Nato nel 2016, lo Spid (Sistema pubblico di identità digitale) ha contribuito a
semplificare di molto i rapporti che intercorrono tra i cittadini e la pubblica
amministrazione: con uno strumento agevole, alla portata di tutti, sono stati
resi sicuri gli accessi agli sportelli telematici della PA.
Il servizio è sempre stato gratuito. Ma tra la fine del 2025 e il 2026 molti
provider hanno reso a pagamento i loro Spid, portando molti utenti a guardarsi
intorno per cercare soluzioni alternative e più economiche.
LO SPID HA CONTRIBUITO A DIFFONDERE L’IDENTITÀ DIGITALE
Il debutto ufficiale dello Spid è datato 2016. Promosso dall’Agenzia per
l’Italia Digitale è stato pensato per andare a sostituire le credenziali “fai da
te” con un’identità unica, che potesse essere utilizzata sui portali della
Pubblica amministrazione. Man mano che si diffondeva, lo strumento ha iniziato
ad essere impiegato anche in migliaia di servizi privati. Nell’arco di pochi
mesi Inps, PagoPa, Agenzia delle Entrate e molti altri enti centrali hanno
integrato lo Spid tra le proprie credenziali, rendendo palese quanto fosse
comodo il nuovo sistema per loggarsi ai loro siti.
Tra il 2020 e il 2022 la pandemia ha dato una spinta decisiva allo Spid: i vari
lockdown avevano reso necessario accedere ai servizi online delle scuole o dei
vari enti per ottenere certificati o bonus statali. Nel 2025 le identità attive
avevano superato quota 41 milioni.
PERCHÉ LO SPID È DIVENTATO A PAGAMENTO
A determinare il cambio di passo dei provider che gestiscono l’identità digitale
è stato il blocco dei fondi pubblici destinati al progetto. In questi anni i
costi di gestione infrastrutturale, uniti al fatto che la gratuità non era più
sostenuta dallo Stato, ha spinto molti gestori ad introdurre dei canoni (i costi
mediamente si aggirano intorno ai 6 euro all’anno).
QUALI ALTERNATIVE CI SONO: LA CIE
Allo Spid, fortunatamente, ci sono delle valide alternative. Una, tra l’altro, è
già nelle tasche della maggior parte degli italiani: la Carta d’Identità
Elettronica. Ma anche questo strumento non è gratuito: ha un costo di 16,79 euro
e può essere richiesta direttamente in Comune dove vengono acquisite anche le
impronte digitali. Il costo per la Cie, ad ogni modo, dovrebbe essere sostenuto
lo stesso per avere in tasca un documento d’identità aggiornato. Questo
strumento offre un livello di sicurezza più elevato rispetto allo Spid, perché è
in grado di sfruttare un chip crittografico e l’autenticazione a tre fattori.
Nel 2025 la Carta d’Identità Elettronica ha raggiunto quota 55 milioni, mentre
l’app CieID – indispensabile per i login dallo smartphone – viene costantemente
scaricata sui dispositivi degli utenti. Per la Carta d’Identità Elettronica i
tempi di attivazione sono indubbiamente molto più lenti rispetto a quelli dello
Spid, ma una volta che è configurata permette di accedere gratuitamente ed
illimitatamente agli stessi servizi della Pubblica amministrazione.
COME COLLEGARSI CON LA CIE
Per utilizzare la Carta d’Identità Elettronica per collegarsi ai servizi online
della Pubblica Amministrazione, il metodo più semplice è utilizzare lo
smartphone, che deve avere il sensore NFC (quello per i pagamenti contactless).
Prima di tutto è necessario scaricare l’app CieID dallo store di riferimento. Si
apre l’app e si registra la carta inserendo il Pin di 8 cifre (le prime 4
ricevute alla richiesta del documento, le altre 4 insieme alla carta). Quando si
accede ad un portale, si deve selezionare “Entra con Cie”, si apre l’App e si
appoggia la carta sul retro dello smartphone finché non viene letta. Se, invece,
si naviga da computer ma non si ha a disposizione un lettore dedicato si deve
optare per “Entra con Cie” sul sito della Pa. A questo punto è possibile
scansionare il QR Code che appare sullo schermo del computer usando la funzione
dedicata nell’app CieID sul telefono. L’ultimo passaggio è inserire il codice
Otp generato dall’app o usare l’impronta digitale/FaceID per confermare
l’identità.
LA CARTA NAZIONALE DEI SERVIZI
Altra valida soluzione per accedere ai servizi della Pubblica Amministrazione è
la Carta Nazionale dei Servizi (Cns): è una smart card o una chiavetta al cui
interno è contenuto un certificato digitale per l’autenticazione certa
dell’utente sui vari portali. La Tessera Sanitaria, che tutti i cittadini hanno
in tasca, è una Cns a tutti gli effetti. Per poter accedere ai vari servizi è
necessario essere in possesso dei codici Pin e Puk: nel caso in cui non
dovessero essere stati ricevuti è possibile richiederli presso gli sportelli
abilitati della Regione o presso l’Asl.
L’utilizzo, in questo caso, è leggermente più complicato rispetto alla Cie,
perché è necessario essere in possesso di un lettore smart card collegato al
computer e si devono installare dei driver specifici per il modello di carta
(sono scaricabili liberamente dal portale del Sistema Tessera Sanitaria – link:
https://sistemats1.sanita.finanze.it/portale/elenco-driver-cittadini-modalita-accesso
)
Per accedere è necessario collegare il lettore o inserire la chiavetta Usb al
computer. Sul sito della PA si sceglie la modalità “Entra con CNS”. Si seleziona
il certificato digitale dalla finestra che appare nel browser. A questo punto si
inserisce il proprio codice Pin quando richiesto per confermare l’identità.
L'articolo Spid a pagamento, ecco le alternative per chi non vuole pagare il
canone annuo proviene da Il Fatto Quotidiano.