Due valanghe oggi in Friuli Venezia Giulia, con un disperso e una persona
estratta ferita. Una è avvenuta a Sella Nevea, a circa 2000 metri di quota lungo
l’itinerario di scialpinismo che porta da Sella Ursic alla Conca Prevala. La
valanga ha travolto una persona che faceva parte di un gruppo di cinque, a
quanto sembra tutti di nazionalità slovena. La persona è stata estratta dalla
neve dai compagni di escursione, era cosciente, ma ferita e in ipotermia. È
stata stabilizzata dall’elisoccorso regionale e trasportata a Sella Nevea, poi a
Udine in ospedale. Sul posto un’unità cinofila da valanga, un medico del
Soccorso Alpino, un tecnico di elisoccorso, personale della Guardia di Finanza,
tecnici della stazione di Cave del Predil del Soccorso Alpino e la Polizia di
Stato. Si è trattato di una valanga importante, con un fronte di cinquanta metri
e un dislivello di circa duecento metri.
Il primo allarme è scattato intorno alle 14:30 a Casera Razzo. A chiamare il 112
un testimone che ha notato una persona travolta (l’unica coinvolta nella valanga
di Casera Razzo). La valanga è caduta all’incirca a 1800 metri di quota, non
distante dal Col Merende e da Forcella Tragonia, sotto un rilievo di 1930 metri.
Sul posto, poco lontano, erano in esercitazione squadre del Soccorso Alpino
proveniente da Friuli–Venezia Giulia e Veneto, con presente una Unità Cinofila
da valanga. Sono stati chiamati altri rinforzi per operare sul luogo della
valanga: oltre all’elicottero della Protezione Civile, anche l’elicottero dei
Vigili del Fuoco e l’elicottero dell’elisoccorso regionale.
Presenti anche soccorritori della Guardia di Finanza e in totale tre unità
cinofile da valanga. Al momento la persona segnalata risulta ancora dispersa ma
le operazioni sono ancora in corso. I soccorritori stanno operando in condizioni
difficili e in luoghi – come quello della zona di Casera Razzo, sul monte
Tiarfin – che non sono coperti da rete telefonica. Secondo il bollettino
valanghe diffuso dalla Protezione civile Fvg, il livello di pericolo valanghe è
salito nelle ultime ore sulle montagne del Friuli Venezia Giulia e per oggi dava
grado 3 sopra i 1.400 metri.
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un’altra estratta e in ipotermia proviene da Il Fatto Quotidiano.
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A 10 anni dalla loro abolizione tornano in Friuli Venezia Giulia le Province,
che adesso si chiameranno “enti di area vasta” i cui organi saranno eletti
direttamente dai cittadini. Con 110 voti favorevoli, 50 contrari e 3 astensioni
l’aula del Senato ha, infatti, approvato il disegno di legge costituzionale di
riforma dello Statuto speciale della Regione. È il quarto e ultimo passaggio che
dà il via libero definitivo alla legge, di iniziativa del Consiglio regionale
del Friuli Venezia Giulia, che modifica anche la disciplina del referendum
confermativo sulla legge su forma di governo e sistema elettorale regionale
(spetterà a una legge regionale ad hoc) e prevede un numero fisso di consiglieri
regionali, cioè 49, e non più in base al numero dei residenti.
A favore hanno votato le forze del centrodestra. In base alle dichiarazioni di
voto, tra le opposizioni contrari Movimento 5 stelle e Partito democratico,
favorevole Alleanza Verdi–Sinistra mentre Italia viva si è astenuta. “Al netto
di alcuni interventi di coordinamento, questa riforma compie tre scelte
sbagliate: scollega la rappresentanza dalla demografia, indebolisce il diritto
dei cittadini a esprimersi con il referendum su materie cruciali e reintroduce
di fatto le Province con un altro nome, aggiungendo ulteriore confusione
amministrativa”, ha commentato il capogruppo del M5s al Senato, Stefano
Patuanelli. La senatrice Tatjana Rojc (Pd) ha attaccato la maggioranza: “Non
avete voluto ascoltare nulla, non avete voluto far tesoro delle esperienze del
passato, avete pensato che vincere le elezioni vi desse la facoltà di fare e
disfare a prescindere dell’evoluzione delle istituzioni“. Esulta, invece, il
governatore Massimiliano Fedriga: “L’approvazione segna il coronamento di un
impegno preso con la comunità regionale”, ha dichiarato. All’abolizione delle
Province si era arrivati oltre 10 anni fa quando al posto del presidente
leghista c’era la dem Debora Serracchiani.
