Dalla Milano-Sanremo alla Parigi-Roubaix. Dalla voglia di record di Tadej
Pogacar alla presenza di Jonas Vingegaard al prossimo Giro d’Italia. E poi
ancora il Tour de France e il Mondiale in Canada. Prima di tutti questi
appuntamenti ci sono però le Strade Bianche, in programma sugli sterrati senesi
sabato 7 marzo. E proprio di quello che ci aspetta in questa stagione di
ciclismo abbiamo parlando con Riccardo Magrini, ex ciclista e voce di Eurosport.
Riccardo Magrini, la stagione è già cominciata, ma dalla Strade Bianche si
comincerà a fare sul serio. Che 2026 sarà?
Il ciclismo italiano mi sembra che sia migliorato. Abbiamo avuto diversi
segnali: Tiberi si è comportato bene all’UAE Tour, Milan è migliorato. Sono
piuttosto ottimista. Per il resto sarà una stagione entusiasmante, mi aspetto
tante sorprese anche da corridori che non godono, al momento, dell’aura di
Pogacar ma che potrebbero diventare stelle importanti, per esempio Del Toro.
Restiamo un momento sugli italiani, c’è un azzurro da cui ti attendi qualcosa?
Non ho detto Ganna, ma spero sempre nella Milano-Sanremo. Pelizzari invece credo
che sia la sorpresa dell’anno. È maturato, ha qualità e potrebbe fare un bel
Giro d’Italia. Vincerlo, non lo so. Poi magari una resurrezione di Bettiol nelle
corse che gli piacciono in Belgio. Il ciclismo italiano mi pare che stia
risalendo la china dopo anni bui.
E poi c’è anche Lorenzo Finn.
È un ragazzo di qualità. C’è da vederlo ancora bene, nella fase di maturazione,
nelle corse a tappe. È molto intelligente e le pressione la sa somatizzare. Mi
dà morale perché ha battagliato, soprattutto da juniores, al Giro della
Lunigiana con Seixas. Il francese sta confermando nel World Tour cose egregie;
c’è da aspettarsi anche un Finn, nel prossimo futuro, che ci dia delle
soddisfazioni.
Passando al Giro d’Italia, ci sarà anche Jonas Vingegaard. E il danese può
conquistare la Tripla Corona.
Vingegaard è un corridore fortissimo. L’unico che combatte alla pari con Pogacar
nelle grandi corse a tappe. È alla ricerca di questa Tripla Corona e ci potrebbe
anche riuscire, però il Giro d’Italia è una corsa molto particolare. Ci sono un
sacco di trabocchetti sul percorso. Non sarà facile per Vingegaard vincere, gli
avversari ci sono. C’è Almeida, c’è Carapaz. Mi aspetto un Giro d’Italia molto
combattuto. L’unico problema è che purtroppo arriva in un punto della stagione
per cui anche gli organizzatori hanno dovuto limitare le grandi montagne. C’è
ancora neve dappertutto.
L’organizzazione, appunto. Qualche mese fa Pogacar dichiarò che “se invertissero
il Giro e la Vuelta sarebbe molto meglio”.
Il Giro d’Italia secondo me non dove essere cambiato come calendarizzazione. Io
sarei per un obbligo, per i grandi campioni, di partecipare ai due grandi giri a
tappe, che per me sono il Giro e il Tour. Il problema della Corsa Rosa è la
partecipazione e con questo calendario è difficile. La soluzione proposta da
Pogacar potrebbe anche essere valida, però credo che sia molto complicato.
Pogacar che quest’anno ha soprattutto due grandi obiettivi: Milano-Sanremo e
Parigi-Roubaix.
La Sanremo è diventato un po’ una maledizione per lui. Vorrebbe vincere tutte le
Classiche e potrebbe essere l’anno in cui vince tutto. L’anno scorso ha corso
per la prima volta la Roubaix ed è arrivato secondo dietro Van Der Poel, con una
caduta. Ha la possibilità di vincerle tutte e due, però non è facile. Alla
Milano-Sanremo, un anno fa, ha provato ad andare via sulla Cipressa ma non è
stato supportato a pieno dalla squadra. Io mi auguro che vinca Ganna, dico la
verità.
E la Roubaix?
Se non succede niente, forse è più facile. Lì se vai forte non ci sono
alternative. Alla Sanremo può trovare sempre un intoppo degli avversari.
Quest’anno lo sloveno può arrivare anche al quinto Tour de France e al terzo
mondiale di fila.
Potrebbe vincere quattro mondiali. Sia Montreal sia l’altro (in Francia nel
2027, ndr) penso siano percorsi adatti a lui. Pogacar ha fatto un programma
particolare quest’anno. Si incentrerà molto sulle corse di un giorno. Lo
aspettiamo tutti. Intanto vediamo se riesce a vincere subito la Strade Bianche.
Evenepoel con la nuova squadra può impensierirlo?
È partito molto bene. Quando però si è trovato a combattere con la concorrenza,
allo UAE Tour, ci ha rimbalzato. Il fatto di avere una squadra a disposizione
come la Red Bull Bora potrebbe dargli uno stimolo in più. Lui ha dichiarato di
essere in grado di controbattere a Pogacar e Vingegaard. Io la vedo un po’
difficile.
Magrini, dica un nome per questo 2026.
Vorrei dire Paul Seixas. Mi ha impressionato per come va forte. Io però spero
veramente in Pellizzari, che possa fare il colpo e vincere il Giro d’Italia.
