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Paolo Fresu suonerà dal vivo per “Alcesti” di Euripide al Teatro Greco di Siracusa: ecco il calendario delle rappresentazioni classiche
Le musiche di Paolo Fresu per l’”Alcesti” di Filippo Dini, “Antigone” per l’atto finale del trittico tebano di Robert Carsen e poi la visione dei “Persiani” di Àlex Ollè, fra i fondatori della Fura dels Baus, col debutto di Alessio Boni al Teatro Greco di Siracusa, e il ritorno dell’”Iliade” di Giuliano Peparini con Vinicio Marchioni e Giuseppe Sartori. È stata presentata a Roma la 61esima Stagione dell’Istituto nazionale del dramma antico (INDA) al Teatro Greco di Siracusa, dal 13 aprile al 28 giugno. Presenti il presidente della Fondazione INDA Francesco Italia, il consigliere delegato dell’INDA Marina Valensise e il sovrintendente dell’INDA Daniele Pitteri. Nella Sala Spadolini del Ministero della Cultura la conferenza si è aperta con una nota inviata dal ministro della Cultura, Alessandro Giuli. “Il meritato successo dell’Istituto Nazionale del Dramma Antico – sono le parole di Giuli – è il frutto di capacità progettuali e operative non comuni dimostrate in questi anni. Nel 2026 ci sarà un programma intenso e festeggeremo una stagione propizia dell’Inda. Più di un secolo di storia, un’attualità che conferma un successo crescente e una missione istituzionale più che mai consonante con gli intenti più sostanziali del Ministero che ho l’onore di rappresentare. All’Inda – aggiunge- spetta il compito di custodire, tramandare, e far rivivere un elemento essenziale della nostra tradizione, vale a dire del nostro avvenire”. Per la prima volta nella sua storia ultracentenaria, l’Inda presenta un’anteprima dell’”Iliade” riservata alle scuole con quattro repliche in scena dal 13 al 16 aprile. Lo spettacolo sarà interpretato dagli allievi e dagli ex allievi della scuola di teatro dell’Inda e dai performer e dagli allievi della Peparini Academy. Dopo il nuovo record di spettatori registrato nel 2025 con oltre 172mila presenze, la 61esima Stagione al Teatro Greco si aprirà l’8 maggio con “Alcesti” di Euripide, tradotto dal greco da Elena Fabbro messa in scena in coproduzione col Teatro Stabile del Veneto dal direttore dello stesso, Filippo Dini, che interpreterà anche il ruolo di Ferete. A firmare le musiche è Paolo Fresu che le eseguirà dal vivo per la prima dello spettacolo. A interpretare il ruolo della protagonista sarà Deniz Ozdogan. “Accostarsi ad Alcesti di Euripide fa paura, perché significa accostarsi ad una morte inaccettabile, forse la più inaccettabile di tutte: la morte di una vittima sacrificale – spiega il regista Dini -. Alcesti fa paura perché è la storia di una donna che, spinta soltanto dalla furia beata del suo amore per il marito, sceglie di morire al posto suo. E fa paura perché ritorna dall’Ade. Quattro secoli prima di Cristo, una donna straordinaria si sacrifica per amore e ritorna in vita dalla morte. Penso alla tragedia di Euripide e non posso non pensare, oggi, al percorso della donna nella storia, dall’inizio dei tempi sino ai nostri giorni, alla sua evoluzione, alle sue tragiche morti quotidiane, alla sua possibilità di tornare indietro dall’orrore e poter affrontare finalmente, l’oggetto del suo infinito amore”. “Alcesti” rimarrà in scena fino al 6 giugno. Lo spettacolo sarà poi allestito dal 3 al 5 luglio al Teatro Grande di Pompei, e il 17 e 18 settembre al Teatro Romano di Verona. Il 9 maggio debutterà “Antigone” di Sofocle. Dopo i grandi successi con “Edipo Re” e “Edipo a Colono”, Robert Carsen chiude il suo personale viaggio a Tebe. Antigone è interpretata da Camilla Semino Favro mentre Paolo Mazzarelli è Creonte, Mersila Sokoli è Ismene, Gabriele Rametta è Emone, Graziano Piazza è Tiresia, mentre Ilaria Genatiempo è Euridice. ‘Antigonè resterà in scena fino al 5 giugno. “Da quando Antigone è stata rappresentata per la prima volta ogni generazione