Tra Italia e Irlanda del Nord è già una battaglia di nervi anche fuori dal
campo, tra dichiarazioni e provocazioni. Ma nell’altra semifinale playoff per
andare ai Mondiali del 2026 tra Usa, Canada e Messico, c’è già tensione anche
“in campo”. Parliamo di Galles e Bosnia, che si affronteranno il 26 marzo. Chi
vince, sfida la vincitrice di Italia–Irlanda del Nord. A pochi giorni dal match
tra le due nazionali, è scoppiata una polemica con protagonista il
centrocampista ex Roma Benjamin Tahirovic, una delle colonne della nazionale
bosniaca e dei danesi del Brondby.
Ma cosa c’entra il Brondby con il match? La squadra danese è allenata da Steve
Cooper, tecnico gallese. Tahirovic infatti nelle ultime quattro partite – che
sono anche quelle di avvicinamento ai playoff – ha giocato soltanto 13 minuti,
scatenando la rabbia del commissario tecnico bosniaco Sergej Barbarez, che si è
scagliato contro Cooper: “Tahirovic mi ha riferito cose al limite
dell’incredibile – ha spiegato Barbarez in conferenza -, che probabilmente sono
strettamente connesse con la nazionalità del suo allenatore di club. Anche
perché Cooper gli ha augurato buona fortuna per tutto, ma non per la nazionale”.
Il ct ha inoltre dichiarato che, secondo quanto raccontato dal calciatore, a
Tahirovic sarebbe stato promesso un ritorno tra i titolari dopo la pausa delle
nazionali. Una scelta quindi secondo il ct della Bosnia legata a fargli perdere
il ritmo partita in vista della sfida playoff, con la Bosnia che appunto sfiderà
il Galles.
Accuse di sabotaggio che hanno alzato numerose polemiche e hanno spinto lo
stesso Brondby a smentire in maniera seccata la questione attraverso le parole
del responsabile della comunicazione del club, Soren Hanghoj, che ha definito le
accuse “una grande speculazione”. Hanghoj ha spiegato che le motivazioni della
scelta sono state già chiarite pubblicamente e “sono di natura disciplinare e
non hanno alcun collegamento con le nazionali”. Secondo fonti bosniache, nelle
ore successive, lo stesso Tahirovic dal ritiro della sua nazionale avrebbe
contattato telefonicamente Steve Cooper per scusarsi, parlando di “false accuse”
e spiegando di essere stato mal interpretato dal ct Barbarez.
L'articolo Playoff Mondiali, scoppia il caso Tahirovic. Il ct della Bosnia
accusa il tecnico gallese del Brondby: “Cose al limite dell’incredibile”
proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Un pacco spedito dalla Bosnia-Erzegovina e diretto in Italia, etichettato come
“trofeo di caccia“, nascondeva al suo interno il cranio di un orso bruno privo
della documentazione necessaria per l’importazione. La scoperta è avvenuta nella
Cargo City dell’aeroporto di Malpensa, dove i finanzieri della Sezione operativa
Cites dello scalo varesino, insieme ai funzionari dell’Agenzia delle Dogane e
dei Monopoli, hanno intercettato e ispezionato la spedizione.
Il pacco di cartone era ben confezionato ed è stato aperto con un taglierino.
All’interno, oltre alla pelliccia appartenente alla specie “ursus arctos” e
regolarmente dichiarata, i controlli hanno portato alla luce l’oggetto di colore
bianco avvolto nel cellophane. Il cranio – riconducibile allo stesso tipo di
animale – non risultava indicato nella spedizione e non era accompagnato da
alcuna documentazione che ne autorizzasse la regolare importazione secondo le
norme “Cites”, ossia la Convenzione di Washington sul commercio internazionale
delle specie di fauna e flora selvatiche a rischio di estinzione.
Il teschio è stato quindi sequestrato dalle fiamme gialle per la successiva
confisca, come prevede la legge. Le autorità hanno poi proceduto
all’accertamento a alla contestazione dell’illecito, contestando la violazione
amministrativa nei confronti dell’importatore. Il traffico di flora e fauna non
rappresenta una novità per l’aeroporto. Negli anni, infatti, non sono mancati
sequestri significativi: nel 2021 era stata intercettata una pelliccia di
giaguaro pronta per volare in Cina e, in un altro caso, in un bagaglio erano
stati trovati anche uccellini di specie esotiche rarissime.
L'articolo Malpensa, dentro al pacco c’era il teschio di un orso bruno:
sequestrato dalla Guardia di Finanza proviene da Il Fatto Quotidiano.
L’indagine sui turisti-cecchini a Sarajevo aperta dalla procura di Milano, muove
i primi passi. Sarà un ex 007 dell’intelligence bosniaca, che ha già riferito di
aver avuto contatti all’epoca anche con il Sismi (ex servizio segreto militare),
uno dei testimoni principali che saranno ascoltati per riferire su cittadini
italiani che pagavano per andare ad uccidere nella Sarajevo assediata dai
serbo-bosniaci tra il ’92 e il ’96. L’attività istruttoria più rilevante, con i
verbali di persone informate sui fatti, inizierà nei prossimi giorni nelle
indagini condotte dal Ros dei carabinieri e coordinate dal pm Alessandro Gobbis.
La procura è in contatto, attraverso i canali di collaborazione, anche con la
Procura del Meccanismo Residuale per i Tribunali Penali Internazionali,
istituito nel 2010 per completare i lavori anche del Tribunale Penale
Internazionale per l’ex Jugoslavia. Gli inquirenti puntano pure a verificare
l’esistenza di documenti del Sismi che all’epoca avrebbe saputo di quei viaggi
dell’orrore e sarebbe intervenuto per bloccarli. E ciò secondo il racconto di
quell’ex agente segreto bosniaco, riportato nell’esposto dello scrittore Ezio
Gavazzeni, assistito dai legali Nicola Brigida e Guido Salvini.
L’ex 007 (il suo nome è nell’esposto) ha spiegato che l’ex servizio segreto
italiano avrebbe avuto informazioni proprio dai servizi bosniaci, a inizio ’94,
che i “tiratori turistici” partivano da Trieste. E avrebbe “interrotto” quegli
orribili “safari”. L’ex agente bosniaco ha sostenuto pure che ci potrebbero
essere carte conservate su interlocuzioni tra 007 bosniaci e italiani e con
tanto di “identificazioni” di quegli assassini. Già nelle denunce presentate
dall’ex sindaca di Sarajevo, Benjamina Karic (che ha dichiarato di essere
disposta a testimoniare), poi, venivano indicati almeno cinque nomi di persone
che parlarono della vicenda nel documentario ‘Sarajevo Safari’ di Miran Zupancic
del 2022.
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sui turisti-cecchini a Sarajevo proviene da Il Fatto Quotidiano.