Stellantis in rosso, beffa per gli operai italiani: bonus solo in Africa, Sud America e Medio Oriente. E scatta lo sciopero Fiom

Il Fatto Quotidiano - Thursday, February 26, 2026

Hanno lavorato poco quanto niente per scelta dell’azienda, costretti a convivere con cassa integrazione e contratti di solidarietà, perdendo reddito. E ora, a causa del bilancio disastroso, non riceveranno neanche il premio di risultato che verrà invece erogato ai lavoratori degli stabilimenti sudamericani, nord-africani e medio-orientali, cioè tre aree in cui non sono mancati investimenti e volumi di produzione. C’è una nuova beffa per gli operai italiani di Stellantis, reduci da un anno orribile nel quale hanno prodotto appena 213.706 auto e 166mila veicoli commerciali. E dimostra, come denunciano i sindacati, che senza investimenti in Italia la situazione è destinata a deteriorarsi ulteriormente per i dipendenti.

Alla luce della maxi-perdita da 22 miliardi di euro nel bilancio 2025, zavorrato da 25 miliardi di oneri finanziari legati alla marcia indietro sull’elettrico, la società ha annunciato che non ci saranno né dividendi per gli azionisti né bonus per i lavoratori. Poco male per i primi che dal 2021 si sono spartiti oltre 54 miliardi di euro. Ma un problema di non poco conto per i dipendenti colpiti dal taglio per il mancato raggiungimento degli obiettivi. La norma non vale infatti per tutti. Si salvano gli assunti in Sud America, Nord Africa e Medio Oriente, tre aree che non hanno vissuto un anno nero sotto il profilo della produzione e delle vendite. A pagarne le spese sono gli assunti in tutte le altre aree del mondo, compresa l’Italia.

In sostanza, arriva un doppio colpo per chi ha già dovuto convivere con un taglio del salario legato a un anno di scarso lavoro. In Italia infatti, a settembre, era in cassa integrazione o con contratto di solidarietà oltre il 60% dei dipendenti a causa di un mercato che non premia i modelli prodotti nel nostro Paese. Ora il mancato raggiungimento di vari indicatori nel bilancio, preclude anche l’accesso al bonus legato ai risultati facendo perdere un’altra importante componente del salario annuale.

“A differenza dell’anno scorso l’azienda, nonostante l’esplicita richiesta, non erogherà nessuna forma di una tantum“, sottolinea ancora la Fiom-Cgil. Festeggiano, invece, i dipendenti sudamericani, nordafricani e medio-orientali: “Questo conferma che, laddove l’azienda decida di investire, come sta facendo in Nord Africa, anche i salari delle lavoratrici e dei lavoratori ne traggono beneficio”, rimarca la Fiom secondo la quale “è chiara la volontà” di Exor, azionista di riferimento di Stellantis, di “disimpegno delle attività industriali in Italia”.

Così la Fiom di Torino ha deciso di proclamare uno sciopero con uscita anticipata di 4 ore per la giornata di venerdì: “Basta con la scusa delle leggi europee, basta con le false parole su ‘Torino è central’, basta con l’incertezza sul futuro e sulle produzioni. Oggi è arrivato un altro schiaffo alle lavoratrici ai lavoratori del gruppo Stellantis, sia per chi ha sempre lavorato sia per chi ha fatto cassa integrazione, il premio di quest’anno sarà zero”. L’azienda denunciano in un volantino “sbaglia strategie e, mentre ai soci questo ‘errore’ ha portato altissimi dividendi negli anni, noi ne paghiamo il conto. La situazione produttiva degli stabilimenti italiani è una scelta dell’azienda e noi non ci stiamo. Noi non vi crediamo. Adesso basta”.

Fim, Uilm, Fismic, Uglm e Aqcfr hanno espresso “grande amarezza” per il mancato riconoscimento ai lavoratori della somma e “profonda preoccupazione per il futuro”. I sindacati che hanno firmato la nota unitaria chiedono a Stellantis di “puntare con decisione sui modelli ibridi e di allocarli in tutte le fabbriche italiane” e all’Unione Europea di “adottare i principi di neutralità tecnologica e di libertà di scelta dei consumatori, nonché di abolire immediatamente il famigerato sistema delle multe”.

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