Nella geografia italiana della lotta all’evasione fiscale, a volte le dimensioni
contano meno delle competenze. Lo dimostra Vàsia, minuscolo Comune
dell’entroterra imperiese con appena 350 abitanti e molto amato dai turisti
tedeschi, che nel 2024 ha incassato più del doppio di Roma grazie alle
segnalazioni di imposte non pagate. Un risultato che spicca se confrontato con
quello della Capitale, città da 2 milioni e 750mila residenti.
Secondo i dati diffusi dal Centro Studi Enti Locali, il Comune di Roma nel 2024
ha incassato 10.145 euro per il recupero di tasse evase emerse grazie alle
segnalazioni comunali. La normativa prevede che agli enti locali venga
riconosciuto il 50% delle somme definitivamente riscosse dal fisco. Nello stesso
periodo, Vàsia ha ottenuto 20.710 euro, più del doppio rispetto a Roma.
Alla base del cosiddetto “modello Vàsia” c’è una caratteristica particolare
dell’amministrazione locale. Il sindaco, Mauro Casale, 50 anni, eletto con una
lista civica, è anche dipendente dell’Agenzia delle Entrate. Una conoscenza
diretta dei meccanismi fiscali che si è rivelata decisiva. “I 20mila euro di
incasso vengono da una ditta che si era proposta al Comune per fare dei lavori –
spiega Casale –. Abbiamo scoperto che si avvaleva di un regime fiscale di
vantaggio che non le spettava. L’abbiamo segnalata alla Guardia di Finanza e ha
dovuto pagare”. Come riporta l’Ansa altri recuperi sono arrivati dal settore
immobiliare. “Ci sono persone – racconta il sindaco – che hanno comprato
terreni, ottenuto i permessi di costruzione e poi li hanno rivenduti a un prezzo
maggiorato, dimenticandosi di pagare le tasse sulle plusvalenze”.
Il caso di Vàsia resta però isolato in un quadro generale che segnala un
progressivo disimpegno dei Comuni nella collaborazione con il fisco. In sette
anni, gli incassi complessivi derivanti dalle segnalazioni comunali si sono più
che dimezzati, scendendo a 2,5 milioni di euro. Nei due anni precedenti la cifra
si attestava attorno ai 3 milioni, ben al di sotto dei 6,7 milioni del 2021 e
degli 11,4 milioni del 2018. Nel quinquennio 2020-2024 i Comuni hanno consentito
di recuperare complessivamente 30,4 milioni di euro, contro gli oltre 88 milioni
del periodo 2012-2016.
A incidere sull’andamento è stata anche la variazione della quota riconosciuta
agli enti locali: inizialmente fissata al 30%, poi salita al 33% e
successivamente al 50%, tra il 2012 e il 2021 era arrivata al 100%, per tornare
al 50% dal 2022. Proprio negli anni in cui la percentuale era totale si è
registrato il massimo utilizzo dello strumento, tanto che oggi si sta valutando
un nuovo ritorno al 100%. Attualmente i Comuni beneficiari sono 304, meno del 4%
dei circa 7.900 enti locali italiani. La distribuzione territoriale conferma un
netto squilibrio a favore del Nord. In testa c’è la Lombardia con 97 Comuni e
1.009.938 euro di riparto, pari a circa il 40% del totale nazionale. Seguono
Liguria con 442.290 euro e 15 Comuni, Emilia-Romagna con 362.471 euro e 66
Comuni, Toscana con 300.454 euro e 17 Comuni.
Nel Mezzogiorno e nelle Isole i numeri restano marginali: Campania 7.306 euro,
Puglia 1.495 euro, Sicilia 6.791 euro, Sardegna 8.396 euro. Un divario che
riguarda soprattutto la capacità amministrativa, l’organizzazione degli uffici e
la continuità delle attività di controllo. Guardando ai singoli enti, il primato
spetta a Genova, che grazie alle sue segnalazioni ha fatto recuperare al fisco
oltre 800mila euro e ne ha incassati 406mila. Seguono Milano con 376.490 euro,
Prato con 170.122 euro, Torino con 113.888 euro, Firenze con 105.628 euro,
Brescia con 62.011 euro, Bergamo con 55.094 euro, Bologna con 48.127 euro e
Cernusco sul Naviglio con 40.543 euro. “Questo dato certifica l’attenzione e
l’impegno con il quale la nostra amministrazione ha gestito il Comune di
Genova”, ha commentato il presidente della Regione Liguria Marco Bucci, sindaco
del capoluogo fino a dicembre 2024.
Restano infine i paradossi: Bari, decima città italiana per popolazione, non
compare tra i Comuni beneficiari del riparto. E il confronto tra Roma e
micro-realtà come Vàsia continua a raccontare un’Italia in cui, nella lotta
all’evasione, la dimensione non è tutto.
L'articolo Vàsia, il borgo che incassa più di Roma dalla lotta all’evasione. In
7 anni incassi dimezzati per i Comuni proviene da Il Fatto Quotidiano.