Romina Power, ospite dell’ultima puntata di “Supernova” il podcast di Alessandro
Cattelan, si è raccontata tra pubblico e privato, presentando il suo nuovo libro
“Pensieri profondamente semplici. L’abbecedario della mia vita”. “Sono nata a
Los Angeles, poi quando i miei hanno divorziato mi hanno mandata da mia nonna in
Messico, – ha ricordato la cantante – insieme a mia sorella ci hanno mandate in
un collegio di suore. Mi hanno chiamata Romina perché i miei si sono sposati a
Santa Francesca Romana, a Roma, nella chiesa. L’hanno cambiato in Romina,
l’hanno inventato loro. A me piaceva essere l’unica, adesso non lo sono più (…)
Dopo un paio d’anni mia madre si è risposata e ci hanno spostato nel collegio a
Roma, quindi a 8/9 anni sono approdata a Milano”.
“Sono tornata a Roma per una vacanza e sono stata risucchiata dal cinema, – ha
ricordato – ho iniziato a lavorare a 13 anni con Tognazzi. Mi ha trovato un
talent scout una sera che ero andata a ballare. Mi hanno offerto un contratto
per il film, e da lì un film dopo l’altro”.
Romina racconta la scomparsa di sua figlia Ylenia, il momento più difficile
della sua vita: “Nella vicenda più spiacevole, la scomparsa di un figlio, è
stata la spiritualità ad aiutarmi. In quel momento preciso è stato recitare il
rosario. Lo facevo tutti i giorni, mi dava calma interiore. Poi è stato il
buddismo a darmi la serenità. È stato grazie al buddismo che nel 2013 sono
tornata a cantare con Al Bano, altrimenti io lui non lo volevo né vedere né
sentire”.
“Non mi ha mai convinto nulla. Siamo anche tornati a New Orleans ma nulla,
nemmeno la polizia mi ha convinto.- ha continuato – Sentivo che davamo fastidio.
Lei era sempre intrigata da quella città. Quel giorno stava andando in Florida
da mia zia, poi non è stata bene e ha ripiegato su New Orleans. La cosa che mi
fa specie è che l’albergo in cui si trovava è stato raso al suolo dopo qualche
anno. È stato tutto strano. Tutte le persone a cui mi sono rivolta mi dicono
tutt’ora che è viva e di non perdere la speranza”.
Infine l’artista ha ricordato i percorsi artistici con l’ex marito Al Bano. “Io
non ci pensavo. So solo che rianalizzando i miei scritti, il periodo in cui
avevo gli incubi era quando avevamo il massimo successo. Non mi sentivo appagata
perché la musica che faccio con Al Bano non è il mio genere, non è la musica che
ascolto. Lo facevo perché faceva piacere agli altri. Ad esempio Felicità io non
la volevo neanche incidere, la trovavo una canzone banale. Il ballo del qua qua
era partita dall’Olanda e poi dall’Europa. Mi è stato proposto di cantarla,
avendo due figli piccoli ho accettato come scherzo, non pensavo sarebbe
diventata famosa e io mi vergognavo”.
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Ylenia è viva e di non perdere la speranza. I successi con Al Bano? Avevo gli
incubi. Non era il mio genere musicale”: lo rivela Romina Power proviene da Il
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