Si aprirà una lunga e complessa battaglia legale dopo il devastante incendio di
Capodanno a Crans-Montana che ha provocato 40 morti e oltre 100 feriti, molti
dei quali giovanissimi. L’avvocato ginevrino Romain Jordan, che rappresenta
oltre venti famiglie delle vittime — sia di chi ha perso la vita sia di chi è
rimasto gravemente ferito — ha annunciato l’intenzione di avviare una richiesta
di risarcimento danni nei confronti dello Stato, con un’azione di responsabilità
civile che coinvolgerebbe direttamente il Comune di Crans-Montana. “Abbiamo già
iniziato a lavorare su una domanda di risarcimento — ha spiegato Jordan alla
televisione svizzera SRF —. Presenteremo una causa civile e quantificheremo i
danni nel momento opportuno”. Secondo il legale, una parte consistente dei costi
generati dal disastro potrebbe ricadere proprio sull’ente comunale, qualora
venissero accertate responsabilità legate alla sicurezza.
Il 6 gennaio, all’indomani della conferenza stampa dell’amministrazione
comunale, l’avvocato ha ulteriormente irrigidito la propria posizione. “La
quantità sconcertante di mancanze e lacune nei controlli pone con maggiore
urgenza la questione della messa sotto inchiesta del Comune”, ha dichiarato
Jordan, come riportato dalla testata svizzera Rts. Pur riconoscendo lo sforzo di
trasparenza dell’amministrazione, i suoi assistiti — ha riferito — hanno appreso
“con costernazione” le informazioni diffuse dal sindaco Nicolas Féraud (nella
foto).
Il legale ha inoltre respinto “con forza e senza indugio” il tentativo del
Comune di presentarsi come parte civile nell’inchiesta. “Che il Comune cerchi di
presentarsi come vittima equivale a privare le vere vittime di questa tragedia
del loro status, il che è inaccettabile in queste drammatiche circostanze” aveva
spiegato Jordan all’Ansa. Le prime stime sui danni parlano di cifre enormi.
Secondo l’avvocato Martin Hablützel, specializzato in risarcimenti per lesioni
personali, il conto complessivo potrebbe raggiungere “diverse centinaia di
milioni di franchi svizzeri”. Una valutazione che tiene conto non solo delle
cure immediate, ma anche dei lunghi percorsi di riabilitazione che attendono
molti feriti, alcuni dei quali con danni permanenti.
Nel calcolo rientrano anche le spese per assistenza continuativa oltre ai
risarcimenti per il dolore e la sofferenza. “Va considerato anche — sottolinea
Hablützel — l’impatto sulla vita futura dei giovani che, a causa delle ferite
riportate, potrebbero non riuscire a entrare nel mondo del lavoro”. A rafforzare
la posizione delle famiglie contribuiscono le ammissioni emerse nei giorni
scorsi: il consiglio comunale di Crans-Montana ha riconosciuto che l’ispezione
antincendio annuale obbligatoria del bar “Le Constellation” non veniva
effettuata dal 2019. Un elemento che, secondo diversi giuristi, potrebbe
configurare una violazione degli obblighi di vigilanza. “Le norme antincendio
sono obblighi fondamentali delle autorità pubbliche per garantire un adeguato
livello di sicurezza — spiega Felix Uhlmann, professore di diritto
costituzionale e amministrativo —. Se tali norme sono state disattese, diventa
molto più facile accertare una responsabilità civile dello Stato”.
In una prima fase, i costi per i feriti e per le famiglie delle vittime sono
sostenuti dalle assicurazioni sanitarie e contro gli infortuni. Ma, come
spiegano gli esperti, le compagnie cercheranno successivamente di rivalersi sui
presunti responsabili. “Le assicurazioni possono chiedere il risarcimento ai
responsabili o alla collettività, che a loro volta potranno rivalersi sul
Comune”, chiarisce Hablützel. Resta infine il nodo delle finanze pubbliche. Le
polizze assicurative comunali potrebbero non essere sufficienti a coprire
l’insieme dei risarcimenti. Alla fine del 2024 Crans-Montana disponeva di un
capitale proprio di circa 160 milioni di franchi svizzeri, risorse che
potrebbero essere intaccate per far fronte alle richieste di indennizzo.
“Se il Comune dovesse essere ritenuto responsabile e chiamato a risarcire danni
che altri non possono coprire — avverte Uhlmann — l’impatto sui conti sarebbe
pesante e, in ultima analisi, ricadrebbe sui contribuenti”. Al momento,
tuttavia, la Procura del Vallese non ha ancora esteso formalmente l’inchiesta
penale al Comune. Ma mentre le indagini proseguono sul fronte giudiziario,
quello civile è ormai avviato: per le famiglie delle vittime, la richiesta di
giustizia entra in una fase decisiva.
L'articolo “Troppe lacune nei controlli”, pronta la causa contro il Comune di
Crans-Montana. L’avvocato: “Inaccettabile che vogliano presentarsi come vittime”
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