Uno spettacolo teatrale che fa discutere un intero quartiere, al punto da
chiamare le telecamere di un noto programma tv per documentare l’oscenità e
chiederne la sospensione. Questo l’effetto provocato da “Moana – Porno
Revolution”, monologo dissacrante ed esplosivo in cartellone al teatro Fontana
di Isola (Milano) in questi giorni prima delle feste di Natale.
In scena, una sola attrice – una potentissima Irene Serini – che si alterna ad
impersonare prima personaggi esterni e incuriositi dal mito di Moana: un uomo
ossessionato, una femminista insistente, la storia dei piccoli Anita e Carletto
alle prese con le prime scoperte in campo sessuale. Poi, progressivamente,
compaiono i personaggi interni alla storia: la migliore amica di Moana ai tempi
dell’adolescenza, gli uomini che l’hanno conosciuta, che le hanno scritto per
anni e quelli che le sono stati accanto, i vip che ha frequentato e gli
ammiratori che l’hanno sempre osannata. In ultimo, la triste storia della sua
morte: il rapporto con la madre adorata, il compagno e la questione
dell’eredità, e il fratello che dopo la scomparsa di Moana scoprirà invece di
esserne il figlio.
A intervallare le varie scene, gli audio con la vera voce di Moana, estrapolati
da alcune interviste e comparsate tv, e la proiezione sullo sfondo della
scenografia di alcune sue frasi iconiche.
Filo rosso di questa girandola di quadri che si susseguono senza sosta e
costruiscono una drammaturgia dinamica, la riflessione sulla centralità del
sesso nella vita di ognuno di noi e del rapporto che instauriamo col piacere,
col nostro corpo, con il senso di vergogna e di liberazione.
Alla fine dello spettacolo, oltre all’attrice protagonista, sale sul palco anche
la regista Marcela Serli, che racconta come la presenza dello spettacolo nel
teatro del quartiere abbia smosso le coscienze di alcuni degli abitanti più
cattolici e conservatori. Segno del fatto che, nonostante i 17 anni dalla prima
messinscena, questo monologo non ha perso la sua vena graffiante. E che
quell’Italia provinciale e ipocrita, in fondo, non è poi così cambiata.
L'articolo “Moana – Porno revolution”: al teatro Fontana di Milano un monologo
potente su sesso e libertà. Oltre l’ipocrisia di chi lo vuole censurare proviene
da Il Fatto Quotidiano.