Dopo l’arrivo di Donald Trump alla Casa Bianca gli Usa hanno drasticamente
ridotto la pressione sul fronte dell’antiriciclaggio, del contrasto al
finanziamento del terrorismo e della violazione di sanzioni. Il Financial Times
ricostruisce che nel 2025 le multe si sono fermate a meno di 1,7 miliardi di
dollari, in calo del 61% rispetto ai 4,3 miliardi dell’anno precedente.
Il crollo, spiega il quotidiano finanziario, riflette una scelta politica: fin
dall’insediamento il tycoon ha chiesto alle autorità di vigilanza finanziaria un
approccio più “business-friendly“, spingendo verso l’archiviazione o il
rallentamento di numerosi procedimenti, inclusi quelli sul settore delle
criptovalute. Da gennaio l’autorità di vigilanza sui mercati (Sec) ha archiviato
numerose indagini su piattaforme crypto, molte delle quali avevano sostenuto
finanziariamente l’insediamento presidenziale. Paul Atkins, nominato da Trump
alla guida della Commissione, aveva del resto esplicitamente promesso maggiore
tolleranza e avvisi preventivi alle imprese prima di avviare azioni formali.
Il passo indietro non riguarda solo l’antiriciclaggio in senso stretto. Con un
ordine esecutivo di febbraio 2025, la Casa Bianca ha poi messo in pausa
l’applicazione del Foreign Corrupt Practices Act, la legge anticorruzione
internazionale che dal 1977 era il pilastro dell’azione statunitense contro le
tangenti a funzionari stranieri e aveva fatto degli Stati Uniti il punto di
riferimento mondiale nella lotta alla corruzione transnazionale, ispirando le
convenzioni Ocse e Onu e aprendo la strada a un enforcement coordinato anche in
Europa.
Il risultato è un palese arretramento di Washington come garante dell’integrità
del sistema finanziario globale. Mentre in Europa, Canada, Regno Unito, Svizzera
ed Emirati Arabi Uniti le sanzioni per reati finanziari sono aumentate, nota il
Ft sulla base di dati della società di software per la compliance finanziaria
Fenergo, il calo registrato negli Usa ha trascinato verso il basso il dato
complessivo mondiale: nel 2025 le multe globali sono diminuite del 19%,
scendendo a 3,7 miliardi di dollari.
Vero è, ricorda il quotidiano, che il dato Usa del 2024 è stato gonfiato da un
singolo caso, la maxi sanzione da 3 miliardi di dollari contro la banca canadese
TD Bank. Mentre nel 2025 la multa più elevata è stata quella da 511 milioni di
dollari pagata dalla banca svizzera Credit Suisse per aver aiutato clienti
americani a nascondere miliardi di dollari alle autorità fiscali. E che spesso
le multe arrivano diversi anni dopo l’apertura delle indagini iniziali, per cui
le cifre del 2025 potrebbero riflettere un trend iniziato prima del secondo
mandato di Trump. In ogni caso Daniel Stipano, ex alto funzionario dell’Office
of the Comptroller of the Currency, dice al Ft di vedere dietro la riduzione
“ragioni politiche”.
E Rory Doyle, responsabile della divisione reati finanziari di Fenergo, dopo
aver ipotizzato che anche lo shutdown di 43 giorni e i tagli ai dipendenti degli
enti di controllo possano aver avuto un peso, aggiunge che di sicuro il ritorno
di Trump alla Casa Bianca ha segnato una battuta d’arresto nelle misure di
contrasto nei confronti società di asset digitali. Il fatto che le criptovalute
siano la principale fonte di arricchimento del tycoon non è certo un dettaglio.
Trump
Quanto al contrasto alla corruzione internazionale, basti dire che il Foreign
Corrupt Practices Act dalla sua entrata in vigore ha portato il Dipartimento di
Giustizia a istruire quasi 500 casi e la Sec altri 276 accertando tangenti che
avrebbero propiziato affari per miliardi di dollari, mentre nel 2025 non
risultano nuovi casi aperti. E quelli già in corso sono stati sottoposti a una
revisione che rischia di svuotarli di contenuto.
Il messaggio è che pagamenti opachi e pratiche corruttive tornano a essere
giudicate un costo accettabile del fare affari all’estero, se allineate agli
interessi strategici statunitensi.
L'articolo Antiriciclaggio, con Trump l’America frena: multe giù del 60% e stop
ai provvedimenti contro le società cripto proviene da Il Fatto Quotidiano.