Il referendum è stato vinto, nonostante i tentativi di broglio politico e mediatico

Il Fatto Quotidiano - Tuesday, March 24, 2026

Milioni di grazie, tra questi in prima linea il Fatto, a quanti hanno davvero speso ogni energia per la vittoria del No e per la tutela della Costituzione antifascista. Sarebbe, tuttavia, ingeneroso dimenticare il ruolo della presidente Meloni, del sottosegretario Mantovano, del ministro Nordio, della signora Bartolozzi, del sottosegretario Delmastro… solo per citarne solo alcuni.

La presidente del Consiglio ha deciso, come Renzi a suo tempo, di scendere in campo e di chiedere un voto sul governo. Ora dovrebbe seguire le orme di Renzi che, dopo la sconfitta, decise di salutare. Il ministro Nordio, con la fedelissima Bartolozzi, hanno evocato complotti, plotoni di esecuzioni, magistrati paramafiosi. Che Dio ce li conservi per le prossime elezioni politiche. Mantovano ci aveva spiegato che i cattolici avrebbero votato tutti Sì, non lo ha ascoltato neppure il cardinal Zuppi. Il presidente del Senato La Russa ci aveva spiegato che ci sarebbe stato un problema politico solo in caso di superamento della soglia del 50%, attendiamo sue nuove.

Tra gli sconfitti anche il Polo Rai-Set e alcuni dei più accreditati opinionisti che avevano rigorosamente previsto la vittoria del Sì. Chiederanno scusa? Cosa dirà Marina Berlusconi che, dopo aver esortato ad abbassare i toni, ha finto di non vedere le fucilate sparate dalle reti di famiglia? Cosa diranno da Telemeloni dopo aver scientemente delegittimato il servizio pubblico? Dopo Garlasco e le case nel bosco ci parleranno anche di Delmastro? Che dire della Autorità di garanzia delle comunicazioni che non è riuscita neppure ad imporre le misure di riequilibrio che aveva deciso?

Il referendum è stato vinto, nonostante i tentativi di broglio politico e mediatico. Le opposizioni, politiche e sociali, non si illudano, questi brogli saranno sempre più forti. Questo è il momento per alzare la voce, a cominciare da una iniziativa davanti alla sede della vigilanza, per porre fine all’ostruzionismo di maggioranza che ha scelto di imbavagliare la commissione di indirizzo, per impedire alla presidente – espressa dalle opposizioni – di svolgere il proprio ruolo.

Se non bastasse, sarà il caso di occupare l’aula, l’impegno per il ripristino della legalità e della Costituzione deve ripartire dal No agli abusi, ai bavagli, alle prepotenze.

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