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“Il figlio adottivo di Raffaella Carrà? Era il suo bodyguard e lei si fidava di lui, poi è diventato l’assistente personale. Gli ha insegnato tutto, anche la riservatezza”: parla l’ufficio stampa Angelo Perrone
Continua a tenere banco la notizia del figlio adottivo segreto di Raffaella Carrà, l’ex collaboratore Gian Luca Pelloni Bulzoni. La Fondazione dedicata alla conduttrice ha confermato: “L’adozione era finalizzata per proseguire le attività dell’artista”. Caterina Balivo a “La volta buona”, oggi 17 marzo, ha invitato nel suo salotto Angelo Perrone, ex ufficio stampa storico dell’artista scomparsa il 5 luglio 2021. “Innanzitutto c’è da sapere che Gian Luca conosce Raffaella ben 25 anni fa. – ha affermato – Io ero presente perché era a Sanremo (era l’edizione del 2001, ndr). Gianluca lavorava per un’azienda di servizi di sicurezza e la RAI prende in appalto questi servizi di sicurezza per le varie persone che sono presenti al Festival. Gian Luca fu abbinato, diciamo così, a seguire personalmente Raffaella durante i giorni del Festival, quindi durante la preparazione, durante la serata. Quindi era il suo bodyguard”. E ancora: “Da lì lei si trovò molto bene, parliamo di un ragazzo che avrà avuto 35 anni all’epoca, lei amava comunque dare aiuto ai giovani. Vide che era una persona brava nel suo lavoro, si sentiva protetta e poi se l’è portato dietro sempre. Quindi finisce Sanremo, il rapporto di lavoro continua. Gian Luca con Sergio Iapino e Alessandro Locascio che era il manager di Raffaella sono state le persone in assoluto più vicine a Raffaella fino alla morte”. “Loro diciamo che erano un team che lavorava insieme, nel senso che uno spalleggiava l’altro, – ha continuato Perrone – Gian Luca era molto bravo nella logistica, nella sicurezza, nel mantenere i rapporti, Alessandro magari contattava di più le trasmissioni televisive, poi Raffaella aveva un suo avvocato per quanto riguarda i contratti, però il team creativo erano Sergio Iapino, Alessandro e Gian Luca”. Il rapporto professionale tra la guardia del corpo continua: “Si incontrano, continuano a lavorare insieme, in tutte le varie trasmissioni. E diventa anche il suo assistente personale, nel senso che la seguiva giorno e notte, anche negli spostamenti privati… Se lei andava a cena di rappresentanza, così, diventa una persona di fiducia. E Raffaella, chi la conosce bene, sa, non è che regalava la sua fiducia al primo venuto”. “Raffaella è stata per lui una maestra a livello di vita e professionale, – ha continuato Perrone – perché gli ha insegnato a lui vari meccanismi che magari lui non conosceva. Tipo la riservatezza. Nessuno ha mai detto nulla. Però non dimentichiamoci il modo in cui Raffaella ci ha lasciato e se n’è andata. Quello la dice lunga sul suo modus vivendi. E questa riservatezza lei l’aveva sempre. Guarda, io ti posso testimoniare che anche lì a Sanremo con Gian Luca ha fatto delle cose a livello benefico. E la prima cosa che lei si assicurava con me, che io facevo il suo ufficio stampa, in quell’occasione, è che io non divulgassi la notizia. Non voleva che queste cose venissero fuori, perché era così. E ha insegnato, oso dire, a Gian Luca quello che vuol dire la riservatezza nel mondo dello spettacolo, in un mondo a volte urlato, strillato”. L'articolo “Il figlio adottivo di Raffaella Carrà? Era il suo bodyguard e lei si fidava di lui, poi è diventato l’assistente personale. Gli ha insegnato tutto, anche la riservatezza”: parla l’ufficio stampa Angelo Perrone proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Giancarlo Magalli: “Il figlio segreto di Raffaella Carrà? Mai sentito nominare. L’adozione è la cosa che mi stupisce di più perché è un’impresa complicata e non è da lei”
Raffaella Carrà, secondo quanto riportato da Il Corriere della Sera e tre anni fa anche dalla giornalista Adriana Panieri nel libro “Raffaella Carrà. La ragazza perfetta”, aveva un figlio adottivo segreto. L’uomo in questione è l’ex collaboratore Gian Luca Pelloni Bulzoni, designato come unico erede. La Fondazione ha confermato la notizia: “L’adozione è finalizzata per proseguire le attività dell’artista”. L’amico e collega di sempre Giancarlo Magalli, intercettato da Il Messaggero, ha dichiarato: “Il figlio segreto di Raffaella? Mai sentito nominare. Ho saputo del fatto come tutti, leggendo. E il mio telefono per tutto il pomeriggio non ha smesso di squillare. Non lo so, mi pare molto strano. Non le ho davvero mai sentito fare il suo nome”. Il conduttore avanza anche qualche dubbio sul fatto che fosse un manager: “Se è così, non mi è stato mai presentato in questa veste. Di manager di Raffaella ne ho sempre e solo conosciuto uno, ovvero Angelo Perrone (figura storica legata al management e all’ufficio stampa di Carrà. Ha cominciato a collaborare con lei dall’età di 19 anni, ndr). Per tutti, al suo fianco, c’era solo lui. Raffaella l’ho sempre vista da sola o con Perrone. Anche quando l’ho incontrata al funerale di Gianni Boncompagni (nel 2017, ndr) lei era con lui. E non con questo Gian Luca”. “Questa cosa dell’adozione poi è la cosa che mi stupisce di più – ha affermato – Perché adottare un figlio è un’impresa. Complicata, burocratica, costosa. E non ce la vedo, Raffaella. Non era tipo da imbarcarsi