In Germania il Partito Socialdemocratico è in aperta crisi. Nelle tornate
elettorali di domenica ha perso sia la guida del Land Renania-Palatinato, che
era stata una sua roccaforte per 35 anni, che la poltrona del sindaco di Monaco
di Baviera dopo 42 anni. Premio di consolazione la conquista dei ballottaggi
alle comunali ad Augusta e Regensburg. L’esito è tanto più catastrofico alla
luce del cocente ridimensionamento di tre settimane fa anche in
Baden-Württemberg, entrando per il rotto della cuffia nel Parlamento regionale
col 5,5% (-5,5%).
La Renania-Palatinato era fin qui governata da un tripartito tra SPD, Verdi e
FDP. Quest’ultimi ora scompaiono dal Landtag e i Socialdemocratici ne escono
sensibilmente ridimensionati, solo i Verdi resistono ma comunque in leggera
flessione. La CDU ha ottenuto il 31% (+3,3%), la SPD solo il 25,9% (-9,8%), la
AfD l’ha cannibalizzata toccando il 19,5% (+11,2%) e i Verdi hanno ottenuto il
7,9% (-1,4%). Nel nuovo emiciclo la CDU potrà contare così su 39 seggi contro i
32 della SPD, 24 di AfD e 10 dei Verdi.
La SPD ha un problema di identità. Nel suo Dna si considera ancora un partito
dei lavoratori, ma non è più percepita come tale da chi lavora, che gli volta le
spalle, e si fa fatica a poterla ancora indicare come grande partito di forza
popolare. Come già accadde nell’era Schröder, potrebbe separare la direzione del
partito da ruoli di governo, trovando un nuovo Franz Müntefering. I suoi
presidenti Lars Klingbeil (ministro delle Finanze) e Bärbel Bas (ministra del
lavoro) pur ammettendo la sconfitta elettorale hanno però indicato che
desiderano rimanere in carica per non gettare la forza politica in una crisi
peggiore. Per Klingbeil è il momento di discutere di contenuti e strategia,
rimarcando che il partito deve nuovamente raggiungere coloro che lavorano ogni
giorno ma si sentono oberati di lavoro e concentrarsi maggiormente nella tutela
dei sistemi di sicurezza sociale. Concretamente, la SPD vuole una riforma
fiscale che sgravi i redditi dei lavoratori ed intende dibatterne in una
conferenza con tutti i ministri, governatori e rappresentanti comunali
socialdemocratici. Il partito dovrà saper fugare i timori di retrocessione
sociale nei lavoratori e dare al contempo garanzie agli investimenti degli
imprenditori.
Il netto successo personale in Renania-Palatinato del candidato CDU Gordon
Schnieder, che ha rimontato il divario che lo separava dal governatore
socialdemocratico uscente Alexander Schweitzer (SPD), era inaspettato. Nei
sondaggi preelettorali Schweitzer godeva del 45% dei consensi, contro appena il
32% di Schnieder. L’esito dà dunque sollievo al partito del Cancelliere che era
uscito sconfitto dal confronto diretto per la conquista della poltrona del
Governatore in Baden-Württemberg con i Verdi. Gli elettori, scegliendo
Schnieder, hanno riconosciuto alla CDU maggiore competenza economica. Ma per il
Governo a Berlino non sarà comunque facile ora avere un partner così indebolito.
Il Cancelliere Merz, col maggior peso conquistato alle urne, ha tuttavia
indicato di voler subito instradare con l’alleato il programma di riforme.
L’AfD è stata la principale beneficiaria del pessimo risultato della SPD,
raggiungendo il suo miglior successo nella ex Germania Occidentale. Anche se i
Verdi hanno risentito ancora del crollo della passata coalizione guidata da Olaf
Scholz con i Liberali, restano ancora stabili. Dopo il Baden-Württemberg hanno
conquistato anche la poltrona di sindaco a Monaco di Baviera, dove il fisico
trentacinquenne Dominik Krause ha sconfitto il socialdemocratico Dieter Reiter.
Una sconfitta peraltro sintomo anche di aperta protesta contro il sindaco
uscente per avere, tra l’altro, omesso di chiedere l’autorizzazione al Consiglio
comunale ad assumere un ruolo retribuito nel direttivo del FC Bayern di Monaco.
I partiti saranno richiamati alle urne quest’anno in scenari molto diversi il 6
settembre per il rinnovo del Parlamento regionale della Sassonia-Anhalt e il 20
per l’Abgeordnetenhaus di Berlino ed il Landtag in Meclemburgo Pomerania.
L'articolo Germania, tracollo della Spd in Renania-Palatinato: la storica
roccaforte passa alla Cdu dopo 35 anni. Boom AfD proviene da Il Fatto
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