Rocco Siffredi non ci sta e ha querelato per diffamazione 21 persone, fra cui
due autori della trasmissione tv “Le Iene”, per una serie di servizi televisivi
nei quali sono stati ipotizzati “abusi e violenze” da parte del pornoattore su
attrici dei filmini hard.
Come anticipato da La Repubblica e confermato da fonti inquirenti, la Procura di
Milano ha aperto un fascicolo con indagati sulla base della maxi querela
presentata dalla legale del 61enne di Ortona, l’avvocata Rossella Gallo, nei
confronti di 21 persone, di cui 18 note e 3 ancora ignote, in cui vengono
denunciate presunte condotte diffamatorie mandate in onda nel corso di uno
speciale giornalistico trasmesso nel 2025 dalla trasmissione Mediaset.
Sette puntate, di cui una intitolata “Rocco sotto accusa, abusi e violenze?”,
con all’interno testimonianze a volto scoperto e in incognito di ragazze che
avrebbero lavorato sul set con il celebro porno divo e che hanno raccontato di
essere state costrette ad accettare di girare alcune scene.
Siffredi con la sua legale ha depositato un hard disk contenenti dati,
documenti, liberatorie e il girato integrale dei video sotto accusa per
dimostrare che non ci sarebbe stata alcuna costrizione.
La difesa avrebbe prodotto anche interviste rilasciate dalle stesse attrici al
centro della vicenda con toni differenti dalle testimonianze affidate a “Le
Iene” e avrebbe accusato il programma di Italia 1 di aver tagliato un’intervista
andata in onda allo stesso Siffredi per far pensare agli spettatori che stesse
piangendo in relazione ai presunti abusi.
L'articolo Rocco Siffredi attacca con la maxi querela contro le attrici che lo
hanno accusato di violenze sul set: 21 persone coinvolte tra cui due autori de
“Le Iene” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Cristina D’Avena è al settimo cielo. Torna sul palco dell’Ariston, dopo dieci
anni, per cantare il 27 febbraio, la serata dedicata ai duetti e alle cover, con
Bambole di Pezza una delle sue hit storiche “Occhi di gatto”. “Quando è uscita
la lista dei cantanti e ho visto questa band di donne, ho pensato: forti. – ha
detto a La Repubblica – Poi sono stata contattata per cantare insieme a loro una
mia sigla, sono impazzita. Gruppo unito, donne potenti e complici: facciamo
Occhi di gatto. Parla di tre sorelle fighe, belle, che hanno fatto un patto, che
c’è di meglio?”.
Il segreto per non invecchiare? “Grazie alle sigle: si torna all’infanzia, ti
portano a sorridere, a pensare solo alle cose belle. Mai fatto niente, nemmeno
botulino, ho una paura. In me vince la voglia di ridere, sono una persona
allegra, positiva: la vita è un dono e non va sprecato. Questo aiuta a rimanere
giovane”.
La D’Avena è un feticcio non solo per gli amanti dei cartoni animati, ma anche
per molti uomini: “Ci gioco da morire con l’immagine sexy, ora ho preso qualche
chiletto perché sono super golosa. Sono sempre stata molto femminile, il seno è
naturale, è quello che mi ha dato mamma. È ovvio, un po’ ci gioco. Ma non oso
più di tanto”.
Di certo chi ha osato è stato Rocco Siffredi che una volta ha pubblicato un
selfie con la cantante con la didascalia sibillina “presto grandi novità”. Com’è
finita? “Che ridere, non sa i messaggi: “A quando un film porno?”, “Siete pazzi?
La cantante dei Puffi e Rocco”. Ci eravamo incontrati all’Ancona Comics&Games,
la foto scatenò grande curiosità. Rocco, tempo dopo, mi chiamò: “Non è che ne
possiamo parlare?”. La risposta è arrivata senza nemmeno pensarci: “E niente, ma
le pare possibile?”.
L'articolo “Rocco Siffredi mi ha chiamata: non è che ne possiamo parlare?
Sull’immagine sexy gioco da morire. Il seno è naturale. Mai fatto il botulino”:
così Cristina D’Avena proviene da Il Fatto Quotidiano.