legge in modo diverso il conflitto tra moralità e autorità statale, che è al centro dell’opera – spiega Robert Carsen – continuiamo a incontrare politici deboli e dittatoriali come Creonte, politici che cercano di governare attraverso la paura. Ossessionati da se stessi e dai propri interessi, timorosi di perdere il potere ma senza alcun progetto particolare per il bene degli altri, sono pronti a distruggere chiunque non sia d’accordo con loro. I greci, attraverso la loro filosofia e il loro teatro – aggiunge – ci insegnano ripetutamente che solo l’amore può spezzare il circolo vizioso dell’odio e dell’incomprensione. In un mondo in cui i leader hanno deciso che la forza è sinonimo di giustizia, questi valori diventano molto difficili da trovare e abbracciarli richiede sempre più convinzione e coraggio. Antigone ha sempre riguardato il presente, ora forse più che mai”. Il manifesto è firmato da Michelangelo Pistoletto, l’esponente dell’Arte Povera. “Questo lavoro, realizzato per l’INDA in vista della nuova stagione di rappresentazioni classiche al Teatro Greco e del nuovo numero di “Dioniso” la rivista di studi sul teatro antico pubblicata dall’INDA, – ha scritto il Maestro Pistoletto – traduce il mio sentimento dell’espressione teatrale nella persona che si espone al mondo collegando sé stessa con le storie che attraversano le vicende della vita traposte nella rappresentazione teatrale. Torno così al mio concetto di fondo, quello della mia persona che ho messo davanti allo specchio, dove lo specchio non solo riflette me stesso davanti a me, ma riflette anche il mio passato, perché nello specchio io vedo ciò che sta alle mie spalle nella realtà, e nella memoria che si tramuta nel presente riflesso davanti a me”. Dal 10 maggio nell’antico teatro di Akrai a Palazzolo Acreide si terrà il Festival internazionale del teatro classico dei giovani, arrivato alla XXX edizione, alla quale parteciperanno anche quest’anno circa 2000 studenti provenienti da oltre 102 licei italiani e internazionali tra i quali istituti da Grecia, Belgio, Francia e Lussemburgo. L'articolo Paolo Fresu suonerà dal vivo per “Alcesti” di Euripide al Teatro Greco di Siracusa: ecco il calendario delle rappresentazioni classiche proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Due detenuti morti nel carcere di Augusta, la denuncia del sindacato di polizia: “Ipotesi di overdose”
Due detenuti sono morti negli ultimi 15 giorni nel carcere di Augusta, in provincia di Siracusa. La causa, secondo le organizzazioni sindacali di polizia penitenziaria, che hanno reso nota la notizia, sarebbe overdose. Sebastiano Bongiovanni, dirigente provinciale Unione sindacati di polizia penitenziaria di Siracusa, e Aldo Di Giacomo, segretario del Sindacato polizia penitenziaria, denunciano le precarie condizioni di vita all’interno dei penitenziari. Bongiovanni ha dichiarato: “Il sistema penitenziario è allo sbando. Gli agenti, a causa della carenza di organico e del sovraffollamento, riescono con difficoltà a coprire i posti di servizio, con inevitabili ripercussioni sulla sicurezza”. La denuncia fa riferimento a una condizione strutturale, che riguarda non solo la casa circondariale di Augusta, ma più in generale molti penitenziari italiani, caratterizzati da numeri elevati di presenze rispetto alla capienza regolamentare e da organici ridotti. Sul caso è stata aperta un’inchiesta dalla Procura di Siracusa, che dovrà verificare le cause dei decessi e, nel caso di conferma dell’ipotesi di overdose, dovrà scoprire come sia potuta entrare la droga nel carcere. L'articolo Due detenuti morti nel carcere di Augusta, la denuncia del sindacato di polizia: “Ipotesi di overdose” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Si è avvicinata per una carezza ed è stata colpita con un calcio. È un atto di crudeltà, chiediamo giustizia”: la violenza subita dalla gatta Nerina indigna i social
