A 10 anni dalla loro abolizione tornano in Friuli Venezia Giulia le Province,
che adesso si chiameranno “enti di area vasta” i cui organi saranno eletti
direttamente dai cittadini. Con 110 voti favorevoli, 50 contrari e 3 astensioni
l’aula del Senato ha, infatti, approvato il disegno di legge costituzionale di
riforma dello Statuto speciale della Regione. È il quarto e ultimo passaggio che
dà il via libero definitivo alla legge, di iniziativa del Consiglio regionale
del Friuli Venezia Giulia, che modifica anche la disciplina del referendum
confermativo sulla legge su forma di governo e sistema elettorale regionale
(spetterà a una legge regionale ad hoc) e prevede un numero fisso di consiglieri
regionali, cioè 49, e non più in base al numero dei residenti.
A favore hanno votato le forze del centrodestra. In base alle dichiarazioni di
voto, tra le opposizioni contrari Movimento 5 stelle e Partito democratico,
favorevole Alleanza Verdi–Sinistra mentre Italia viva si è astenuta. “Al netto
di alcuni interventi di coordinamento, questa riforma compie tre scelte
sbagliate: scollega la rappresentanza dalla demografia, indebolisce il diritto
dei cittadini a esprimersi con il referendum su materie cruciali e reintroduce
di fatto le Province con un altro nome, aggiungendo ulteriore confusione
amministrativa”, ha commentato il capogruppo del M5s al Senato, Stefano
Patuanelli. La senatrice Tatjana Rojc (Pd) ha attaccato la maggioranza: “Non
avete voluto ascoltare nulla, non avete voluto far tesoro delle esperienze del
passato, avete pensato che vincere le elezioni vi desse la facoltà di fare e
disfare a prescindere dell’evoluzione delle istituzioni“. Esulta, invece, il
governatore Massimiliano Fedriga: “L’approvazione segna il coronamento di un
impegno preso con la comunità regionale”, ha dichiarato. All’abolizione delle
Province si era arrivati oltre 10 anni fa quando al posto del presidente
leghista c’era la dem Debora Serracchiani.
Soddisfatto anche il ministro per gli Affari regionali, Roberto Calderoli, che
punta adesso a restaurare le Province in tutto il territorio nazionale. “Il voto
di oggi in Senato non è solo una concreta attuazione dell’autonomia del Friuli
Venezia Giulia, ma è soprattutto la giusta conclusione di un percorso iniziato
da tempo e che vede il Parlamento rispondere a una richiesta precisa da parte
del territorio: avere la possibilità di dare risposte ai cittadini con
istituzioni vicine a loro”, commenta il leghista. “Ne sono convinto da sempre e
ritengo sia la strada giusta in senso generale“, continua Calderoli auspicando
che “l’elezione diretta sia del presidente che del Consiglio provinciale” in
Friuli “possa essere lo spunto per far ripartire il percorso della riforma delle
Province e il ripristino dell’elezione diretta, nell’interesse di tutti i
territori“.
Già lo scorso anno il governo di Giorgia Meloni aveva iniziato a riparlare di
ripristino delle Province. Ma lo scetticismo della premier (preoccupata dalla
reazione dell’elettorato) aveva portato a posticipare l’argomento. Adesso però
sembra chiara la spinta della destra verso la resurrezione delle poltrone di 107
consigli e giunte provinciali. Attualmente è ancora in vigore la riforma
cosiddetta “svuotaprovince” targata Graziano Delrio, Ministro per gli affari
regionali e le autonomie con il governo Letta, approvata in Parlamento
nell’aprile del 2014 con l’esecutivo di Matteo Renzi. Una legge che doveva
durare due anni: una formula transitoria per traghettare gli enti verso la
liquidazione definitiva prevista nella riforma costituzionale targata
Renzi-Boschi. Ma la bocciatura del referendum del 2016, però, fece abortire il
piano. Così le Province, anche se vuotate, sono rimaste in vita con tanto di
elezione di secondo livello per gli organi di governo, cioè votano solo i
sindaci e i consiglieri comunali della provincia.
A favore del ritorno all’elezione diretta in tutte le altre regioni è anche
Pasquale Gandolfi, presidente dell’Unione delle Province d’Italia, che definisce
la riforma del 2014 “inutile e dannosa“. “L’augurio – afferma – è che questo
voto del Parlamento faccia finalmente ripartire la discussione sull’urgente
revisione delle norme ordinamentali sulle Province in tutto il Paese, per fare
chiarezza sulle funzioni di queste istituzioni, sulle risorse necessarie ad
esercitarle e sul sistema di governance degli organi”.
L'articolo Tornano le Province in Friuli: c’è l’ok definitivo del Senato.
Calderoli: “Ora l’elezione diretta anche nel resto d’Italia” proviene da Il
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