È necessario pagare il canone Rai per il semplice fatto che si è proprietari di
un televisore o di una radio (o di un qualsiasi altro apparecchio in grado di
ricevere il segnale) e si fruisce del servizio pubblico. Per il 2026 l’importo
da versare sarà nuovamente pari a di 90 euro: in più occasioni era emersa la
volontà delle forze politiche di ridurre l’obolo di 20 euro, facendo pagare solo
70 euro, come era già successo due anni fa, ma alla fine è stato confermato il
prezzo pieno.
Anche quest’anno il canone Rai viene addebitato automaticamente sulla bolletta
dell’elettricità della casa di residenza, ma chi è in possesso di determinati
requisiti può chiedere di essere esentato dal pagamento.
CANONE RAI 2026, QUALI SONO I CASI DI ESONERO
Il canone deve essere versato da tutte le persone che hanno in casa un
televisore o un apparecchio in grado di ricevere un segnale televisivo. Per il
pagamento della tassa poco importa se l’apparecchio viene utilizzato o meno: è
obbligatorio pagare solo perché lo si possiede. Il canone, in altre parole, è
un’imposta sulla detenzione, non sull’utilizzo. Ma è dovuto una sola volta in
relazione a tutti gli apparecchi detenuti dai componenti della stessa famiglia
anagrafica (a patto che i familiari abbiano la residenza nella stessa
abitazione), indipendentemente dal numero di abitazioni in cui sono presenti i
televisori.
Quando in casa non ci sono degli apparecchi in grado di ricevere il segnale
televisivo, il canone Rai non deve essere versato. Ad essere esonerati dal
pagamento della tassa sono anche gli anziani con più di 75 anni con un reddito
inferiore a 8.000 euro. Il limite di reddito deve essere calcolato tenendo conto
sia delle somme percepite dal richiedente che dall’eventuale coniuge. Per poter
fruire dell’esenzione è necessario che il richiedente abbia compiuto 75 anni
entro il 31 gennaio di quest’anno. Nel caso in cui li dovesse compiere dopo, ma
entro il 31 luglio 2026, potrà chiedere l’esonero per il secondo semestre
dell’anno.
Possono risparmiare la tassa anche i militari delle Forze Armate, ma a questa
regola fanno eccezione quelli che abitano in un appartamento privato all’interno
di una struttura militare. Esonerati dal pagamento sono anche i militari di
cittadinanza stranieri che appartengono alle Forze Nato, gli agenti diplomatici
e consolari. L’esenzione si applica anche ai rivenditori e ai negozi nei quali
vengono riparati i televisori.
COME CHIEDERE L’ESENZIONE
Passaggio indispensabile perché il canone Rai non venga addebitato in bolletta è
comunicare all’Agenzia delle Entrate il proprio diritto all’esenzione. Per
beneficiarne per tutto l’anno è necessario presentare la richiesta entro il 31
gennaio 2026. Quanti dovessero saltare questa scadenza hanno la possibilità di
evitare di pagarlo, ma solo per la seconda parte dell’anno.
La domanda di esonero deve essere presentata direttamente dal titolare della
bolletta dell’elettricità. L’Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione una
serie di modelli da utilizzare per compilare l’istanza, che variano a seconda
dei motivi per i quali si ha diritto all’esonero (SCARICA QUI IL MODULO).
Il modulo deve essere compilato in ogni sua parte e potrà essere inoltrato
direttamente all’Agenzia delle Entrate online, attraverso l’area riservata (alla
quale è possibile accedere utilizzando le proprie credenziali digitali). In
alternativa è possibile inviare una Pec all’indirizzo
cp22.canonetv@postacertificata.rai.it. La richiesta può essere spedita anche per
raccomandata all’Agenzia delle Entrate – Direzione Provinciale I di Torino –
Ufficio Canone TV – Casella postale 22 – 10121 Torino.
COSA SUCCEDE SE SI ATTIVA UNA NUOVA UTENZA
Quanti dovessero attivare una nuova utenza elettrica nel corso dell’anno hanno
la possibilità di chiedere l’esonero dal pagamento del canone Rai anche dopo il
31 gennaio 2026. In questo caso è necessario trasmettere la richiesta entro la
fine del mese successivo rispetto a quello in cui è stata attivata la nuova
fornitura. Facendo così si eviterà che la tassa venga addebitata sulla bolletta.
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