A Siracusa una gatta di colonia è stata colpita con un violento calcio all’interno di un distributore automatico di cibo e bevande. Nerina, questo il nome dell’animale, ha riportato un grave trauma alla vescica. L’aggressione è avvenuta lo scorso 30 gennaio ed è stata ripresa dalle telecamere di sorveglianza del locale. Nelle immagini si vedono due ragazzi davanti al distributore, uno con un cappuccio nero e l’altro con un casco bianco. Il gatto si avvicina alla gamba del secondo che gli sferra un calcio, con l’animale che sbatte contro uno dei distributori automatici. Una reazione improvvisa e brutale che ha indignato gli utenti dei social network. Le immagini delle telecamere di sorveglianza sono state pubblicate su Instagram dalla Lav (Lega Anti Vivisezione) di Siracusa. La referente dell’associazione, Lucy Ellul, è stata contattata da un testimone e si è recata immediatamente sul posto per soccorrere il gattino. La Lav ha presentato una denuncia formale alla polizia, corredata dalle immagini delle telecamere di sicurezza già consegnate alle forze dell’ordine. L’ente animalista ha commentato su Instagram l’accaduto scrivendo: “Si è avvicinata per una carezza. È stata colpita con un calcio!”. E ancora: “Un gesto vile, gratuito, assurdo e violento che le ha provocato un grave trauma alla vescica. Un atto di crudeltà inaudito e un reato per il quale chiediamo giustizia“. Anche il Comune di Siracusa ha condannato il gesto. Daniela Vasques, assessora alla Tutela degli animali, ha chiesto di approfondire le indagini tramite l’analisi delle telecamere di un supermercato vicino al distributore, che potrebbero aver ripreso la targa del motorino utilizzato dal ragazzo indagato per violenza su animali. > Visualizza questo post su Instagram > > > > > Un post condiviso da LAV (@lav_italia) L'articolo “Si è avvicinata per una carezza ed è stata colpita con un calcio. È un atto di crudeltà, chiediamo giustizia”: la violenza subita dalla gatta Nerina indigna i social proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Scimpanzé in catene in una gabbia liberato dai carabinieri a Sicuracusa
Impaurito come può essere qualsiasi animale chiuso in una gabbia. Ma uno scimpanzé di circa tre anni e mezzo è stato liberato dai carabinieri del nucleo Cites di Catania e Cassibile (Siracusa), insieme ai veterinari dell’Asp. Il primate è stato sequestrato dopo essere stato trovato all’interno dell’abitazione di un cittadino maltese residente in Italia. L’animale era detenuto senza alcuna autorizzazione, nonostante appartenga a una specie considerata pericolosa per la pubblica incolumità e gravemente minacciata di estinzione. Secondo quanto accertato dai veterinari, lo scimpanzé viveva in condizioni del tutto inadatte: era infatti legato a una catena di circa due metri che lo costringeva a movimenti innaturali e gli aveva provocato una grave lesione all’inguine. Il proprietario ha dichiarato di averlo portato da Malta, dove sarebbe stato acquistato nel mercato clandestino. L’uomo è stato denunciato per maltrattamento di animali e detenzione illecita di specie protette. Nel corso della perquisizione è stato trovato anche un pappagallo Ecletto, anch’esso privo della documentazione prevista dalla normativa Cites, per la protezione di fauna e flora protetta. Il giovane scimpanzé è stato inizialmente trasferito all’ospedale veterinario dell’Università di Messina per le prime cure. Successivamente, con il supporto del reparto operativo del raggruppamento carabinieri Cites di Roma, è stato affidato al Bioparco della capitale, una struttura autorizzata ad accogliere specie di questo tipo. Qui un’équipe di etologi seguirà l’animale in un percorso di recupero, con l’obiettivo di reinserirlo in futuro in un gruppo sociale della stessa specie. L'articolo Scimpanzé in catene in una gabbia liberato dai carabinieri a Sicuracusa proviene da Il Fatto Quotidiano.
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