“Quando finii in clinica Mike Tyson mi scrisse una lettera, aveva pianto per me. Una sua frase non dimenticherò mai”: parla Frank Bruno

Il Fatto Quotidiano - Tuesday, March 24, 2026

Un gancio sinistro che fece barcollare Mike Tyson. Era il 1989, quando Frank Bruno a Las Vegas per primo fece vacillare l’icona della boxe mondiale: “La gente mi chiede ancora perché non ho insistito. Ma lui colpiva più forte di tutti. Un animale“. La loro fu una delle grandi rivalità sul ring degli anni Novanta: la rivincita del 16 marzo 1996 sancì la fine della carriera di Bruno, che era campione dei pesi massimi WBC dopo la vittoria a Wembley nel 1995 contro Oliver McCall. L’ex pugile britannico, oggi 64enne, in un’intervista a La Gazzetta dello Sport ha raccontato alcuni dettagli del suo rapporto con Mike Tyson.

Il loro primo incontro avvenne “nel 1983, sui monti Catskill nello stato di New York”. Tyson “aveva 16 anni e si allenava con il leggendario Cus D’Amato. Facemmo una seduta di sparring per 3 round. Era già esplosivo, potentissimo. Ricordo che parlava piano, con grande educazione. Ma si capiva che sarebbe diventato pericolosissimo“. Sei anni dopo Bruno ne ebbe la conferma sul ring di Las Vegas: “Velocità e potenza. Non ho mai affrontato nessuno con mani così rapide. Ma dimostrai che anche Tyson era umano“.

Due match mondiali, il secondo con l’epilogo peggiore per Bruno: “Però Mike era diverso: più arrabbiato dopo il carcere. Sembrava una tigre uscita da una gabbia e liberata nella giungla. Mi spazzò via: rimasi sorpreso dalla ferocia con cui salì sul ring”. La fine dei combattimenti fu uno choc per il britannico: “Quando combatti davanti a 80mila persone ti sembra di vivere in un altro mondo. Poi, all’improvviso, si spengono le luci”. Bruno cadde in depressione: “Soffro di disturbo bipolare, sono finito in terapia per la cocaina“. Poi la rinascita, anche grande alla Frank Bruno Foundation per “aiutare chi soffre di depressione, ansia e stress. Bambini e adulti, senza distinzioni”.

Proprio quando era entrato nel tunnel, però, Bruno ha ritrovato il rapporto con Mike Tyson: “Quando finii in clinica mi scrisse una lettera. Disse che aveva pianto per me“. La loro rivalità nel tempo si è trasformata in amicizia, in sincera empatia: “Abbiamo parlato per un’ora di vita e famiglie. Di boxe solo 5 minuti. Una sua frase non dimenticherò mai: combattere è la parte facile. La parte difficile è costruirsi una vita fuori dal ring“.

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