Se durante le vacanze natalizie la parola “darts” e il numero “180” urlato
fortissimo hanno invaso il vostro feed sui social significa solo una cosa: il
fenomeno Luke Littler è arrivato anche in Italia. Per qualche giorno, infatti,
l’attenzione mediatica si è spostata all’Alexandra Palace di Londra,
palcoscenico internazionale che ha ospitato i World Darts Championship. I
campionati di mondiali di freccette, per intenderci. E il merito è di un 18enne
che per la seconda volta consecutiva ha incassato un mega assegno da un milione
di sterline (poco più di un milione di euro) stracciando la concorrenza. Con
scioltezza e un pizzico di sfacciataggine. Il giovane Luke “The Nuke” – suo
soprannome – ha così trasformato uno sport di nicchia in uno show globale.
Rivoluzionando un gioco apparentemente noioso nel passatempo preferito di
milioni di persone. E non solo: Littler ci ha insegnato che – in un modo che
viaggia alla spasmodica ricerca della perfezione – per essere un fenomeno di
massa non serve fare qualcosa di sensazionale. Ma basta essere semplicemente sé
stessi. Ma chi è esattamente il game changer della disciplina nata nel XVII
secolo nei pub inglesi?
L’ASCESA DEL GIOVANE CAMPIONE
Figlio di un tassista e di una commessa di un negozio di candele profumate, Luke
si appassiona al mondo delle freccette quando ancora non sapeva parlare. E non è
una frase fatta. Perché come testimoniato da un video diventato poi virale,
centrare il bersaglio diventa il suo gioco preferito all’età di 18 mesi.
Immagine perfetta di quello che si può definire talento precoce. Convinto dal
padre a puntare sulle darts, piuttosto che al calcio, Littler vince il suo primo
titolo senior all’Irish Open nel 2021. A soli 14 anni. A 16 – con una media di
106,12 la più alta mai registrata per un esordiente – perde la finale dei World
Championship contro il connazionale inglese Luke Humphries. L’anno successivo si
ripresenta, si prende la sua rivincita e diventa la persona più giovane a
vincere un mondiale. E qualche giorno fa si è ripetuto, per la seconda volta
consecutiva e con un nuovo record: Littler è infatti diventato il quarto
giocatore della storia a laurearsi Campione del Mondo per almeno due anni di
fila dopo Phil Taylor, Adrian Lewis e Gary Anderson.
UNA ROUTINE PARTICOLARE E UNA PASSIONE SMISURATA…PER IL KEBAB
Il suo ristorante da asporto preferito “Hot Spot” nella zona di Warrington,
cittadina nella contea dello Cheshire in cui è cresciuto da quando ha 6 anni, ha
una piadina che porta il suo nome. Rimanendo in tema di cibo, Littler segue una
routine durante i Mondiali che rispetta fedelmente: “La mattina prendo la mia
frittata con prosciutto e formaggio, poi vengo qui, mangio una pizza e poi
preparo alla lavagna. È quello che faccio ogni giorno”. E per concludere la
giornata: “un kebab e Coca-Cola”. Uno dei più grandi negozi di kebab del Regno
Unito gli ha offerto “kebab a vita” in caso di vittoria del Mondiale. Ecco
spiegato il netto 7-1 contro l’olandese Gian Van Veen.
L’EFFETTO LUKE LITTLER
L’effetto Luke Littler è tutto quello che oggi definiremmo con il termine
“aura”. Un fascino innato che unisce stile e personalità. Emanare grandezza
nell’immaginario collettivo, ma soprattutto con i fatti. Perché il quasi 19enne
ha reso questo sport popolare e mainstream senza cadere nel ridicolo.
“Rappresenta quel cambiamento di cui a volte lo sport ha bisogno. C’è solo
bisogno che arrivi una grande figura e catturi davvero l’attenzione”, racconta
di lui un suo avversario. Da quando Littler gioca anche le freccette hanno
cambiato forma. C’è stato l’allargamento del tabellone per i Mondiali, i premi
raddoppiati, gli investimenti dei broadcaster e l’inserimento di un alcuni tra i
brand globali più importanti. Un’espansione che va di pari passo con la crescita
(e le vittorie) del baby prodigio. Insomma, con Littler le freccette hanno
raggiunto un livello di popolarità che non si era mai visto. Ne parlano tutti:
anche tra gli atleti più famosi del mondo. E pensare che c’è chi – come Declan
Rice e Aaron Ramsdale dell’Arsenal – ha dovuto implorare la security per
potergli chiedere una foto. In un mondo in cui apparire vale più di dimostrare,
Luke Littler ci insegna che è la semplicità a renderci speciali. D’altronde è un
adolescente come tanti. Dall’aspetto normale. Una tuta grigia e nulla di più.
Genuino nelle esultanze e con i fan. Il nuovo idolo della generazione social non
canta la trap e non si esibisce con balletti virali su TikTok. Ma gioca a
freccette.
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gioca a freccette proviene da Il Fatto Quotidiano.