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Carlo Messina (Intesa Sanpaolo): “Risparmio gestito in Italia da Generali è un po’ sopravvalutato. Non temiamo nuovi concorrenti”
“Noi siamo ben felici di far parte di una storia completamente diversa rispetto alla saga del risiko bancario del 2025. E la nostra espansione si concretizzerà fuori dai confini italiani”. Il numero uno di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, ha ribadito il concetto anche in sede di presentazione dei conti del 2025 e del nuovo piano industriale della prima banca italiana. “Ogni eventuale integrazione o fusione dei nostri concorrenti, che al momento non si sono ancora realizzate, non cambierà la solida leadership di Intesa Sanpaolo in Italia e possiamo attrarre sempre più private banker e consulenti finanziari”, ha aggiunto il banchiere a proposito delle attese del mercato su un riposizionamento di banche e assicurazioni, a partire da Unicredit e Generali. A esplicita domanda di un analista del gruppo Generali, poi, Messina, si è spinto un po’ più in là del solito: “Per Intesa Sanpaolo non c’è alcuna minaccia dal collegamento tra Mps e Generali”, ha detto chiarendo che a suo parere il potenziale del risparmio gestito dal leone di Trieste in Italia, per intenderci lo stesso per cui il governo Meloni lo scorso inverno ha fatto fuoco e fiamme, “oggi sia un po’ sopravvalutato”. Generali, chiarisce il banchiere a scanso di equivoci, “è chiaramente un best player in campo assicurativo, ma per quanto riguarda il risparmio gestito in Italia ritengo che le sue dimensioni non siano diverse da quelle di Bpm“. Dunque con Monte dei Paschi di Siena il Leone “potrà accelerare il collocamento di prodotti assicurativi, ma ancora una volta non dimentichiamoci che il primo player in Italia anche per quanto riguarda le riserve di Assicurazione vita è Intesa Sanpaolo, non Generali”, ha concluso auspicando “un approccio più rilassato tra i diversi attori coinvolti nella saga” del risiko del 2025. Intesa ha chiuso il 2025 con 9,3 miliardi di euro di utili netti, in crescita del 7,6% rispetto agli 8,7 miliardi del 2024. Il conto economico consolidato del 2025 del primo gruppo bancario italiano registra interessi netti per 14,796 miliardi, in diminuzione del 5,9% sul 2024. Le commissioni nette sono state di 9,98 miliarid, in crescita del 6,3% sul 2024. In dettaglio, si registra una diminuzione del 2,2% delle commissioni da attività bancaria commerciale e una crescita del 10% delle commissioni da attività di gestione, intermediazione e consulenza, nel cui ambito si registra un aumento del 34,5% per la componente relativa a intermediazione e collocamento di titoli, del 3,2% per la componente relativa al risparmio gestito (con commissioni di performance pari a 119 milioni nel 2025 e a 85 milioni nel 2024) e del 4,9% per quella relativa ai prodotti assicurativi. Il risultato dell’attività assicurativa in particolare ammonta a 1,815 miliardi (l’anno prima era stato di 1,734 miliardi) e i proventi operativi netti sono stati di 27,27 miliardi (+0,6%), mentre i costi operativi sono scesi dello 0,6% a 11,5 miliardi a seguito di una diminuzione del 2,3% per le spese del personale e di un aumento dell’1,6% per le spese amministrative e del 3,3% per gli ammortamenti. Conseguentemente, il risultato della gestione operativa ammonta a 15,77 miliardi (+1,5%). Il cost/income ratio nel 2025 è pari al 42,2%, rispetto al 42,7% del 2024, mentre le rettifiche di valore nette su crediti sono state di 1,745 miliardi contro gli 1,274 miliardi del 2024. “Per il 2026 ci attendiamo un risultato netto di circa dieci miliardi di euro. Questo grazie all’aumento dei ricavi principalmente trainato dalle commissioni e dall’attività assicurativa”, ha spiegato Messina agli analisti. “Intesa Sanpaolo intende creare circa 500 miliardi di euro di valore per tutti gli stakeholder, sostenendo l’economia reale nei prossimi quattro anni”, ha poi aggiunto. Il nuovo piano d’impresa 2026-2029 della banca punta a un utile netto superiore a 11,5 miliardi di euro nel 2029 e prevede una distribuzione complessiva di circa 50 miliardi di euro nel periodo 2025-2029. Per ciascun anno dal 2026 al 2029 il payout ratio sarà pari al 95%, di cui 75% sotto forma di dividendi cash e 20% tramite buyback, con eventuali ulteriori distribuzioni valutate anno per anno a partire dal 2027. Per famiglie e imprese è previsto nuovo credito a medio-lungo termine per circa 374 miliardi di euro, di cui 260 miliardi in Italia. Il gruppo prevede inoltre 28 miliardi di spese del personale, 17 miliardi di acquisti e investimenti verso i fornitori, 26 miliardi di imposte a favore del settore pubblico e circa un miliardo di euro per i bisogni sociali, mentre il sustainable lending rappresenterà il 30% del nuovo credito erogato. Al 2029 il numero di clienti è atteso in aumento di circa 2,5 milioni, a circa 24 milioni, grazie soprattutto a Isybank e alla Divisione International Banks. Gli impieghi alla clientela saliranno di 46 miliardi a 471 miliardi di euro, mentre il nuovo credito a medio-lungo termine nel periodo 2026-2029 raggiungerà 374 miliardi, in crescita del 26% rispetto al quadriennio precedente. Sul fronte del risparmio, Intesa prevede un incremento di circa 200 miliardi delle attività finanziarie della clientela, fino a 1.700 miliardi, un aumento del risparmio gestito di 101 miliardi a 663 miliardi e una forte crescita dell’assicurativo danni, con premi a 2,3 miliardi di euro nel 2029 da 1,6 miliardi. Nell’ambito della strategia di riduzione strutturale dei costi, il piano punta anche a un’accelerazione del ricambio generazionale “senza impatti sociali”. È prevista una riduzione di circa 6.100 persone del gruppo entro il 2029, che si aggiunge al taglio di circa 3.900 dipendenti nel 2025, con risparmi di costo pari a circa 570 milioni di euro a regime (2030). Il percorso prevede circa 12.400 uscite complessive, di cui 9.750 in Italia tramite uscite volontarie e turnover naturale, 2.650 uscite nette per turnover naturale nelle controllate internazionali e circa 6.300 assunzioni di giovani in Italia entro il 2030, di cui circa 2.300 come Global Advisor, in aggiunta alle circa 1.300 assunzioni già effettuate nel 2025, prevalentemente nella stessa figura professionale. “Nel nuovo piano d’impresa continueremo a confermare la nostra posizione ai vertici mondiali per impatto sociale. Prevediamo un contributo di 1 ulteriore miliardo di euro per contrastare la povertà e ridurre le disuguaglianze nel periodo 2026-2029″, ha poi aggiunto Messina che sottolinea “i solidi fondamentali dell’Italia” a supporto della “resilienza dell’economia: questo conferma la forza del Paese”. L'articolo Carlo Messina (Intesa Sanpaolo): “Risparmio gestito in Italia da Generali è un po’ sopravvalutato. Non temiamo nuovi concorrenti” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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