A Wuhan, in Cina, una gru a portale è crollata improvvisamente sulla strada
colpendo alcune macchine. L’episodio è accaduto domenica 1 febbraio. La gru si
trovava nei pressi della carreggiata perché erano in corso alcune operazioni di
smantellamento alla stazione di Xinchun, lungo la linea 12 della metropolitana
cinese. Le immagini impressionanti sono state catturate da diverse dashcam delle
automobili che stavano transitando dov’è poi caduta la gru.
In uno dei video si vedono le auto in coda che lentamente procedono sulla strada
ristretta a una corsia, a causa dei lavori in corso. Il traffico scorre fino a
quando la gru cede e si abbatte sul cofano di una vettura nera. Da altre
immagini scattate dai passanti si può vedere un’automobile bianca sfondata dal
crollo dell’impalcatura. Le autorità locali hanno reso noto di aver aperto
un’indagine per chiarire le cause dell’incidente e accertare eventuali
responsabilità.
> Feb 1: the supporting legs of a gantry crane at a subway construction site in
> Wuhan toppled as they were being dismantled and crushed a car passing by (the
> white one), killing one person and injuring another.
>
> A very close shave for the people in the black car behind…
> pic.twitter.com/37wKjaQh7R
>
> — Byron Wan (@Byron_Wan) February 2, 2026
L'articolo La gru del cantiere cede e precipita addosso alle auto in transito:
le immagini riprese dalle dashcam delle macchine proviene da Il Fatto
Quotidiano.
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A Tokyo, in Giappone, manca sempre meno all’apertura del primo parco a tema
Pokémon permanente, il PokePark Kanto. L’inaugurazione è prevista per domani, 5
febbraio, e sono attesi in città centinaia di migliaia di appassionati
provenienti da ogni parte del mondo. Gli organizzatori hanno creato un evento
che prevede una full immersion nel mondo Pokémon. Il parco si compone di una
foresta da esplorare, statue e installazioni in scala reale, habitat
ricostruiti, piccoli dettagli nascosti nell’erba. Il PokePark Kanto occupa 26
mila metri quadrati e si divide principalmente in due aree: Pokémon Forest, dove
i turisti possono passeggiare al fianco di oltre 600 personaggi, e Sedge Town,
una piazza con un luna park a tema Pokémon.
Inoltre, è stata allestita un’area ristoro con cibo a forma di vari Pokémon e
un’arena dove si potrà assistere a battaglie dal vivo tra performers. Chi,
leggendo questo articolo, volesse acquistare un biglietto per lo smisurato parco
a tema resterà deluso: i tagliandi sono esauriti. I ticket sono stati venduti
tramite una lotteria. Il prezzo dei biglietti standard parte da circa 7900 yen
(circa 43 euro), mentre il pass prioritario arriva a costare fino a 76 euro.
> Take a look at PokéPark KANTO, the first permanent outdoor Pokémon facility
> located inside Yomiuriland in Tokyo, featuring an Eevee-themed carousel, a
> Pokémon Center, and much more! pic.twitter.com/uc58MuEKU7
>
> — IGN (@IGN) January 27, 2026
L'articolo Arriva PokePark Kanto, il primo parco divertimenti a tema Pokemon:
biglietti già sold out per i prossimi mesi, ecco dov’è, quali sono le attrazioni
e quanto costa proviene da Il Fatto Quotidiano.
3 milioni di file hanno la coda lunga e gli schizzi di fango firmati Jeffrey
Epstein non stanno risparmiando nessuno, neanche lo star system di Hollywood.
L’ultima ipotetica vittima del faccendiere, che amava trafficare relazioni ad
alto livello in cambio della compagnia di giovani arruolate in tutto il mondo,
sarebbe Leonardo DiCaprio, con una menzione scivolosa anche nella direzione di
Cate Blanchett.
Protagonista dell’ennesimo scambio di richieste e di favori sarebbe l’ormai ex
ambasciatore britannico a Washington, ora anche ex Lord, Peter Mandelson.
Nella email datata giugno 2009 e pubblicata dal Daily Mail, il pedofilo
originario di Brooklyn si sarebbe rivolto all’allora segretario per il business
del governo laburista di Gordon Brown in cerca di lavoro e di una
“sponsorizzazione per Leonardo DiCaprio”. “Puoi pensare a qualcuno in India
Cina, Giappone,, ecc, che potrebbe voler sostenere Leonardo DiCaprio,, Russia
ecc… automobili ecc,, lui sta cercando un lavoro per promuovere prodotti non
americani e guadagnare soldi”.
