Domenica 8 marzo, in Colombia si è votato per il rinnovo di Camera e Senato. Se
il Pacto Histórico, la coalizione progressista con a capo il Presidente della
Repubblica Gustavo Petro, ha vinto al Senato con 4.416.000 voti, la destra del
Centro Democrático dell’ex premier Álvaro Uribe la tallona con oltre 3 milioni,
seguita dai partiti del Centro, che tra Liberali e Conservatori hanno
totalizzato circa 5 milioni.
L’8 marzo, festa della donna, ha portato fortuna e voti a Paloma Valencia, del
Centro Democrático, che con oltre 3 milioni ha vinto la candidatura per la Gran
Consulta por Colombia, la coalizione di centrodestra che cercherà di strappare a
Petro la presidenza il 31 maggio. Il suo successore, Iván Cepeda, ha ottenuto
dal Pacto Histórico 1.500.000 voti, il che lo pone in condizioni d’inferiorità
nella sfida di fine maggio, tenendo conto che il Centro voterà compatto per
Paloma, considerata una moderata rispetto a Uribe.
In realtà la signora, appoggiata faziosamente dai maggiori media colombiani che
un giorno sì e l’altro pure massacrano Petro per il suo passato di guerrigliero
M-19, ha sempre cercato di sabotare, stile Trump, i programmi sociali del
governo, caldeggiando lo scioglimento del Ministero dell’Uguaglianza voluto da
Petro per supportare il ceto basso, le persone con incapacità fisiche e la
comunità Lgbt, bersaglio fisso del perbenismo globale.
Tra l’altro, le cronache riportano la sua iniziativa dal sapore razzista di
voler separare la comunità indigena della valle del Cauca (che rappresenta oltre
il 20% del voto amministrativo) dalla maggioranza mestizo con tratti europei. Le
sue ultime dichiarazioni sono incentrate sul legame con gli Stati Uniti per la
lotta al narcotraffico: “Abbiamo bisogno di un Plan Colombia 2.0”.
Petro è additato come responsabile principale dell’escalation della guerriglia
Farc e Eln, che negli ultimi 4 anni ha ucciso oltre 300 persone con picchi di 94
e 93 nel 2022 e 2023. Il triste primato sembra toccare al 2026: a fine febbraio
sono già 91 le vittime.
La fine del “governo del cambio”
Secondo l’analista colombiano Gómez Buendía, “il bilancio del governo Petro
presenta luci e ombre, che ha avuto però il merito di essere un laboratorio di
come potrebbe essere il nostro futuro per costruire uno stato moderno più giusto
ed efficace”. “Ciò ha prodotto comunque delle resistenze profonde dentro e fuori
la Colombia, e delle fratture interne allo stato sociale” (cfr da Colombia dopo
Petro). Buendía mette in rilievo nel suo libro la destrezza finanziaria di Petro
nel ribassare il deficit statale lasciato in eredità dal suo predecessore Iván
Duque attraverso aumenti graduali della benzina, e la sospensione degli
incentivi fiscali sul diesel. Nel 2024 il deficit di 40 miliardi di pesos (circa
€ 10 milioni) risultò dimezzato.
Dopo il rafforzamento dei programmi sociali già esistenti, si cercò di
contrastare i rincari delle imprese private fornitrici di energia. Uno sforzo
vano, che costrinse il governo a puntare sulle rinnovabili, pannelli solari e
idrogeno verde, che pur se non sufficienti a contrastare la dittatura dei
carburanti fossili, sono state utili a creare un’alternativa energetica
compatibile con il rispetto dell’ambiente. La lotta alla deforestazione
amazzonica, fiore all’occhiello del petrismo, ha ricreato 750.000 ettari di
foresta pluviale, finanziando un fondo per la biodiversità.
Tutto ciò rischia di essere vanificato agli occhi dell’elettorato soprattutto da
due fattori:
1) Il fallimento del processo di pace con M-19, la ex fazione armata di Petro,
ha portato a un effetto domino, causando la recrudescenza armata degli altri
gruppi.
2) Le critiche da parte del ceto imprenditoriale all’aumento del 23% del salario
minimo, a cui ha fatto seguito una speculazione degli stessi che ha causato
un’ulteriore aumento dei prezzi al consumo e degli affitti, e quindi
dell’inflazione, che già dal 2024 erano cresciuti del 30% e oltre.
I prezzi salgono, ma la mentalità consumista del colombiano vince, a prescindere
dalle classi sociali, e giustifica ogni mezzo pur di accedere a status symbol
materiali. La clase laboral, per non rimanere indietro, si accolla una mole di
lavoro extra ai limiti della resistenza, assecondata dai titolari delle attività
che così fanno più soldi. E da qui nascono i compromessi.
Beneficios Mutuos su Tinder
Ci sono centinaia di centri commerciali sparsi per la Colombia, alcuni come
quello di Envigado a Medellin che sono città multipiano nelle città, con parco
giochi per bambini, toilette per cani, palestre smisurate, beauty centers di
tutti i tipi, e fast food locali e internazionali. Milioni di visitatori, un
viavai continuo, qui addirittura ci si può sposare, con giudice di pace e
notaio. Centinaia di ragazze giovanissime che lavorano con turni massacranti di
10-12 ore, per pagare le niñeras che guardano i figli a casa, la scuola online e
potersi permettere anche loro l’ultimo iPhone 17. Ma i soldi non bastano mai, e
bisogna arrotondare: la app Tinder per gli incontri casuali è lì per questo, una
bacheca virtuale perfetta per hombres in cerca di avventure facili.
Cassiere, commesse, cameriere, studentesse, si trasformano in sirene ammalianti
e vanno online in lingerie sexy. La keyword immancabile degli annunci è:
Beneficios Mutuos, soldi in cambio di piacere. Ci sono ragazze che cominciano
alle 22, alle 6 staccano, fanno la loro marchetta con il gonzo di turno nel
pomeriggio, e tornano al lavoro la notte stessa per altre 8 ore di seguito.
Questo causa loro stress cronico che le espone a esaurimento nervoso e patologie
varie. Ritmi cinesi h24, in una Colombia la cui produzione locale è talmente
ampia da poter riempire gli scaffali senza dover dipendere dall’import, e dove
il sesso riempie le tasche anche degli Uber per gli spostamenti e dei motel a
ore. El negocio es el negocio.
Foto © F.Bacchetta
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mutuos’ proviene da Il Fatto Quotidiano.