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Autista della Croce Rossa indagato per l’omicidio di 5 anziani: ipotesi rapporti con un’agenzia funebre
Sarebbe al vaglio degli inquirenti la relazione del 27enne autista della Croce Rossa, indagato dalla Procura di Forlì per omicidio volontario premeditato di almeno cinque anziani trasportati in ambulanza durante i suoi turni. L’inchiesta prende in considerazione anche possibili legami tra l’indagato e un’agenzia funebre della zona. Secondo quanto riportato da Il Resto del Carlino, dagli accertamenti investigativi sarebbero emersi contatti frequenti tra il giovane e un impresario funebre, tutti da verificare. Alcune fonti parlano di un rapporto “a chiamata” tra il giovane e una società di pompe funebri, ipotesi però negata dall’agenzia del paese di residenza dell’indagato: “È un amico di famiglia, lo conosciamo da quando era bambino”, hanno dichiarato all’Ansa, aggiungendo che non esiste alcun rapporto lavorativo. Mentre l’indagato non si nasconde e parla con i giornalisti dichiarandosi innocente, l’inchiesta potrebbe allargarsi ulteriormente con verifiche su altri decessi oltre ai cinque già contestati. Sarebbero altri tre i casi da chiarire, mentre la Procura, guidata dal procuratore Enrico Cieri e dal pm Andrea Marchini, sta valutando la riesumazione delle salme di quattro anziani deceduti tra febbraio e ottobre 2025 (24 febbraio, 8 luglio, 12 settembre e 13 ottobre) per effettuare esami medico-legali. Finora, un’autopsia è stata disposta solo sulla donna di 85 anni morta il 25 novembre; i familiari, assistiti dagli avvocati Max Starni e Antonio Mambelli, hanno chiesto chiarezza sui fatti. L’indagato ha dichiarato a Ore14 su Raidue: “Mi definisco pienamente innocente. Quando a novembre ho ricevuto l’avviso di garanzia mi è cascato il mondo addosso. Fin dal primo momento ho portato la documentazione” a sostegno della sua estraneità ai fatti. La contestazione riguarda la somministrazione di una sostanza letale, forse aria in vena appunto fatale, agli anziani trasportati in ambulanza e deceduti durante il tragitto o successivamente in ospedale. “Dopo tanti anni, tanti interventi, stiamo parlando di cinque persone su 200 in un anno, i numeri sono questi. Spero che la Procura faccia luce”, ha aggiunto. Alla domanda se fosse preoccupato, ha risposto: “No, male non fare, paura non avere”. La Procura di Forlì mantiene il massimo riserbo, coordinando le indagini dei carabinieri del reparto operativo e del Nas. Nei prossimi giorni, oltre alla valutazione sulle riesumazioni, potrebbero essere disposte analisi su materiale sequestrato. Tra gli elementi a disposizione degli inquirenti ci sono anche le immagini delle telecamere installate sull’ambulanza, che hanno fatto emergere comportamenti sospetti dell’autista, poi sospeso cautelativamente dalla Croce Rossa. L'articolo Autista della Croce Rossa indagato per l’omicidio di 5 anziani: ipotesi rapporti con un’agenzia funebre proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Per gli anziani morti in ambulanza ipotesi riesumazione, il volontario indagato si difende: “Io non c’entro nulla”
La Procura di Forlì starebbe valutando di chiedere l’esumazione delle salme di quattro anziani deceduti dopo trasporti sanitari effettuati in ambulanza, nell’ambito dell’inchiesta che vede indagato per omicidio premeditato un autista soccorritore di 27 anni. Il giovane, dipendente della Croce Rossa e responsabile dei giovani dell’associazione a Forlimpopoli, è accusato di aver premeditato e provocato la morte di cinque pazienti durante trasferimenti secondari tra strutture sanitarie del Forlivese. È stato sospeso dal servizio e respinge ogni addebito: “Io non c’entro nulla con questi decessi, ho portato agli inquirenti tutti i documenti che penso mi scagionino”. Secondo l’ipotesi investigativa, i decessi non sarebbero