La star, contattata dal quotidiano, ha lasciato che a rispondere fosse un suo
rappresentante incaricato di negare ogni “chiamata” tra lui ed Epstein.
In una deposizione resa da una della accusatrici del faccendiere americano, la
donna avrebbe affermato che l’uomo amava vantarsi delle sue strette relazioni
con star del mondo del cinema come DiCaprio e la Blanchett, ma approfondendo le
domande, la donna avrebbe anche aggiunto che si sarebbe trattato solo di
“esagerazioni”.
“Io non li ho mai incontrati” avrebbe ricordato il Daily Mail riportando i
virgolettati della deposizione. “Quando parlo di loro, è perchè ne sentivo
parlare mentre massaggiavo Epstein e lui esordiva, lui era al telefono un sacco
di volte e una di queste disse: Oh, questo era Leonardo” oppure, “Questa era
Cate Blanchett, o Bruce Willis”, questo genere di cose”.
Peter Mandelson, a sua volta, lo scorso gennaio, aveva tentato di prendere le
distanze dall’accusa di aver preso parte alle “feste” e agli incontri offerti da
Epstein ai suoi ospiti, spiegando ai microfoni della Bbc che il suo “essere gay”
lo teneva “separato” dal lato sessuale e che per questo “non aveva cognizione di
cosa accadesse”.
Nel corso dell’intervista aveva anche aggiunto che, durante la sua permanenza
nell’isola privata e nelle case in Messico e New York di Epstein, le uniche
donne con le quali aveva avuto contatti erano “due domestiche di una certa età”.
Negli ultimi giorno però, sono circolate immagini che lo ritraggono a Parigi, a
casa di Epstein, in mutande mentre regge un iPad accanto ad una ragazza in
accappatoio che si sporge verso di lui per leggere.
Di più, interrogato sulla sua opinione corrente dell’ex amico, lo avrebbe
definito un “manipolatore, affascinante, molto intelligente, il classico
sociopatico”, arrivando anche ad aggiungere: “E’ come il letame che non si
stacca più dalle tue scarpe. Come gli escrementi del cane, l’odore non va più
via”.
Tra la politica e lo show biz, l’ormai ex ambasciatore, ex membro del partito
laburista (chiamato “il principe delle tenebre”) ed ex Lord, sta trascinando giù
con sé anche la stabilità del governo di Keir Starmer costretto a spiegare
perchè lo abbia scelto per l’incarico, poi revocato, quando tutti sapevano della
sue strette relazioni con Epstein.
Al di là della lettere di “raccomandazione” ricevuta per Leonardo DiCaprio, la
vera aggravante rappresentata dagli scambi tra Mandelson ed Epstein starebbe
nell’invio da parte dell’uomo di fiducia dell’allora primo ministro laburista
Gordon Brown, di informazioni riservatissime rispetto a decisioni economiche
molto delicate che il governo intendeva assumere per uscire dalle secche di una
grave crisi di Credit Crunch, come ad esempio la vendita di asset del governo;
informazioni che non sarebbero mai dovute uscire da Downing Street e che
avrebbero potuto avvantaggiare chi ne fosse stato messo a conoscenza per
speculazioni e attacchi alla stabilità finanziaria del Regno Unito.
> I feel so angry and frustrated. If you do too, read on..
>
> The Peter Mandelson/ Epstein Files scandal is of such magnitude that its full
> implications won’t be known for some time. However, what’s evident is that
> Mandelson story is not just one of deep personal failing, it also…
> pic.twitter.com/7ntAF0eSs8
>
> — Sangita Myska (@SangitaMyska) February 3, 2026
> Lord Mandelson resigns from Labour, over links with Jeffrey Epstein about a
> loan he can’t recall being given, and a photo he can’t recall being taken – it
> may be true, as we can’t really tell from the photo if his pants are on fire
> or not pic.twitter.com/nnYHB0gdQt
>
> — Have I Got News For You (@haveigotnews) February 2, 2026
L'articolo “Lui sta cercando un lavoro per promuovere prodotti non americani e
guadagnare soldi”: spunta il nome di Leonardo DiCaprio nelle mail di Epstein
proviene da Il Fatto Quotidiano.
Chiara Cainelli è stata una delle concorrenti dell’edizione 2024-2025 del
“Grande Fratello”. Si è classificata al terzo posto, mentre a vincere è stata
Jessica Morlacchi. Sul settimanale Chi, l’ex gieffina ha spiegato di essersi
sottoposta ad una operazione chirurgica per rimuovere il doppio mento, un
complesso che l’ha accompagnata per gran parte della sua vita.
