Due anni e otto mesi per corruzione in atti giudiziari. È questa la condanna
emessa con il rito abbreviato dal gup di Catania, Luigi Barone, nei confronti di
Lucia Lotti, procuratrice di Gela tra il 2008 e il 2016 e poi procuratrice
aggiunta di Roma fino al 2024. A riportarlo è il Corriere della Sera, che spiega
come lo stesso giudice abbia rinviato a giudizio, col rito ordinario, Piero
Amara.
L’ex avvocato esterno dell’Eni è attualmente imputato a Brescia con l’accusa di
aver calunniato Lotti inserendola tra i presunti componenti della Loggia
Ungheria. Amara ha anche sostenuto di aver parlato nel 2007 con l’allora
senatore dell’Udc, Saverio Romano, per superare le resistenze del consigliere
laico del Csm, Ugo Bergamo (indicato proprio in quota Udc), alla nomina della
stessa Lotti al vertice della procura di Gela. In cambio, è l’accusa, la
magistrata aveva promesso un occhio di riguardo nella nomina dei consulenti non
ostili ad Eni per le indagini sulla raffineria di Gela.
Lotti ha rinunciato alla prescrizione, definendo le accuse di Amara come falsità
legate però a un fatto vero: la magistrata incontrò Romano, su consiglio
dell’avvocato Angelo Mangione, “per presentarmi” e far sapere “che esistevo e
c’era la mia domanda” al Csm. Insomma un incontro di autopromozione, al quale
Lotti trovò Amara. Nonostante tre richieste di archiviazione formulate tra il
2021 e il 2024, però, alla fine il gip ha chiesto l’imputazione coatta dell’ex
aggiunta di Roma, attualmente all’Antiterrorismo. E nonostate la richiesta di
assoluzione della procura guidata da Francesco Curcio, alla fine il gup ha
deciso di condannare Lotti in primo grado.
L'articolo “Aiuto da Amara nella nomina al Csm”: condannata in primo grado l’ex
aggiunta di Roma Lucia Lotti proviene da Il Fatto Quotidiano.