riconducibili a cause naturali ma a condotte volontarie, con il sospetto di iniezioni letali praticate a bordo dell’ambulanza. L’IPOTESI DI NUOVE AUTOPSIE Al momento, risulta disposta l’autopsia solo sull’ultima donna deceduta dopo il trasporto, una 85enne morta il 25 novembre. Per gli altri quattro casi – risalenti al 24 febbraio, 8 luglio, 12 settembre e 13 ottobre – non sarebbero stati eseguiti esami autoptici. Per questo la Procura starebbe valutando l’esumazione delle salme, con l’obiettivo di effettuare accertamenti medico-legali e chiarire le cause effettive delle morti. Le persone decedute erano anziani con varie patologie, trasferiti da case di cura o dall’ospedale verso altre strutture. Non si esclude che possano emergere ulteriori episodi da verificare. LE POSIZIONI Secondo quanto ricostruito, in tutti i casi durante il tragitto si sarebbero verificate complicanze che hanno portato al rientro in ospedale. I pazienti sono poi morti, in alcuni casi poco dopo, in altri a distanza di giorni. L’indagato sostiene che siano stati attivati i protocolli di emergenza: “Quando ci sono stati questi problemi improvvisi, succede che ce ne siano, sono stati attivati comunque tutti i protocolli di sicurezza. Ho sempre chiamato la centrale operativa chiedendo l’intervento di un’automedica”. Il 27enne precisa inoltre che non era sempre alla guida del mezzo: “In quattro casi ero dietro con il paziente. Solo in uno mi trovavo al volante”. E aggiunge: “Su cinque decessi due sono avvenuti 5-10 giorni dopo il trasporto in ambulanza e non durante”. L’avvocato Massimiliano Starni, che assiste i familiari di una delle vittime, ha osservato che “le morti potrebbero sempre essere la conseguenza di eventi avvenuti a bordo del mezzo. L’inchiesta è in pieno sviluppo. Gli eventuali accertamenti autoptici sulle salme potrebbero rappresentare un passaggio decisivo per chiarire se i decessi siano stati determinati dall’evoluzione di quadri clinici già compromessi o da altre cause. L'articolo Per gli anziani morti in ambulanza ipotesi riesumazione, il volontario indagato si difende: “Io non c’entro nulla” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Cinque anziani morti sull’ambulanza a Forlì: operatore della Croce rossa indagato per omicidio plurimo
Cinque anziani deceduti in ambulanza durante il trasferimento dalle loro case all’ospedale, tra febbraio e fine estate 2025. Ora la Procura di Forlì indaga su un 27enne operatore della Croce Rossa, residente nel Forlivese, con l’accusa di omicidio plurimo, secondo il Corriere di Romagna. Le morti sospette sarebbero avvenute durante la tratta in ambulanza con il 27enne in servizio, ma l’operatore si dichiara estraneo alle accuse. Non è ancora stato sentito da carabinieri e magistrato, ma avrebbe fornito elementi e documenti. Secondo i legali del giovane indagato, per ogni paziente è intervenuto un medico, a bordo del mezzo di soccorso, ovvero l’auto medicalizzata di Romagna Soccorso. Le indagini, che sono condotte dai carabinieri del Nucleo operativo di Forlì e vedono impegnati anche i Nas, sono tuttora in corso. “È sconcertato da quanto sta emergendo – ha detto al quotidiano locale l’avvocata Gloria Parigi, che difende il 27enne -, urla la sua innocenza in ogni modo, in una vicenda che gli ha stravolto l’esistenza. Si è messo a disposizione dell’autorità giudiziaria perché non ha nulla da nascondere. Per questo ha chiesto di essere ascoltato dalla Procura”. L’uomo attualmente non è in servizio, per via di un monte ore di permessi accumulati. Ma l’Ausl, parte in causa della vicenda, avrebbe espresso parere negativo all’ipotesi di un rientro in servizio in questa fase. L'articolo Cinque anziani morti sull’ambulanza a Forlì: operatore della Croce rossa indagato per omicidio plurimo proviene da Il Fatto Quotidiano.
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