“Molto spesso dopo quel programma televisivo mi hanno paragonato a un maiale, mi
hanno chiamata Peppa Pig – ha affermato per questo doppio mento e
inevitabilmente mi hanno portato proprio farci caso e quasi a odiarlo. E quindi
hanno riportato proprio la mia attenzione su quel punto lì e mi sono sentita
molto spesso a disagio, molto spesso giudicata”.
E ancora: “Per assurdo magari anche se incontravo una persona per strada pensavo
mi stesse guardando lì e ridesse di me, nel senso che mi ero fatta queste
fisse”.
Nell’aprile dello scorso anno aveva dichiarato: “Peppa Pig? Secondo me non ci
assomiglio, io credo di assomigliare più a uno scoiattolo o un coniglietto, no?
C’hanno questi dentini che sono un po’ più sporgenti e quindi io credo di
assomigliare più a un castoro o uno scogliattolino, più che a Peppa Pig,
sinceramente. Quindi, ragazzi, potete darmi di tutti gli animali che volete. Oh,
a me piacciono gli animali, quindi non è mai un’offesa per me. Se volete
impegnarvi, impegnatevi di più se volete offendermi. Che poi, raga, non è che
non mi feriscano eh, io sono sensibile, queste cose mi colpiscono. Però,
fortunatamente, con gli anni ho saputo filtrarle quindi posso ironizzare su
queste cose qua. Anche perché sono molto consapevole della persona che sono e
dei miei difetti, quindi so che sono molto paffutella e quindi se mi date la
Peppa Pig, oh, raga, che vi devo dire? Va bene!”.
Ma le cose stavano diversamente. Tanto che oggi Cainelli ha serenamente
affrontato una operazione chirurgica alla luce del sole. dopo che in passato era
ricorda alle fiale di filler per allungare il mento: “Ma non era una soluzione
definitiva, soprattutto di profilo”.
L'articolo “Mi chiamano ‘Peppa Pig’, mi sono sentita a disagio. Per questo ho
deciso di rimuovere chirurgicamente il doppio mento”: lo rivela l’ex gieffina
Chiara Cainelli proviene da Il Fatto Quotidiano.
Beckham vs Peltz, ovvero le famiglie di Brooklyn e quella di Nicola sono l’una
contro l’altra? Come ormai chi si interessa di gossip sa bene, il primogenito
dei Beckham, Brooklyn, ha affidato ai social una riflessione sul perché abbia
deciso di rompere con la sua famiglia: “Per tutta la mia vita, i miei genitori
hanno controllato le narrazioni sulla nostra famiglia nella stampa. I post
performativi sui social, gli eventi familiari e le relazioni inautentiche sono
stati una costante della vita in cui sono nato. Di recente ho visto con i miei
occhi fino a che punto sono disposti a spingersi pur di piazzare bugie nei
media, spesso a spese di persone innocenti, per preservare la loro facciata. Ma
io credo che la verità venga sempre a galla”.
E non è tutto, perché Brooklyn ha anche raccontato di come la mamma Victoria sia
riuscita a rovinare la sia festa di matrimonio con Nicola Peltz. A proposito di
Peltz, chi è Nelson, il papà di Nicola? Il suo patrimonio è valutato intorno ai
1,6 miliardi di dollari ed è il 432° uomo più ricco degli Stati Uniti. Il 78enne
possiede un vastissimo portafoglio immobiliare, è amico Rupert Murdoch, ha
sostenuto attivamente Trump salvo rinnegarlo dopo l’assalto a Capitol Hill. Non
è sempre stato milionario il signor Peltz, lo è diventato nel 1997, quando fondò
Trian, società di investimenti nel settore food & beverage che ha messo le mani
su marchi come Cadbury, Pepsi, Quaker Oats, Heinz e Schweppes. Nel 1985 ha
sposato la sua terza moglie, l’ex modella Claudia Heffner, madre di Nicola e di
altri otto dei suoi dieci figli.
E Nelson Pelzt, come fa sapere PageSix, durante un evento WSJ Invest a West Palm
Beach ha risposto una domanda sul ‘caso’: “Mia figlia e i Beckham rappresentano
tutta un’altra storia, e non è il caso di parlarne qui oggi. Ma vi dico che mia
figlia è fantastica, mio genero Brooklyn è fantastico e mi auguro abbiano un
lungo e felice matrimonio insieme”.
