Un operaio della Florida, già coinvolto nell’assalto al Campidoglio del 6
gennaio 2021 e successivamente graziato dal presidente Donald Trump, è stato
condannato all’ergastolo per abusi sessuali su due minori. Andrew Paul Johnson,
45 anni, è stato condannato giovedì da un giudice della contea di Hernando dopo
essere stato riconosciuto colpevole di due capi d’accusa di molestie oscene o
lascive su minore e di un capo d’accusa per trasmissione elettronica di
materiale dannoso a un minore. La sentenza è stata pronunciata dal giudice della
Corte circondariale Stephen Toner.
Johnson è stato uno dei numerosi imputati legati ai fatti del 6 gennaio che,
dopo aver beneficiato dell’atto di clemenza deciso da Trump, sono stati
successivamente accusati di nuovi reati. Nel suo primo giorno di ritorno alla
Casa Bianca lo scorso anno, infatti, il tycoon aveva graziato, commutato le pene
detentive o disposto l’archiviazione dei procedimenti per oltre 1.500 persone
accusate di aver partecipato all’attacco al Campidoglio.
Le indagini sulle accuse di molestie nei confronti di Johnson sono iniziate nel
luglio 2025, quando i vice sceriffi della contea hanno raccolto le prime
testimonianze. Una delle vittime ha raccontato agli investigatori che gli abusi
sarebbero iniziati intorno all’aprile 2024, diversi mesi prima che Johnson fosse
condannato per la sua partecipazione alla rivolta.
Secondo un rapporto dell’ufficio dello sceriffo, l’uomo avrebbe cercato di
manipolare una delle vittime sostenendo di aspettarsi un risarcimento economico
dopo la grazia ricevuta per i fatti del 6 gennaio. Avrebbe inoltre promesso di
inserire il bambino nel proprio testamento affinché ereditasse il denaro
restante. Gli investigatori ritengono che si trattasse di una strategia per
impedire alla vittima di rivelare gli abusi.
Gli inquirenti hanno inoltre trovato messaggi sessualmente espliciti scambiati
da Johnson con una delle vittime sull’app di messaggistica Discord. Secondo
quanto riferito dall’ufficio del procuratore dello Stato del Quinto circuito
giudiziario, Bill Gladson, nei messaggi l’uomo cercava di convincere il minore a
scaricare un’altra applicazione per proseguire la conversazione in modo più
privato e lo esortava a cancellare i messaggi dopo averli inviati.
Per quanto riguarda i fatti del 6 gennaio, Johnson era stato condannato
nell’agosto 2024 dal giudice capo della Corte distrettuale degli Stati Uniti a
Washington, James Boasberg, a un anno di carcere dopo essersi dichiarato
colpevole di quattro reati minori legati all’assalto al Campidoglio. L’uomo
aveva successivamente chiesto di ritirare la dichiarazione di colpevolezza,
sostenendo di essere stato costretto a presentarla, ma il giudice aveva respinto
la richiesta prima di emettere la sentenza.
Residente a Seffner, in Florida, Johnson aveva partecipato al raduno “Stop the
Steal” organizzato da Trump nei pressi della Casa Bianca e poi aveva marciato
verso il Campidoglio portando con sé un megafono. Secondo i procuratori
federali, era entrato nell’edificio attraverso una finestra di un ufficio
precedentemente infranta da altri rivoltosi. Durante gli scontri con la polizia
avrebbe urlato e imprecato contro gli agenti, che avevano usato gas lacrimogeni
per disperdere la folla dei sostenitori di Trump.
L'articolo Condannato all’ergastolo per molestie sessuali su due bimbi uno degli
assalitori di Capitol Hill graziato da Trump proviene da Il Fatto Quotidiano.