Soddisfatto anche il ministro per gli Affari regionali, Roberto Calderoli, che
punta adesso a restaurare le Province in tutto il territorio nazionale. “Il voto
di oggi in Senato non è solo una concreta attuazione dell’autonomia del Friuli
Venezia Giulia, ma è soprattutto la giusta conclusione di un percorso iniziato
da tempo e che vede il Parlamento rispondere a una richiesta precisa da parte
del territorio: avere la possibilità di dare risposte ai cittadini con
istituzioni vicine a loro”, commenta il leghista. “Ne sono convinto da sempre e
ritengo sia la strada giusta in senso generale“, continua Calderoli auspicando
che “l’elezione diretta sia del presidente che del Consiglio provinciale” in
Friuli “possa essere lo spunto per far ripartire il percorso della riforma delle
Province e il ripristino dell’elezione diretta, nell’interesse di tutti i
territori“.
Già lo scorso anno il governo di Giorgia Meloni aveva iniziato a riparlare di
ripristino delle Province. Ma lo scetticismo della premier (preoccupata dalla
reazione dell’elettorato) aveva portato a posticipare l’argomento. Adesso però
sembra chiara la spinta della destra verso la resurrezione delle poltrone di 107
consigli e giunte provinciali. Attualmente è ancora in vigore la riforma
cosiddetta “svuotaprovince” targata Graziano Delrio, Ministro per gli affari
regionali e le autonomie con il governo Letta, approvata in Parlamento
nell’aprile del 2014 con l’esecutivo di Matteo Renzi. Una legge che doveva
durare due anni: una formula transitoria per traghettare gli enti verso la
liquidazione definitiva prevista nella riforma costituzionale targata
Renzi-Boschi. Ma la bocciatura del referendum del 2016, però, fece abortire il
piano. Così le Province, anche se vuotate, sono rimaste in vita con tanto di
elezione di secondo livello per gli organi di governo, cioè votano solo i
sindaci e i consiglieri comunali della provincia.
A favore del ritorno all’elezione diretta in tutte le altre regioni è anche
Pasquale Gandolfi, presidente dell’Unione delle Province d’Italia, che definisce
la riforma del 2014 “inutile e dannosa“. “L’augurio – afferma – è che questo
voto del Parlamento faccia finalmente ripartire la discussione sull’urgente
revisione delle norme ordinamentali sulle Province in tutto il Paese, per fare
chiarezza sulle funzioni di queste istituzioni, sulle risorse necessarie ad
esercitarle e sul sistema di governance degli organi”.
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Calderoli: “Ora l’elezione diretta anche nel resto d’Italia” proviene da Il
Fatto Quotidiano.
Un sistema illecito finalizzato a garantire appalti pubblici per l’acquisto di
scuolabus. Succede in Friuli Venezia-Giulia e a essere favorita sarebbe
un’azienda con sede in provincia di Venezia, vincitrice di tutte le gare
esaminate. L’inchiesta, denominata “Filobus”, è coordinata dalle Procure di
Udine e Pordenone ed è partita nel 2022 da un’indagine della Guardia di finanza
di Udine che ha ricostruito 14 procedure di gara bandite tra le due città
friulane dal valore complessivo superiore a 1,6 milioni di euro. Gare tutte
vinte dalla società veneta.
Le Fiamme Gialle hanno perquisito diversi uffici tecnici in vari enti locali e
hanno sequestrato fascicoli di gara e computer ai funzionari coinvolti. Sarebbe
emerso – soprattutto dalle mail – un sistema di “accordi illeciti” collaudato
perfettamente che vedeva attori i funzionari pubblici e il responsabile
commerciale dell’azienda interessata. Il meccanismo, da quanto ricostruito, era
questo: l’agente dell’azienda poi vincitrice contattava gli uffici comunali per
presentare i mezzi e le offerte economiche, ma lo faceva prima della stesura del
bando a cui collaborava per stendere i capitolati d’appalto. All’interno di
essi, inseriva specifiche tecniche tanto dettagliate da corrispondere
esattamente ai mezzi prodotti dalla sua azienda. In questo modo il bando veniva
regolarmente pubblicato ma con concorrenza nulla. La società partecipava
all’avviso proponendo ribassi minimi (il prezzo era già concordato) e si
garantiva così la “vittoria”.