L'articolo Nelson Peltz, il papà di Nicola, colto di sorpresa con una domanda
sui Beckham risponde così: “Rappresentano tutta un’altra storia, ma vi dico che
mio genero è fantastico” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Non solo Fiorello, anche il suo pupillo Gabriele Vagnato (hanno lavorato assieme
a ‘Viva Radio2’) ha preso le sembianze di Fabrizio Corona. L’attore e conduttore
ha pubblicato sul suo canale YouTube una parodia dell’ex re dei paparazzi, al
centro delle note vicende e accuse del presunto sistema Signorini con un
contenzioso aperto anche con Mediaset.
Vagnato mostra anche un messaggio criptico mandato da Corona stesso che recita
“ho bisogno di un giorno per riflettere”. Si suppone riflettesse se dare o meno
il consenso per una telefonata che si evince ad inizio video in cui Vagnato nei
panni di Corona chiama “l’originale”. Cosa si saranno detti? Non lo sapremo mai,
anche perché Vagnato probabilmente avrà rispettato il “no” di Corona e quindi
non ha mostrato la chiamata in questione.
I principali colossi della Rete, come raramente accade, hanno bloccato i profili
di Fabrizio Corona e fatto tabula rasa dei video che ancora circolavano di
“Falsissimo”. Vagnato ad inizio clip fa vedere una intervista di tre mesi fa, in
cui l’ideatore di “Falsissimo” dichiara: “Della morte non me ne frega niente, se
mi chiudono il canale YouTube. Prendo questa (una mazza), vado da Google e
incomincio a distruggerlo“. Tutto previsto….
L'articolo “Ho bisogno di un giorno per riflettere”: Fabrizio Corona riappare
(ma non appare) per cantarle con Gabriele Vagnato con una tv nella bara – IL
VIDEO proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il clima è rovente, vola qualche parolaccia e pure una scarpa. Lo scontro in
diretta tv si conclude con una promessa, quella dell’occupante abusiva di nome
Samia: “Prometto di uscire”, il riferimento è all’abitazione di proprietà di
Ivano Michetti, storico chitarrista de “I Cugini di Campagna“. La donna, che
vive da oltre tre anni nell’immobile di proprietà del musicista a Torpignattara
a Roma, assicura in collegamento a “I Fatti Vostri” che lascerà la casa entro il
24 marzo.
Michetti aveva raccontato la sua disavventura nei mesi scorsi a “Fuori dal Coro”
di Mario Giordano, nel 2022 aveva deciso di affittare una casa a Kawa Abubakar,
un signore iracheno, al prezzo di 350 euro al mese. L’inquilino aveva lasciato a
una conoscente l’appartamento per tornare qualche giorno nel suo Paese, al suo
rientro dentro casa aveva trovato un’altra donna che a sua volta aveva cambiato
serratura. Samia, appunto, che non ha pagato affitto e bollette, ancora
nell’immobile nonostante la battaglia legale conclusa ad aprile 2024 con una
condanna nei confronti della donna.
La promessa di Samia nel programma del mezzogiorno di Rai2 non ha
tranquillizzato del tutto il cantante: “Lo ha detto davanti a tutta Italia? Lo
devo dire davanti a me altrimenti me la levo e gliela tira sta scarpa. Sono
contento di questa promessa, ma anche a gennaio aveva promesso di andarsene.
Vedremo”, ha detto Michetti intervistato da Anna Falchi. “Non possiamo andare
via, il giudice lo sa mi ha anno intimato di uscire il 24 marzo”, ha ammesso la
donna in collegamento, perché suo figlio di 22 anni sta scontando lì gli arresti
domiciliari fino al 17 marzo. Circostanza che ha portato il giudice a rinviare
lo sfratto. Per Michetti non si tratterebbe però del figlio della donna ma del
nuovo compagno. “Nella mia vita privata faccio come ca**o mi pare”, ha replicato
Samia suscitando la reazione del cantante che si è tolto la scarpa e l’ha
lanciata al centro dello studio.
“Mi dispiace che lui non dice la verità, mi dispiace che dice bugie perché qua
c’è una denuncia della polizia. Io ho contratto indeterminato, io vorrei
lasciare questa casa ma io sono una mamma da sola con un bambino (ora in
Tunisia, ndr) nessuno vuole affittarmi la casa. Ho sempre detto fin quando non
trovo una casa prenditi almeno l’affitto”, aveva attaccato Samia in precedenza.
