Quando parla, Eric Cantona non usa mezzi termini. Soprattutto dopo essersi
allontanato dal mondo del calcio, l’ex attaccante del Manchester United e della
nazionale francese non esita a prendere posizione politica nelle sue rare
interviste, ma forti interviste. Lo ha fatto anche durante un’intervista a
Clique, il programma di Canal+ condotto da Mouloud Achour. Invitato per
promuovere il suo album “Perfect Imperfection”, l’ex calciatore – che si occupa
di musica da diversi anni – ha colto l’occasione per parlare anche della guerra
in atto dal 28 febbraio, dopo che Usa e Israele hanno attaccato l’Iran. A
proposito di ciò, Cantona ha fatto una proposta per diminuire i conflitti a
livello internazionale.
L’ex Manchester United, infatti, ha proposto di creare una “legge internazionale
che stabilisce che se un presidente decide di dare il via alla guerra, deve
essere il primo ad andare al fronte, invece di mandare dei diciottenni. Così
penso che ci sarebbero molte meno guerre“, ha affermato Eric Cantona. Nessun
attacco diretto, ma Cantona ha poi proseguito: “Stanno tutti in uffici lunghi 25
metri e poi mandano a morte dei diciottenni”, ha denunciato, citando poi Donald
Trump come esempio.
“Quando sei l’oppressore, mandi diciottenni dal tuo stesso Paese, ma spesso
dall’altra parte non ci sono 18enni. Ci sono bambini di 3 anni e di 11 anni.
Persone innocenti, civili. O soldati. Ma ci sarebbero meno guerre se facessimo
così, credo. Perché non ci sono molte persone coraggiose”, ha spiegato l’ex
attaccante. Cantona ha concluso il suo intervento dicendo: “Nessuno dei miei
figli andrà in guerra. Zero. Per cosa? Per chi? Per cosa? Il Milite Ignoto serve
solo a incoraggiare gli altri ad andare”.
L'articolo “Mandiamo i presidenti al fronte”: l’idea di Cantona per far cessare
le guerre proviene da Il Fatto Quotidiano.