Lucrezia Lando parla apertamente del desiderio di diventare madre e delle
difficoltà incontrate nel percorso per costruire una famiglia con il compagno
Lorenzo Tano, il figlio di Rocco Siffredi conosciuto a Ballando con le Stelle.
Lo fa in un’intervista al settimanale DiPiù, raccontando senza retorica un tema
che riguarda sempre più coppie: l’attesa di un figlio che non arriva e la scelta
consapevole di rivolgersi, se necessario, alla medicina. “È già un po’ che ci
proviamo, ci sono delle difficoltà e, se non dovesse arrivare in modo naturale,
siamo pronti ad affidarci alla scienza“, spiega la ballerina. “Per noi non è un
tabù parlarne. Oggi tante coppie scoprono tardi eventuali difficoltà, quindi
abbiamo deciso di sottoporci ad alcuni controlli”.
La relazione tra Lucrezia Lando e Lorenzo Tano è stata rapida e intensa, così
come la decisione di provare ad avere un bambino: “Abbiamo aspettato qualche
mese per conoscerci meglio… E ormai è da un anno e mezzo che stiamo cercando di
diventare genitori”, racconta. Alla base di questa scelta c’è anche la storia
familiare di entrambi: “Siamo cresciuti in famiglie molto unite, piene d’amore,
dove i figli sono arrivati quando i genitori erano ancora giovani. E così anche
io e Lorenzo abbiamo iniziato ad amarci in modo libero, lasciando spazio alla
possibilità di una gravidanza”. Un progetto condiviso anche dalle rispettive
famiglie: “I miei non vedono l’ora di diventare nonni, come quelli di Lorenzo”.
A consigliarli è stato anche il medico del padre di Lorenzo: “Proprio il medico
di suo padre, Rocco (Siffredi, ndr), ci ha detto: ‘Aspettate un anno. Vivetevi
tutto con calma e, se poi non succede, valuterete il da farsi'”.
Dopo l’attesa, sono arrivati i controlli: “Sei mesi fa abbiamo iniziato con le
analisi. All’inizio ho voluto controllarmi io… Non c’è nulla che interferisca
con la fertilità. Poi ha fatto le analisi anche Lorenzo. Visto che alcuni valori
non andavano, ci siamo rivolti a un medico chirurgo considerato tra i massimi
esperti mondiali di fertilità, il professor Fabrizio Cerusico, che lavora a
Roma”.
Il percorso non è stato semplice, ma chiarificatore: “Ci ha tranquillizzati,
Lorenzo si è anche sottoposto a un piccolo intervento per ulteriori
accertamenti. Insomma, i medici ci hanno spiegato che un bambino potrebbe
arrivare in modo naturale, anche se non è facile. Altrimenti dovremo pensare a
un altro modo…”. Quell'”altro modo” è la fecondazione assistita, che Lucrezia
descrive con lucidità: “La strada è quella della fecondazione assistita, ma è un
percorso complesso. Dovrei prima fare una terapia farmacologica a base di
ormoni, poi sottopormi a un intervento per il prelievo degli ovuli, che
verrebbero poi fecondati con il seme di Lorenzo e reimpiantati…”.
Prima di affrontare questo passaggio, però, per lei c’è una condizione personale
importante: “Le dico la verità: prima di incamminarmi in una strada così
complessa, vorrei comunque ufficializzare la nostra storia“. Tradotto:
sposarsi.vSu questo punto emergono sensibilità diverse nella coppia: “Lui fatica
a capire sino in fondo quanto significhi per me quel momento in cui un padre
accompagna la figlia all’altare. Eppure, anche i suoi genitori sono sposati da
oltre trent’anni…“. La riflessione finale è chiara: “Come io sono pronta ad
affrontare un percorso difficile pur di diventare mamma, lui dovrebbe venirmi
incontro, capire l’importanza che do al matrimonio”.
L'articolo “Da un po’ io e Lorenzo Tano stiamo provando ad avere un figlio ma
abbiamo delle difficoltà, potremmo affidarci alla fecondazione assistita”: parla
Lucrezia Lando proviene da Il Fatto Quotidiano.