Prima di arrivare alla promessa finale in pubblico e al lancio della scarpa. Ora
Michetti aspetta con prudenza il prossimo 24 marzo per riavere le chiavi della
sua abitazione.
L'articolo Il clima è rovente, vola qualche parolaccia e pure una scarpa:
scontro tra Ivano Michetti de I Cugini di Campagna e l’occupante abusiva della
sua casa. Cosa è successo a I Fatti Vostri proviene da Il Fatto Quotidiano.
A Gallarate non succede spesso di vedere una leggenda dell’hip hop fermarsi
sotto il municipio con la torcia olimpica in mano. E invece è successo. A
sorpresa, nella mattinata di oggi, Snoop Dogg è comparso in piazza Libertà come
tedoforo del viaggio della Fiamma Olimpica di Milano-Cortina 2026, trasformando
una tappa di provincia in un evento subito di tendenza sul web e sui social. A
raccontarlo sono i giornali locali e i cronisti inviati sul posto, che non
nascondono l’emozione e la sorpresa delle persone presenti sotto una pioggia
battente.
Nonostante le indiscrezioni circolassero da giorni, la conferma è arrivata solo
quando il rapper californiano è spuntato tra i tedofori ufficiali, con addosso
l’uniforme bianca e fucsia dei Giochi. Treccine lungo il collo, occhiali scuri,
ombrello in mano in attesa dell’accensione: pochi secondi e la fiamma ha preso
vita. A quel punto Snoop Dogg ha allargato le braccia, sorriso alla folla e
iniziato il suo percorso tra applausi, urla e centinaia di smartphone puntati su
di lui. Snoop Dogg non si è sottratto al bagno di folla: ha salutato, posato per
foto, improvvisato qualche passo del suo repertorio e condiviso il momento con
il pubblico prima di passare la torcia al tedoforo successivo. “Ha rubato la
scena, come era inevitabile”, scrivono i quotidiani del territorio,
sottolineando come l’attenzione fosse tutta per lui.
Secondo quanto riportato dalla stampa locale, piazza Libertà era gremita già
dalle prime ore del mattino: famiglie, studenti, curiosi e appassionati si sono
assiepati dietro le transenne per vedere da vicino quello che molti hanno
definito “il super ospite” della tappa gallaratese. Ad accompagnare il passaggio
della Fiamma, anche una nevicata scenografica artificiale che ha trasformato il
centro cittadino in un set olimpico invernale.
La presenza del rapper a Gallarate non ha in realtà sorpreso gli addetti ai
lavori, visto il suo rapporto ormai consolidato con il mondo olimpico: dopo il
successo come inviato speciale della NBC ai Giochi di Parigi 2024, dove i suoi
commenti ironici hanno contribuito ad aumentare gli ascolti negli Stati Uniti,
Snoop Dogg è stato confermato anche per Milano-Cortina. Il Comitato Olimpico
statunitense gli ha inoltre conferito il titolo simbolico di “Honorary Coach”
del Team USA, con il compito di motivare gli atleti e portare, come ha più volte
dichiarato, “buone vibrazioni”.
In occasione di una precedente tappa della staffetta, a Saint-Denis, Snoop Dogg
aveva spiegato il senso del suo ruolo con parole che tornano oggi anche a
Gallarate: “Siamo qui per la pace, l’amore e l’unità”. Calvin Cordozar Broadus
Jr., questo il suo vero nome, è uno dei rapper più celebri al mondo. Attivo
dagli anni Novanta, protagonista della diffusione del g-funk insieme a Dr. Dre,
ha venduto oltre 35 milioni di dischi e costruito una carriera che va ben oltre
la musica, tra cinema, televisione e progetti imprenditoriali.
Dopo la tappa di Gallarate, la Fiamma olimpica proseguirà il suo percorso nel
basso Varesotto e nell’Altomilanese, passando da Busto Arsizio, Castellanza,
Legnano e Saronno, prima di arrivare stasera a Monza e poi ripartire domani per
Milano. L’accensione ufficiale del braciere olimpico è infatti prevista venerdì
sera a San Siro, per la cerimonia inaugurale di Milano-Cortina 2026. Anche lì,
confermano le anticipazioni, Snoop Dogg sarà tra i protagonisti di uno show che
mescolerà sport, musica e spettacolo.
> Visualizza questo post su Instagram
>
>
>
>
> Un post condiviso da Milano Cortina 2026 (@milanocortina2026)
Credit video: Instagram ufficiale Milano-Cortina 2026
L'articolo Snoop Dog tedoforo a sorpresa: le immagini del rapper che sfila con
la Fiamma Olimpica di Milano-Cortina 2026 a Gallarate – VIDEO proviene da Il
Fatto Quotidiano.
