Il filosofo Platone bandito. O almeno amputato. Alla Texas A&M University, una
delle più grandi università pubbliche degli Stati Uniti, alcune parti del
Simposio sono diventate improvvisamente indigeste. Troppo ambigue, troppo
aperte, troppo pericolose. Razza e genere sono le parole sorvegliate speciali di
questi mesi, sotto la pressione dell’amministrazione Trump e dell’universo
conservatore che la sostiene. E così, questa volta, a finire nel mirino non è un
autore contemporaneo, ma il filosofo che ha fondato l’Occidente.
Alcuni passaggi del Simposio — il dialogo che celebra l’amore — “si
presterebbero a interpretazioni non binarie dei generi”. Traduzione: meglio non
leggerli. Martin Peterson, professore di filosofia, è stato invitato a
modificare il programma del corso. In caso contrario, la riassegnazione ad altro
insegnamento. Platone sì, Platone no. Platone, ma depotenziato. Il paradosso è
clamoroso. Il Simposio è innanzitutto una grande opera letteraria: una cena
nella casa del poeta Agatone, vincitore di un concorso tragico, dove si
incontrano alcune delle menti più brillanti dell’Atene del tempo. Un retore, un
medico, un antropologo ante litteram, il commediografo Aristofane e,
naturalmente, Socrate. Ognuno pronuncia un elogio di Eros. Fino a quando parla
Aristofane. Ed è lì che il dialogo esplode.
Platone costruisce uno dei miti più celebri della storia del pensiero: il mito
dell’androgino. All’origine, racconta Aristofane, gli esseri umani non erano
due, ma tre generi. Maschile, femminile e androgino. Avevano quattro braccia,
quattro gambe, due volti e una forza smisurata. Per punirne la tracotanza, gli
dèi li tagliarono in due. Da allora ogni essere umano è una metà che cerca
l’altra: la donna che cerca la donna, l’uomo che cerca l’uomo, la donna e l’uomo
che si cercano. È un racconto di una potenza quasi imbarazzante. Ridurlo a “non
binarismo” è già una forma di censura intellettuale. E censurarlo perché
“pericoloso” appare l’ennesima controversa decisione.
Platone sceglie l’eros come centro della riflessione filosofica perché l’eros è
forza, movimento, desiderio di ciò che manca. E se quella forza viene
convogliata verso l’idea più alta — la giustizia — allora diventa esplosiva. È
questo che il filosofo temeva e sperava insieme: che gli esseri umani, quali che
siano le loro inclinazioni, potessero unirsi nell’amore per la giustizia. Ed è
questo che i tiranni temono da sempre.
Non è la prima volta che dagli Usa e in particolare dagli Stati con governo
conservatore arrivano notizie di censura. Proprio il Texas nel corso degli anni
si è “distinto” per un’incredibile serie di messe al bando di libri. Tra i testi
vietati figurano il Diario di Anna Frank, V per Vendetta di Alan Moore, Il
racconto dell’ancella di Margaret Atwood, Peter Pan di J. M. Barrie, Il
cacciatore di aquiloni di Khaled Hosseini, Lolita di Vladimir Nabokov e anche
Uomini e topi di John Steinbeck.
L'articolo Platone censurato in Texas: il dialogo sull’amore del Simposio si
presta “a interpretazioni non binarie dei generi” proviene da Il Fatto
Quotidiano.