Artemis II sulla rampa di lancio, intanto la Nasa cambia strategia: stop al progetto Gateway e presenza umana sulla Luna

Il Fatto Quotidiano - Tuesday, March 24, 2026

La “nuova” strategia della Nasa prende forma mentre, sul piano operativo, il programma Artemis entra in una fase decisiva dopo una lunga serie di rinvii. Da un lato la scelta di rivedere profondamente l’architettura delle missioni lunari, con lo stop al progetto Gatewaya causa dei tagli dell’amministrazione Trump – nella sua configurazione attuale; dall’altro i preparativi ormai avanzati per riportare astronauti in orbita attorno al nostro satellite.

Il segnale più concreto arriva dal Kennedy Space Center, dove il razzo della missione Artemis II ha nuovamente raggiunto la rampa di lancio 39B, completando una delle fasi più delicate prima del decollo. Il Space Launch System, alto 98 metri, con la capsula Orion integrata in cima, è stato trasportato lungo i 6,4 chilometri che separano il Vehicle Assembly Building dalla piattaforma di lancio in un lento trasferimento durato circa 11 ore. A muoverlo, il gigantesco veicolo cingolato dell’Agenzia spaziale avanzato a poco più di un chilometro orario. Il rientro sulla rampa arriva dopo settimane di verifiche tecniche: il razzo era stato riportato nell’edificio di assemblaggio a fine febbraio per risolvere una perdita di elio nello stadio superiore, un intervento che ha richiesto controlli approfonditi prima del via libera definitivo. Ora i tecnici sono impegnati nelle ultime operazioni di preparazione, in vista di una finestra di lancio compresa tra il primo e il 6 aprile.

La missione durerà circa dieci giorni e rappresenta un passaggio storico: per la prima volta dopo oltre cinquant’anni, un equipaggio umano tornerà a orbitare attorno alla Luna. A bordo della capsula Orion ci saranno il comandante Reid Wiseman, il pilota Victor Glover, la specialista di missione Christina Koch e Jeremy Hansen, dell’agenzia spaziale canadese. Un equipaggio internazionale che segna anche il ritorno della cooperazione globale nelle missioni lunari.

Ma mentre Artemis II si prepara al lancio, la Nasa cestina le sue ambizioni. Durante l’evento “Ignition”, l’agenzia ha annunciato l’intenzione di sospendere il progetto Gateway, la stazione spaziale in orbita lunare pensata come punto di appoggio per le missioni. Una scelta dettata da difficoltà tecniche ma soprattutto da un cambio di visione: concentrare risorse e tecnologie direttamente sulla superficie lunare, ma anche dal taglio dei finanziamenti.

L’obiettivo dichiarato è costruire una presenza umana duratura sulla Luna, superando il modello delle missioni temporanee. Il piano si articola in tre fasi. La prima prevede un’intensa attività robotica: fino a 30 missioni di atterraggio a partire dal 2027, con rover, strumenti scientifici e dimostratori tecnologici per testare soluzioni direttamente sul terreno lunare. La seconda fase sarà dedicata alla realizzazione delle prime infrastrutture semi-abitabili e alla creazione di una logistica stabile tra Terra e Luna. Infine, nella terza fase, si passerà alla costruzione di vere e proprie basi permanenti, con sistemi avanzati di supporto alla vita. In questo contesto avrà un ruolo anche l’Agenzia Spaziale Italiana, chiamata a contribuire con moduli abitativi multifunzionali.

Parallelamente, lo sguardo si estende oltre la Luna. La Nsa ha annunciato lo sviluppo di Space Reactor-1 Freedom, un veicolo interplanetario a propulsione elettrica nucleare che dovrebbe essere lanciato entro il 2028 verso Marte. Il progetto, realizzato con il Dipartimento dell’Energia statunitense, punta a dimostrare una tecnologia considerata cruciale per l’esplorazione dello spazio profondo: maggiore efficienza nel trasporto di massa e capacità di operare anche dove l’energia solare non è sufficiente. Una volta arrivato sul Pianeta Rosso, il veicolo rilascerà droni elicottero simili a Ingenuity, ampliando le capacità di esplorazione già sperimentate con successo negli ultimi anni.

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