Il 3 febbraio sono stati rimossi i profili social di Fabrizio Corona. Rimozione
non dovuta ad un provvedimento della magistratura penale: è stata un’azione
dell’ufficio legale di Mediaset a portare, come raramente accade, sia Google a
rimuovere tutti i contenuti del format Falsissimo di Fabrizio Corona da YouTube,
sia Meta a bloccare il profilo Instagram dell’ex re dei paparazzi. Rimosso anche
quello su TikTok. Un portavoce di Meta ha ha confermato che la cancellazione è
avvenuta per “violazioni multiple degli Standard della community“, ha chiarito
un portavoce di Meta.
E Ivano Chiesa, l’avvocato di Fabrizio Corona, ha commentato: “Hanno oscurato il
profilo Instagram di Fabrizio e hanno oscurato ‘Falsissimo‘ con una motivazione
estremamente succinta – come fanno questi grandi provider – e cioè ‘violazione
del copyright e contenuti diffamatori’. Sui contenuti diffamatori chi l’ha
stabilito? Ci son delle sentenze? No. Sulle modalità, sappiamo che operano così:
è una decisione che viene assunta senza chiedere niente all’altro, senza
ascoltare prima le sue giustificazioni, senza nessuna notifica. Quindi sia ben
chiaro: io non ho ricevuto nessun atto da parte dell’Autorità giudiziaria
italiana né da quella civile né da quella penale. È una iniziativa dei colossi
del web“.
E ancora: “Secondo me è una operazione di oscuramento degna da un Paese diverso
dall’Italia, che è un Paese democratico. Non siamo in Cina, non siamo in Russia.
Qualcuno mi ha scritto dicendo che siamo in Corea, è quello che penso anche io.
Il motivo è che Fabrizio è una voce libera e dissonante e come tale
evidentemente dà fastidio. Adesso faremo le attività giudiziarie necessarie (…)
se non siete d’accordo fate sentire la vostra voce, con tutti gli strumenti che
avete a disposizione. Pare che siamo ancora in uno Stato libero, quindi ognuno
può dire quello che vuole fino a quando non dovessero intervenire, anche in
questo caso, con un provvedimento d’urgenza”.
L'articolo “Hanno oscurato i profili social di Fabrizio Corona. Qualcuno mi ha
scritto che siamo in Corea, è quello che penso anch’io”: parla l’avvocato Ivano
Chiesa proviene da Il Fatto Quotidiano.
L’Agcom richiama l’attenzione dei siti porno. Come comunicato dall’agenzia,
l’80% delle piattaforme non è conforme alle regole che obbligano i siti a luci
rosse a verificare l’età degli utenti. L’Agcom ha pubblicato a ottobre 2025 una
lista di 40 siti porno. Di questi, solo 9 hanno implementato i sistemi di
verifica dell’età come previsto dalle disposizioni del Decreto Caivano. Tra le
piattaforme che si sono dotate della funzionalità ci sono OnlyFans e Chaturbate.
Fuori legge, invece, i siti come PornHub (il più visitato in Italia nel 2025),
RedTube e YouPorn. Le tre piattaforme “ribelli” fanno parte della stessa
azienda, Aylo. Il ricorso di quest’ultima al Tar del Lazio è stato accolto.
L’azienda aveva avanzato dubbi sulla soluzione di verifica dell’età, sostenendo
che il metodo non garantisce la privacy degli utenti e che non serve davvero a
proteggere i minori.
L’Agenzia per le garanzie nelle comunicazioni aveva stabilito – e ribadito con
una seconda nota – due date limite precise: il 31 ottobre 2025 e l’1 febbraio
2026. Ora, la palla passa all’Agcom. Da disposizione, l’ente può diffidare “i
soggetti inadempienti ad adeguarsi entro venti giorni”. Dunque, tutte le
piattaforme che ancora non sono a norma di legge avranno poco meno di 3
settimane per introdurre la verifica dell’età per l’accesso al proprio sito. In
caso di ulteriore mancato adeguamento alle disposizioni, l’Agenzia potrà
richiedere il blocco dei siti e multare le piattaforme con sanzioni fino a 25o
mila euro.
L'articolo Porn Hub fuori legge, Only Fans promosso: l’Agcom richiama i siti
porno per l’introduzione della verifica dell’età degli utenti. L’80% non è
ancora a norma proviene da Il Fatto Quotidiano.