E ora 18 funzionari pubblici e l’agente di vendita della società favorita sono
segnalati alle due Procure sopracitate secondo l’articolo 353-bis del Codice
Penale “turbata libertà del procedimento di scelta del contraente”. Il reato
prevede fino a cinque anni di carcere e l’indagine ha evidenziato profili di
responsabilità erariale per alcuni funzionari pubblici rei di non aver
contestato il raddoppio dei costi nella fornitura degli scuolabus e di non aver
garantito l’applicazione delle penali previste per alcuni ritardi nelle
consegne. A valutare su di un possibile rimborso alle casse pubbliche la Corte
dei Conti di Trieste. Intanto è stato definito il primo grado di quattro
procedimenti, i primi a essere svolti. Il Tribunale di Udine ha emesso due
sentenze di condanna e due con patteggiamento.
L'articolo Appalti scuolabus “truccati” in Friuli: 19 indagati e già quattro
condanne proviene da Il Fatto Quotidiano.
“Siamo sott’acqua da stanotte. Ancora non è arrivato nessuno. Tutto sotto
l’acqua. La campagna è un lago. Frigoriferi e celle spente. Le stanze appena
sistemate sono di nuovo completamente rovinate”. È un grido d’aiuto misto a
rabbia e frustrazione quello lanciato via social da Antonia Klugmann. La celebre
chef, già giudice di Masterchef, ha visto il suo ristorante stellato, “L’Argine
a Vencò” a Dolegna del Collio (Gorizia), finire letteralmente sommerso
dall’alluvione che ha flagellato il Friuli Venezia Giulia nelle ultime ore. Una
notte da incubo, documentata con video su Instagram che mostrano la cucina
invasa dall’acqua e il fango che copre i pavimenti, che ha spinto la chef a una
dura riflessione sulla gestione del territorio e delle priorità nazionali.
Il dramma si è consumato nella tarda serata di ieri, mentre il ristorante era in
piena attività. “Quando è iniziata l’emergenza la sala era piena”, ha raccontato
la Klugmann all’Ansa. “Abbiamo evacuato lo staff e tutti i clienti e abbiamo
messo immediatamente i sacchi a protezione della cucina”. Misure di emergenza
che, purtroppo, si sono rivelate insufficienti contro la furia degli elementi.
In pochi minuti, il fango ha invaso la sala e sommerso la cucina. La chef e il
suo staff sono stati costretti a rifugiarsi ai piani alti: “Abbiamo dormito
nelle camere del piano di sopra, l’intero ristorante è sott’acqua“. Il danno è
reso ancora più amaro da una beffa temporale: le stanze al piano terra,
devastate dal fango, erano state riaperte solo una settimana fa, dopo un anno e
mezzo di lavori per rimediare a una precedente esondazione.
Di fronte alla devastazione della sua terra – la stessa ondata di maltempo ha
colpito duramente la zona di Brazzano di Cormons, dove si cercano due dispersi
travolti da una frana – Antonia Klugmann ha rotto il suo consueto riserbo su
temi extra-culinari per lanciare un appello politico e sociale. “Normalmente non
affronto temi che esulano dalla mia competenza, non è nel mio stile”, ha
premesso la chef. “Ma dopo una notte così, quando sento parlare di miliardi
spesi per il ponte di Messina e nulla per un’emergenza collettiva, che riguarda
ogni regione d’Italia, penso che quella proposta sia dura da sostenere”.
La sua analisi è lucida: “Bisogna decidere che cosa è più importante: secondo me
è la sicurezza dei cittadini e di tutto ciò che ci circonda”. Klugmann
sottolinea l’inutilità degli sforzi privati senza un piano strutturale pubblico:
“Abbiamo investito decine di migliaia di euro, solo quest’anno, per la
sicurezza. Abbiamo fatto la nostra parte come privati cittadini, ma non è
servito a nulla perché siamo piccoli”. Nonostante la conta dei danni ingenti
alla sua attività, il pensiero della chef è andato immediatamente a chi, in
queste ore, sta vivendo il dramma peggiore: “Io e mia sorella Vittoria, prima di
ogni altra cosa, vogliamo esprimere vicinanza alle famiglie dei due dispersi e
alle trecento persone evacuate”, ha dichiarato. “Noi abbiamo avuto danni
materiali gravi, ma le famiglie di Brazzano stanno vivendo un incubo e una
tragedia personale”. Resta l’amarezza per un paesaggio, quello del Collio, che
non è solo una cartolina per turisti, ma “l’identità stessa del Paese“.
Un’identità che, senza “un ragionamento strutturale sul territorio”, rischia di
finire sempre più spesso sott’acqua.
