Lettere e foto dei prigionieri dei campi di concentramento vengono messe in
vendita su piattaforme come eBay. I parenti sono inorriditi e chiedono che ne
venga vietata la commercializzazione, ma le opzioni legali sono limitate.
Jens Christian Wagner, direttore della Fondazione Memoriali di Buchenwald e
Mittelbau-Dora, osserva da anni il commercio di fotografie scattate da SS e
soldati della Wehrmacht nei ghetti in Polonia per donarle ai loro superiori.
Esistono album creati per Heinrich Himmler e Adolf Hitler, un modo per vantarsi
delle azioni omicide, una sorta di trofeo.
Queste immagini sono messe in vendita principalmente da venditori commerciali.
Tom Fugmann, reporter della MDR, segnala, tra gli altri, “House of history”
(Casa della Storia), di Seevetal, in Bassa Sassonia. Un negozio di articoli
militari che oltre a foto, vende online anche medaglie, uniformi e armi
risalenti all’era nazista. Simboli in Germania incostituzionali come svastiche,
rune delle SS e libri antisemiti sono poi offerti ed esposti apertamente nel
punto vendita, denuncia Fugmann e la Procura di Lüneburg ha aperto un esame per
verificare eventuali reati.
La piattaforma eBay proibisce espressamente la vendita di oggetti appartenenti
alle vittime della Shoah e di fotografie risalenti all’epoca nazista che
ritraggono persone in situazioni degradanti; nondimeno l’offerta è copiosa.
Sulla piattaforma sono in vendita anche lettere e cartoline scritte dai campi di
concentramento nazisti come Dachau e quelli di sterminio come Buchenwald e
Auschwitz. Segni di vita che i prigionieri inviavano alle loro famiglie. Fugmann
segnala il caso di una cartolina del prigioniero polacco di Auschwitz Henryk
Wroblewsky alla famiglia, offerta da un commerciante americano per 250 dollari.
La nipote e la nuora che vivono a Radomsko non sanno spiegarsi come la lettera
sia finita in vendita. Katarzyna Wróblewska-Małek, intervistata dal MDR, ritiene
che tali documenti dovrebbero essere invece essere sempre restituiti ai
familiari o conservati in luoghi commemorativi. La nuora, Barbara Wróblewska,
considera apertamente che questo commercio sia una “vergogna”.
Il portavoce del Ministero della Cultura polacco, Piotr Jędrzejowski, ha ammesso
a MDR la scarsità di “strumenti legali” per impedire la compravendita di
memorabilia in rete. Per Wagner esiste chiaramente un mercato e persone “che,
qualunque sia la motivazione, ritengono opportuno acquistare qualcosa con il
timbro delle SS di Auschwitz per migliaia di euro o dollari”. Collezionisti di
storie private, amanti del macabro, ma anche spesso seguaci dell’ideologia
nazista; a fare propendere che questi ultimi non manchino, la frequenza
nell’etichettatura delle immagini, per attirarne l’attenzione, della parola
“ebreo” in tedesco od inglese.
C’è naturalmente una differenza tra chi acquista un volume sul ghetto di
Cracovia con riproduzioni delle foto di Roman Vishniac come documentazione di un
mondo che fu, ed il nostalgico del regime che paga migliaia di euro per avere un
pezzo originale col timbro postale del lager di Auschwitz; eBay nominalmente lo
riconosce, ma guadagna in entrambi i casi.
L'articolo Shoah, foto dei campi di sterminio nazisti e lettere di prigionieri:
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