in questo genere di faccende». Non potrebbe aver sentito il bisogno di avere un erede? «E perché per erede doveva scegliersi proprio un ex impresario? Poi per carità, se ci sono le carte che lo provano va bene così. Ipoteticamente può averlo adottato. È tutto possibile”. E infine: “Però si è sempre pensato che gli eredi fossero i figli di Renzo (Renzo Pelloni, morto a soli 56 anni, ndr), suo fratello. Raffaella gli voleva davvero molto bene, gli era affezionata. Tutti quanti noi che conosciamo Raffaella li abbiamo sempre considerati i suoi eredi legittimi. Si sono occupati loro anche della casa, quella di Roma. Una casa che proprio non si riesce a vendere a nessuno. Ma come ho già detto, sono quattro appartamenti tutti in fila… È come abitare su un Frecciarossa“. L'articolo Giancarlo Magalli: “Il figlio segreto di Raffaella Carrà? Mai sentito nominare. L’adozione è la cosa che mi stupisce di più perché è un’impresa complicata e non è da lei” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Raffaella Carrà aveva un figlio adottivo segreto: l’ex collaboratore Gian Luca Pelloni Bulzoni è l’unico erede
Colpo di scena durante una causa giudiziaria che ha visto al centro la società spagnola che ha prodotto il musical teatrale “Ballo ballo”. È emerso infatti dal carteggio, come riporta il Corriere della Sera Roma, che non solo Raffaella Carrà, morta nel 2021, aveva un figlio adottivo segreto, ma che è anche l’unico erede legittimo del patrimonio dell’artista tra diritti d’immagine e d’autore. Il nome emerso è quello dell’ex collaboratore Gian Luca Pelloni Bulzoni, nato nel 1964, che oggi dirige la Arcoiris edizioni musicali. Il nome è emerso perché proprio Bulzoni aveva chiesto alla società produttrice del musical contestato “l’inibitoria alla realizzazione, distribuzione, pubblicizzazione e rappresentazione, in qualsiasi forma e tramite qualunque mezzo, per l’assenza del suo consenso”. Il tutto è partito da una denuncia poi fatta arrivar al Tribunale di Roma da Bulzoni che in quanto erede è “il titolare dei diritti sull’immagine, sulla voce e sul nome, reale e d’arte, nonché dei dati, delle informazioni sulla sua vita personale e professionale perché altresì titolare del diritto morale e dei diritti di utilizzazione delle opere dell’ingegno dell’artista”. Il giudice Laura Centofanti non ha concesso l’inibitoria richiesta perché “ad oggi le 36 rappresentazioni teatrali del musical Ballo ballo, successive al film del 2020, si sono già svolte e non ne sono previste altre. Per eventuali risarcimenti l’erede della Carrà dovrà quindi casomai proseguire l’azione legale nel processo di merito”. Tra le contestazioni presente nel provvedimento giudiziario che è stato pubblicato nei giorni scorsi, si evince che c’è stata una promozione legata “alla vendita del biglietto per il teatro con un omaggio per l’acquirente costituito da patatine e Coca Cola, circostanza quest’ultima che avrebbe gravemente offeso la memoria di sua madre“. Raffaella Carrà aveva anche due nipoti, Matteo e Federica Pelloni, figli del fratello di Raffaella, Vincenzo, morto a 56 anni nel 2001. L'articolo Raffaella Carrà aveva un figlio adottivo segreto: l’ex collaboratore Gian Luca Pelloni Bulzoni è l’unico erede proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Raffaella Carrà si è presentata in tv dicendo: ‘sono qui a fare un lavoro che non so fare, spero di impararlo’. Quell’umiltà colpì tutti”: così Giancarlo Magalli
Giancarlo Magalli è uno degli ospiti del nuovo appuntamento di “Ciao Maschio” di Nunzia De Girolamo, in onda sabato 13 dicembre alle 17.05 su Rai 1. Magalli ripercorre la sua formazione, gli inizi della carriera e una vita professionale attraversata da collaborazioni decisive e da una franchezza che non ha mai rinnegato. “Avevo come compagni di scuola Mario Draghi, con cui sono rimasto amico e ogni tanto ci sentiamo, Luca Di Montezemolo, Gianni Di Gennaro, l’ex capo della Polizia. Una classe piuttosto particolare”, ha affermato. E ancora: “Ero io che facevo copiare loro. Tranne Draghi: lui era sempre il primo della classe, non abbiamo dubbi”. Magalli racconta poi la nascita di uno dei programmi più iconici della televisione italiana, nato quasi per caso: “Eravamo io, Gianni Boncompagni e altri amici. Avevamo scritto il programma per Gianni Morandi, che inizialmente aveva detto sì. Poi cambiò idea. Fu allora che Boncompagni disse: Guarda che Raffaella Carrà lo farebbe benissimo. Lei si presentò alla prima puntata dicendo: Io sono qui a fare un lavoro che non so se so fare, spero almeno di impararlo. Quell’umiltà colpì il pubblico. La diva che ammette una sua debolezza”. Il racconto si fa poi più netto e personale quando si parla di Pippo Franco, con cui Magalli ha condiviso una lunga stagione professionale: “Sono stato il suo autore per tredici anni. Negli anni Settanta tutto quello che faceva, cinema, radio, televisione, teatro, cabaret, era scritto da me. Di recente gli hanno fatto una lunga intervista sulla sua vita. Ha nominato tutti, tranne me. Forse si è dimenticato”. L'articolo “Raffaella Carrà si è presentata in tv dicendo: ‘sono qui a fare un lavoro che non so fare, spero di impararlo’. Quell’umiltà colpì tutti”: così Giancarlo Magalli proviene da Il Fatto Quotidiano.
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