L'articolo “La cucina è sommersa, abbiamo dovuto evacuare i clienti. Invece che
al ponte di Messina si pensi alla gente”: la chef Antonia Klugmann mostra il suo
ristorante allagato dall’alluvione proviene da Il Fatto Quotidiano.
Spara al friulano. Fa discutere il finanziamento donato dalla Regione Friuli
Venezia Giulia ai produttori del celebre game online. Per diventare infatti la
prima regione italiana ad essere mappata in 3D negli scenari del celebre
videogioco sparatutto, Fedriga&Co hanno speso, come scrive Today, 86mila euro.
Si tratta però di una forma di promozione turistica del territorio molto
precisa. Sulla celebre piattaforma di gaming che conta nel mondo 650 milioni di
utenti, di cui 14 milioni solo in Italia, dal 20 settembre sono infatti attive
le mappe di Trieste, Udine, Pordenone, Gorizia e Palmanova. Non mancano località
più prettamente di vacanza come Piancavallo, Tarvisio, i laghi di Fusine, la
laguna di Marano, i fiumi Tagliamento e Isonzo.
Inoltre, tra una mitragliata e l’altra, appariranno i prodotti tipici del Friuli
come il frico, il prosciutto di San Daniele e l’uva. Il presidente della
Regione, Massimiliano Fedriga, ha scansato ogni possibile polemica – su Fortnite
Battle Royale l’obiettivo è quello di ammazzare i concorrenti avversari per
sopravvivere ndr – ha spiegato a fine settembre durante la presentazione
ufficiale: “Vogliamo raggiungere un target molto interessante, quello dei
giovani fino ai 25 anni e promuovere il nostro territorio attraverso
un’interazione attiva”.
A sviluppare la versione friulana di Fortnite ci ha pensato Novo Esports in
collaborazione con PromoTurismoFVG. Insomma, turismo e gaming insieme per
intercettare i giovani. Le mappe da scaricare sono già online gratuitamente ma
verrà fatto partire anche un torneo che metterà in palio, per i primi 5
classificati, voucher per un soggiorno nel Tarvisiano. Del celebre gioco online
ideato da Epic Game ci sono differenti versioni, tra cui una con i personaggi
dei Simpsons, dove possiamo diventare, ad esempio, Lisa che con un kalashnikov
fa fuori i nemici.
L'articolo “Spara al friulano”: la Regione Friuli Venezia Giulia paga 86 mila
euro per entrare nel videogame Fortnite, scoppia la polemica proviene da Il
Fatto Quotidiano.
Una frana di fango causata dal maltempo ha travolto nella notte un’abitazione a
Brazzano di Cormons, nel Goriziano. Una persona è stata estratta viva dalle
macerie dai vigili del fuoco, affiancati dai volontari della Protezione civile,
che stanno cercando due dispersi. Sul posto sono intervenuti anche i sanitari
inviati dalla centrale operativa Sores Fvg con più ambulanze, automedica ed
equipaggio dell’elisoccorso. La persona ferita, con una frattura a una gamba, è
stata trasferita all’ospedale di Udine.
Intanto in supporto al personale di Udine e Gorizia sono state inviate ulteriori
squadre di soccorso e soccorritori fluviali dei comandi dei vigili del fuoco di
Trieste e Pordenone. Sul posto è stato mandato il nucleo regionale Gos (Gruppo
operativo speciale) con i mezzi di movimento terra, ma anche i cinofili. Dal
Veneto è invece arrivata la squadra Usar (Urban search and rescue) per la
ricerca delle persone disperse sotto le macerie.
Il maltempo ha colpito duramente l’area tra Palmanova e la provincia di Gorizia,
con i danni più grossi registrati proprio a Cormons dove sono caduti 152
millimetri di acqua in sole sei ore. Il fiume Judrio è straripato, causando
diversi allagamenti. Colpiti anche gli scantinati dell’ospedale di Palmanova,
sommersi dall’acqua: nessun problema però per i pazienti. Disagi anche in strada
a Visco, Trivignano e Chiopris Viscone. Dalla mezzanotte, ai vigili del fuoco di
Udine, sono arrivate circa duecento richieste di soccorso, mentre numerose
chiamate hanno impegnato anche il comando di Gorizia. A causa dell’ondata di
maltempo la Protezione civile aveva diramato l’allerta gialla.
L'articolo Frana di fango travolge una casa nel Goriziano: una persona estratta
viva dalle macerie, due i dispersi proviene da Il Fatto Quotidiano.