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“Oggi il mondo è agghiacciante: si dicono menzogne quando si dice di volere la pace. Vedo violenza, la gente per strada non si saluta”: il maestro Muti amareggiato
C’è grande attesa per il Maestro Riccardo Muti al Regio di Torino sul podio di Orchestra e Coro del Teatro. La figlia Chiara firma la nuova produzione del capolavoro verdiano che andrà in scena martedì 24 febbraio. Nel nuovo allestimento nel ruolo del titolo Luca Micheletti, baritono e attore. Accanto a lui Lidia Fridman, soprano, che torna al Regio dopo “Un ballo in maschera” del 2024, Giovanni Sala (di ritorno dopo “Don Giovanni” del 2022) e Maharram Huseynov. Intanto fervono le prove del Maestro Muti con l’orchestra: “Mi sono stancato di litigare con i registi dopo gli anni salisburghesi, al Festival sul coro del trionfo dell’amore in Orfeo ed Euridice di Gluck – ha affermato a La Stampa – la scena mostrava coppie che amoreggiavano nei Campi Elisi. Ma lì è un omaggio al regnante, il riferimento è all’amore benevolo del sovrano verso il suo popolo. Però sono sempre stato aperto ai nuovi registi: fui io a dare la prima regia d’opera a Ronconi al Maggio Fiorentino e alla Scala diressi Macbeth con l’originale cubo ideato da Graham Vick. Io lascio libertà a Chiara, è moderna senza essere aggressiva, viene dalla scuola di Strehler e arriva a Verdi attraverso Shakespeare“. Il discorso poi si sposta sul tema dell’opera che parla del sangue versato per sete di dominio, della colpa che non si lava, del desiderio che si tramuta in condanna. “Tutta l’umanità è basata sull’oppressione e sulla lotta per il potere. – ha aggiunto il Maestro – Oggi il mondo è agghiacciante: si dicono menzogne quando si dice di volere la pace, perché non si arriva alla pace aumentando gli armamenti atomici. La spartizione del mondo fa paura. Io sono nato nel 1941 e quindi non ho praticamente ricordi della Seconda guerra mondiale, ma oggi vedo violenza, la gente per strada non si saluta, non sa che dire “buongiorno” sarebbe veramente augurare un “buon giorno”. Oggi l’uomo sta perdendo l’umanità, anche nella musica”. L'articolo “Oggi il mondo è agghiacciante: si dicono menzogne quando si dice di volere la pace. Vedo violenza, la gente per strada non si saluta”: il maestro Muti amareggiato proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“L’acuto di ‘Vincerò’? Vilipendio. Dieci tenori insieme che gridano. Torno in Vaticano per Papa Leone XIV, ma non sono un baciapile”: così Riccardo Muti
La notizia è “storica”, dopo la parentesi di Papa Francesco, la musica torna in Vaticano e a riaprire le “danze” il 12 dicembre sarà il maestro Riccardo Muti, su invito di Papa Leone XIV. “Il Papa conosce la straordinaria importanza della musica per il cristianesimo, e della Chiesa per la storia della musica”, ha detto il Maestro a Il Corriere della Sera. L’ultima volta che Muti ha diretto un’orchestra è stato al cospetto di Papa Benedetto XVI “grande amante della musica ed eccellente pianista e organista”. Invece con Papa Francesco le cose sono andate diversamente: “Certo, con il suo avvento non ci sono più stati concerti in Vaticano. L’ho incontrato una sola volta, quando venne in visita ufficiale allo Stato italiano. Il presidente Napolitano mi invitò. Gli dissi: ‘Santità, non dimentichi quanto la Chiesa nei secoli ha fatto per la musica’. E lui niente. Sorrise“. Il 12 dicembre Muti dirigerà i musicisti sulle note della “Messa per l’incoronazione di Carlo X di Luigi Cherubini: uno dei più grandi musicisti del suo tempo, ammirato e venerato da Beethoven e, come accade troppo spesso, quasi ignorato nel nostro Paese. Dirigerò l’orchestra di giovani che porta il suo nome, e che ho fondato vent’anni fa. Con il coro della Cattedrale di Siena”. Poi una piccola stoccata: “L’acuto del Vincerò? Non se ne può più. La nostra musica, nel nome del ‘popolare’, viene vilipesa. Dieci tenori messi insieme che gridano… Se l’opera è patrimonio dell’umanità, dovremmo rispettarla. Per questo ho fondato un’Accademia per giovani direttori d’orchestra, ora ospitata dalla Fondazione Prada, dove 600 persone al giorno per due settimane sono venute ad ascoltare le ‘lezioni’ in cui preparo giovani direttori allo studio dell’opera italiana”. L'articolo “L’acuto di ‘Vincerò’? Vilipendio. Dieci tenori insieme che gridano. Torno in Vaticano per Papa Leone XIV, ma non sono un baciapile”: così Riccardo Muti proviene da Il Fatto Quotidiano.
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