
Caso Sangiuliano – Maria Rosaria Boccia a processo per stalking aggravato, lesioni, interferenze illecite nella vita privata
Il Fatto Quotidiano - Monday, February 9, 2026Il giudice per l’udienza preliminare di Roma ha rinviato a giudizio l’imprenditrice Maria Rosaria Boccia, accusata di stalking aggravato, lesioni, interferenze illecite nella vita privata ai danni dell’ex ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano. Contestati anche i reati di diffamazione e false dichiarazioni nel curriculum in relazione all’organizzazione di alcuni eventi. Il processo è stato fissato al prossimo 6 ottobre. Nel procedimento sono parti civili Sangiuliano, la moglie e l’ex capo di Gabinetto del dicastero, Francesco Gilioli.
Il terremoto costato la poltrona all’attuale corrispondente da Parigi per la Rai aveva portato Sangiuliano sotto indagine per le accuse di peculato e rivelazione del segreto d’ufficio. Filone questo poi archiviato. Nel capo di imputazione relativo allo stalking a carico dell’imprenditrice, quando erano state chiuse le indagini lo scorso luglio, i pm scrivevano che “con condotte reiterate ossessive e di penetrante controllo della vita privata, professionale e istituzionale rivolte verso Sangiuliano – con cui intratteneva una relazione affettiva extraconiugale e anche successivamente alla definitiva rottura dei rapporti – cagionava nello stesso un perdurante e grave stato di ansia e paura che si estrinsecava in un forte stress, un notevole dimagrimento, pensieri suicidi, modo tale da costringerlo ad alterare le proprie abitudini di vita, compromettendone la figura pubblica, inducendolo a rassegnare le dimissioni dalla carica istituzionale”.
“Non siamo assolutamente preoccupati e siamo convinti che non ci sia alcuna condotta illecita, alcun atto persecutorio” avevano detto gli avvocati Francesco Di Deco e Saverio Sapia, che difendono Boccia prima della decisione del giudice. “Noi dimostreremo che dai principi del giugno del 2024 era l’allora ministro a proporle in primis la nomina e successivamente già dalla settimana dopo si dichiarava follemente innamorato e quindi a meno che non sono cambiati i canoni dello stalking, a me non risulta che una persona che è sottoposta a stalking e dichiara di avere paura manda ogni giorno in maniera quasi asfissiante, azzarderei adolescenziale – ha detto uno dei difensori – messaggi con cuoricini. Quindi c’è una discrasia in tal senso. Stesso discorso per quanto riguarda le lesioni”.
Per quanto riguarda poi l’accusa di interferenze illecite “la condotta è stata totalmente diversa – sostiene la difesa di Boccia – è stata ammessa ad ascoltare una telefonata e quindi come presente, cioè il consenso non era rilevante: in quel caso era il querelante a permettere di ascoltare la telefonata in viva voce. Poteva benissimo in qualunque momento staccare e interrompere la comunicazione …. L’incriminazione è davvero fumosa e speriamo di poterlo dimostrare già in questa fase processuale senza dover andare in dibattimento”. Ma invece il processo ci sarà.
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