
“Negli ultimi tempi Gino Paoli era un po’ depresso. Io ho cercato di incoraggiarlo, ma era molto giù…”: le parole commosse di Mogol
Il Fatto Quotidiano - Tuesday, March 24, 2026Quando le prime canzoni faticavano a girare, fu Mogol a individuare ne La Gatta un possibile grande successo. E fu sempre lui a suggerire a Mina di cantare Il cielo in una stanza, una delle canzoni più belle di Gino Paoli, morto oggi 24 marzo a 91 anni. “Mi dispiace immensamente. Era un caro amico, molto, molto caro. È stato un grandissimo autore e compositore. A parte la sua bravura come interprete, vorrei che fosse ricordato soprattutto come un autore e compositore di primo piano”: queste le parole dette con voce rotta dalla commozione da Giulio Rapetti in arte Mogol all’Adnkronos.
“Negli ultimi tempi era un po’ depresso. Io l’ho sentito, ho cercato di incoraggiarlo, ma era molto giù. Lo ricordo come un caro amico e un grande artista”. Poi il paroliere torna sul noto aneddoto de Il Cielo in una Stanza: “Dato che era un mio caro amico, presi questo brano capolavoro che lui scrisse, che contiene versi indimenticabili come ‘il cielo non ha più pareti ma alberi’, e lo feci sentire a Mina. Avevo capito che era un pezzo meraviglioso, lei lo ascoltò e le piacque molto. Io non ho fatto nulla, se non far ascoltare a lei la canzone. E così, abbiamo avuto la fortuna di questo bellissimo brano di Gino cantato da una voce come quella di Mina”.
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