” il proprio modello di Islam politico.
1 ottobre 2024 – Per la seconda volta dal 7 ottobre 2023, l’Iran lancia un
attacco diretto nei confronti di Israele, in risposta alle uccisioni di Ismail
Haniyeh e Hassan Nasrallah. Vengono utilizzati circa 200 missili balistici.
L’Iron Dome, il sistema di difesa israeliano, coadiuvato dalle forze alleate,
respinge l’attacco. L’unica vittima è un cittadino palestinese nella città di
Gerico, colpito dai detriti di un missile caduto. Israele annuncia una reazione
e Teheran minaccia: “Se lo farete, vi ridurremo in cenere”.
16 ottobre 2024 – Israele uccide il leader di Hamas, Yahya Sinwar, nella
Striscia di Gaza.
26 ottobre 2024 – Nella notte fra il 25 ottobre e le prime ore del 26, Israele
lancia un nuovo attacco, della durata di diverse ore, sul territorio iraniano.
Lo Stato ebraico comunica di aver colpito le “strutture di produzione di missili
utilizzati contro lo stato di Israele nell’ultimo anno” e invita Teheran a non
reagire, perché in caso contrario “pagherebbe un prezzo alto”. Israele, su
pressione dell’amministrazione Biden, evita di colpire gli impianti nucleari.
L’Iran parla di danni limitati e minimizza l’accaduto.
13 giugno 2025 – Israele lancia nella notte una vasta offensiva aerea contro
l’Iran, colpendo impianti nucleari, installazioni militari e residenze di alti
dirigenti del regime di Teheran. L’operazione, denominata “Rising Lion”, è il
più imponente attacco diretto tra i due Paesi nella storia recente del
Medioriente. Oltre 200 velivoli dell’aeronautica israeliana prendono parte
all’azione, supportati da cyber-attacchi e operazioni di intelligence mirate.
Gli obiettivi colpiti comprendono le aree di Natanz, Khondab, Khorramabad,
Teheran e Isfahan, strategiche per il programma nucleare iraniano. Negli
attacchi vengono uccisi il comandante in capo dei Guardiani della rivoluzione,
il generale Hossein Salami, il capo di stato maggiore delle forze armate
iraniane, Mohammad Bagheri, e alcuni importanti scienziati nucleari. Il
presidente americano Donald Trump parla di attacco “eccellente”, accusando
Teheran di non aver “colto” la possibilità di trattativa sul programma nucleare
che gli era stata fornita. L’Iran risponde lanciando missili e droni verso
Israele.
21 giugno 2025 – L’ayatollah Ali Khamenei avrebbe nominato tre suoi successori
in caso di morte. Secondo indiscrezioni, la Guida suprema si sarebbe rifugiato
in un bunker nel timore di essere ucciso. Né il presidente iraniano Masoud
Pezeshkian, né il ministro degli Esteri Abbas Aragchi sarebbero riusciti a
contattarlo per informarlo di una richiesta della Turchia di un incontro con
alti funzionari statunitensi a Istanbul.
22 giugno 2025 – Nella notte fra il 21 e il 22 giugno gli Stati Uniti attaccano
i siti nucleari iraniani di Fordow, Natanz e Isfahan. Il presidente Donald Trump
in un discorso alla nazione parla di “spettacolare successo militare”, “se non
ci sarà presto la pace, colpiremo altri bersagli”. Il premier israeliano
Benjamin Netanyahu loda la “coraggiosa decisione” americana che “cambierà la
storia”. ‘Risponderemo con durezza, fermezza e in modo tale da far pentire chi
ci ha aggreditò, afferma il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian.
23 giugno 2025 – Teheran lancia missili verso la base americana di Al Udeid in
Qatar ‘in risposta all’aggressione americana”, con tanti missili quante le bombe
che gli Usa avevano sganciato sui tre siti nucleari iraniani attaccati nella
notte fra il 21 e 22 giugno. Il Qatar era stato avvertito in precedenza e anche
gli Usa avevano messo in sicurezza le basi, dove non si registrano danni. Nel
corso della giornata Israele aveva attaccato pesantemente l’Iran, colpendo
alcuni edifici simbolo del potere, fra cui il carcere di Evin. Poche ore prima
dell’attacco il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, era stato
ricevuto al Cremlino da Vladimir Putin, che ha definito il raid americano
“un’aggressione immotivata e priva di giustificazione”.
24 giugno 2025 – Nella notte fra il 23 e il 24 giugno il presidente americano
Donald Trump annuncia un cessate il fuoco “pienamente concordato” fra Israele e
Iran, proclamando la fine di quella che definisce “la Guerra dei 12 giorni”.
Trump loda i due Paesi “per l’intelligenza e il coraggio” dimostrati. La tv
iraniana annuncia lo stop alla guerra, affermando che è stato “imposto” a
Israele in seguito al “successo” dell’attacco iraniano alla base statunitense in
Qatar. Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, afferma dal canto suo
che Israele ha raggiunto “tutti i suoi obiettivi”, eliminando una “duplice
minaccia esistenziale immediata, sia nel campo nucleare che in quello dei
missili balistici”. A un’ora di distanza dall’entrata in vigore della tregua,
due missili balistici vengono lanciati dall’Iran verso il nord di Israele, che
annuncia un’immediata rappresaglia. Teheran smentisce la violazione
dell’accordo. Una telefonata fra Trump e Netanyahu raffredda la situazione, con
il tycoon che si scaglia contro Iran e Stato ebraico: “Due Paesi che combattono
da così tanto tempo e in modo così duro che non sanno più che cazzo stanno
facendo”.
28 giugno 2025 – Migliaia di persone in lutto percorrono le strade del centro di
Teheran per i funerali del capo della Guardia Rivoluzionaria, generale Hossein
Salami, e di altri alti comandanti militari e scienziati nucleari uccisi durante
la “Guerra dei 12 giorni” con Israele. In totale vengono celebrate le esequie di
60 persone, fra cui quattro donne e due bambini. La folla grida “morte a
Israele” e “morte all’America”.
L'articolo Israele e Usa attaccano l’Iran. Le tappe dell’escalation militare
contro Teheran e le trattative sul programma nucleare proviene da Il Fatto
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