L'articolo Magrini: “Pogacar vuole vincere tutte le Classiche, ha fatto un
programma particolare. Pellizzari sarà la sorpresa dell’anno” proviene da Il
Fatto Quotidiano.
Tag - Giro d'Italia
Jonas Vingegaard parteciperà per la prima volta in carriera al Giro d’Italia. Il
campione danese, due volte vincitore del Tour de France, dopo una stagione
chiusa con il secondo posto alla Grande Boucle dietro a Tadej Pogacar e la
vittoria della Vuelta, ha scelto nel 2026 di puntare anche sulla Corsa Rosa, che
comincerà l’8 maggio (partenza dalla Bulgaria) e si chiuderà il 31 maggio a
Roma. Vingegaard diventa automaticamente il favorito per la vittoria finale: la
sua presenza nobilita un Giro che nelle ultime stagioni sta soffrendo la carenza
di campioni, di solito tutti concentrati sul Tour e poi semmai pronti a
ripiegare sulla Vuelta. Due anni fa era stato Pogacar a venire e dominare in
Italia, vincendo poi anche il Tour. Ora Vingegaard vuole provare a emularlo.
L’annuncio da parte del danese e del suo team, la Visma–Lease a Bike, è arrivato
durante il ritiro della squadra in Spagna. “È un po’ che penso di correre il
Giro. È una delle corse più importanti in calendario ed è una di quelle che non
ho mai corso – ha dichiarato Vingegaard -. Ho davvero voglia di provarla e ora
ho le sensazioni giuste per farlo. Vincere la Vuelta lo scorso autunno mi ha
dato ancora più fame e motivazioni per vincere in Italia. Voglio aggiungere la
maglia rosa alla mia collezione”.
E visto l’esordio al Giro d’Italia, dovrà affrontare una preparazione diversa:
“Negli ultimi cinque anni la mia preparazione per il Tour è stata praticamente
sempre identica, stavolta faremo qualcosa di nuovo. Gli organizzatori hanno
disegnato un percorso fantastico, forse non così duro come nel recente passato,
ma diciamo che sembra un misto tra le tradizionali caratteristiche del Tour e
quelle del Giro. La mia testa ora è alla corsa italiana, poi penserò al Tour.
Sono i miei obiettivi principali e ho grandi motivazioni”, ha spiegato il
ciclista danese.
E se dovesse trionfare anche al Giro d’Italia, Vingegaard completerebbe la
tripla corona – almeno un trionfo al Giro, uno al Tour e uno alla Vuelta – prima
di Pogacar, che non ha mai vinto la Vuelta. Solo sette corridori nella storia
hanno trionfato in tutti e tre i grandi giri: Anquetil, Merckx, Gimondi,
Hinault, Contador, Nibali e Froome. Vingegaard correrà anche il Tour de France,
dove ci sarà anche Pogacar.
L'articolo Vingegaard per la prima volta al Giro d’Italia: “Voglio aggiungere la
maglia rosa alla mia collezione” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Simon Yates si ritira dal ciclismo a 33 anni: solo qualche mese fa – a maggio
2025 – ha trionfato al Giro d’Italia. Un annuncio a sorpresa quello del ciclista
britannico, che sui propri social ha dato l’addio ufficiale al ciclismo. “Ho
deciso di ritirarmi dal ciclismo professionistico. Per molti questa notizia
potrebbe essere una sorpresa, ma non è una decisione che ho preso a cuor
leggero. Ci ho pensato a lungo e ora mi sembra il momento giusto per lasciare
questo sport“. Si apre così il messaggio del campione britannico, che oltre ad
aver trionfato al Giro d’Italia, quest’anno ha anche vinto una tappa al Tour de
France.
Professionista dal 2014 al 2026, Yates ha ottenuto diversi successi in carriera,
tra cui il titolo mondiale della corsa a punti, vinto nel 2013, su pista. Su
strada ha invece trionfato alla Vuelta di Spagna nel 2018, il Giro d’Italia nel
2025, oltre a tre tappe al Tour de France, sei al Giro d’Italia e due alla
Vuelta. Nel 2017 è stato anche il miglior giovane al Tour de France 2017.
“Il ciclismo fa parte della mia vita da sempre. Dalle gare nel velodromo di
Manchester alle competizioni e alle vittorie sui palcoscenici più importanti,
fino a rappresentare il mio Paese ai Giochi Olimpici, ha plasmato ogni capitolo
della mia vita. Sono profondamente orgoglioso di ciò che sono riuscito a
ottenere e altrettanto grato per le lezioni che ne ho tratto”, prosegue la
lettera diffusa sui propri canali social e su quelli del Team Visma | Lease a
Bike.
“Anche se le vittorie rimarranno sempre impresse, i giorni più difficili e le
battute d’arresto sono stati altrettanto importanti. Mi hanno insegnato
resilienza e pazienza e hanno reso i successi ancora più significativi”, spiega
Yates, che ha poi concluso con i ringraziamenti: “A tutti coloro che mi hanno
sostenuto lungo il percorso, dallo staff ai miei compagni di squadra, la vostra
incrollabile fiducia e lealtà mi hanno permesso di realizzare i miei sogni. Ogni
volta che ho dubitato di me stesso, voi non l’avete mai fatto. Grazie”.
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ritira a sorpresa. I motivi della sua decisione in una lettera proviene da Il
Fatto Quotidiano.